1349309972La prima difesa del titolo europeo ad opera del titolare Michele Bonaglia avvenne il 27 giugno 1929 a Torino, contro l’imbattuto tedesco Hein Mueller, campione nazionale in carica, che da dilettante aveva vinto tre volte consecutivamente il campionato germanico nei welter, medi e mediomassimi, prima di vincere la medaglia d’oro agli europei del 1927. Il piemontese, sconfitto una sola volta fino ad allora, in una ripresa dal grande Max Schmeling per la cintura europea, sbrigò la faccenda Mueller nel corso del quarto round. Bonaglia iniziò la carriera professionista nel settembre 1925, dopo aver vinto quell’anno la fascia tricolore agli assoluti di Firenze. Nel luglio dell’anno seguente tolse il titolo italiano al romano Rinaldo Palmucci e lo difese a spese dell’umbro Armando De Carolis, uno spirito libero che viaggiò oltre oceano prima di scrivere la parola fine. Dopo una breve trasferta in Argentina mantenne la corona nazionale in un nuovo confronto con il laziale Rinaldo Palmucci. Archiviato l’insuccesso berlinese nel gennaio 1928 con Schmeling, ritornò a Buenos Aires prima di riprendere il cammino che lo riportò alla corte europea, vincendo il vacante campionato nel febbraio 1929, a spese del campione belga Jack Etienne. La seconda sconfitta di Bonaglia arrivò nel dicembre di quell’anno a Manchester per mani dell’inglese Len Johnson. Nel febbraio 1930 respinse nuovamente il belga Jack Etienne, conservando il primato del vecchio continente. Viaggiò due volte a Colonia, pareggiano con Hein Mueller, senza titolo in palio, e perdendo da Hein Domgorgen. L’anno seguente tentò senza successo la carta nordamericana prima di tornare nella capitare argentina. Nel 1932 sfidò due volte il campione italiano dei pesi massimi Innocente Baiguera per poi tornare ad occuparsi del campionato dei mediomassimi, togliendolo all’umbro Prima Ubaldo. Il secondo regno nazionale durò meno di tre mesi, fino a quando incontrò il lombardo Emilio Bernasconi. Chiuse il 1933 con una vittoria su torinese Preciso Merlo, futuro campione d’Italia e d’Europa. Continuò a combattere anche nel 1934, con risultati alterni, lasciando la boxe nel settembre di quell’anno dopo 66 sfide: 48-13-5. Bonaglia morì alla fine della seconda guerra mondiale, assassinato da facinorosi interpreti della politica partigiana  rimasti sconosciuti alla giustizia.

Fonte www.sportenote.com

Di Alfredo

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