Francesca Gratta, nativa di Velletri, ha compiuto quest’anno 33 anni. Ha esordito il 3 aprile del 2010, un esordio al quale ero presente: un’emozione evidente, come è logico che sia il primo approccio sul ring per una ragazza che sembrava essere capitata lì per caso. Aveva di fronte Marzia Verrecchia, senz’altro più esperta ma soprattutto più “cattiva”. Per la ragazza di Velletri fu un match di sofferenza, ma lo portò, sia pure malridotta, in porto fino alla fine con i segni evidenti nel volto. Avrei scommesso che non l’avrei rivista più, invece seppi che la settimana dopo aveva di nuovo combattuto e aveva vinto, facendo salire molto in alto il totoscommesse sul ritiro. Da lì è cominciato il suo cammino con bella continuità tra qualche sconfitta e un discreto numero di vittorie che l’hanno portata ad essere buona I serie arrivando  l’altr’anno agli Assoluti di Roseto degli Abruzzi  in semifinale, superata di misura da Maria Bongallino.

Come sei arrivata alla boxe?    

“Ci sono arrivata 4 anni fa a Velletri. Perché non lo so, ma è come se fosse stato questo sport a chiamarmi dopo che ne avevo praticati vari.

Quali?

“Ho fatto tennis, pallavolo, ginnastica ritmica, diciamo anche che vengo dalla danza. Forse mi sono accorta troppo tardi di questo sport anzi ripeto che mi ha chiamato tardi, perché io la passione ce l’avevo già da piccola. Non era facile trovare l’approccio a questa disciplina soprattutto per una donna, perché per certi versi Velletri è un po’ bigotta, per non dire conservatrice. Penso comunque di essere stata una delle prime di questa città”.

Il tuo percorso?

“Mi sono affiliata per il quarto anno. Ho cominciato a Velletri, poi ad Albano e adesso sto nuovamente a Velletri. In pratica è la terza società a cui mi sono iscritta. Quest’anno parteciperò per la seconda volta agli Assoluti. L’altr’anno ho perso in semifinale. Ho vinto un Torneo regionale esordienti e quest’anno ho conquistato la Cintura Volsca nei60 kg.”.

Te lo ricordi il primo match?

“ Me lo ricordo come se fosse ieri. E’ stato tremendo, ma io non ho fatto un passo indietro. La mia avversaria è stata anche campionessa italiana e fa tutt’ora parte della Nazionale. Me lo ricordo soprattutto per l’occhio nero che ho portato in giro per vari giorni. Comunque lo rifarei anche oggi”.

Che sensazioni?

“Per me quella sconfitta, così dura, è stata uno sprone. Adesso ho 33 anni e probabilmente saranno gli ultimi Assoluti a cui parteciperò, poi si vedrà”.

Cosa fai nella vita?

“Ho un negozio di abbigliamento insieme alle mie sorelle. Quindi dopo i tacchi a spillo, devo avere una certa eleganza per il mio lavoro, la gente mi vede completamente diversa con guantoni e scarpette. Ho due personalità, ma sono tutte e due molto vere. E’ vera la tigre che è in me, ma anche la femminilità è vera e importante”.

Come la prendono a casa?

“All’inizio erano un po’ restii. Poi si sono rasserenati quando hanno visto che mi sono dedicata anima e corpo a questo sport, che ormai fa parte della mia vita dopo il lavoro e la famiglia”.

Il problema più grande per le donne qual’ è?

“Forse i pregiudizi. Da lì poi scaturiscono tutte le altre cose”.

Negli ultimi tempi, rispetto al tuo esordio, hai notato un cambiamento della gente nel vedere le donne sul ring?

“ Direi che c’è stato un cambiamento radicale. Adesso la gente vede il pugilato femminile con un altro occhio. Le Olimpiadi poi hanno aperto la strada. Speriamo che aumentino le categorie, anche se per ora devo dire che sono rappresentate nelle tre le piccole, le medie e le grandi”.

Hai qualche hobbies?

“A parte la moda e stare con i miei nipotini, ne ho altri ma li tengo per me”.

Leggi?

“ Sì e mi piace tutto. Adesso sto leggendo un libro di un amico che è stato in missione in Afghanistan. Mi piacciono anche i gialli”.

Il tuo colore preferito e perchè?

“ Il fucsia, perché non lo so, forse perché mi dà l’idea di Barbie, di grande femminilità”.

Chi è il tuo maestro?

“Dal mio esordio ho cambiato tre palestre. Adesso mi alleno alla Boxe In Progress con il maestro Lorenzo Pietrella, forse non troverò mai parole per descriverlo, per me è il top”.

(Al.Br.)

Fotografie di Luigia Giovannini

Di Alfredo

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