di Alfredo Bruno

Daniele Petrucci, il pubblico e il Tendastrisce ancora una volta non tradiscono Davide Buccioni e stanno diventando una sorta di marchio di garanzia di cui il promoter può andare fiero; in fondo la sua tenacia va premiata con un Oscar che la boxe professionistica romana gli deve. Il pubblico è quello delle grandi occasioni con circa tremila biglietti venduti tralasciando quelli omaggio. Peppe er Pantera, le Ring Girl e le sinuose cubiste hanno movimentato la serata, facendo dimenticare ai presenti il maltempo e un minaccioso Tevere.


Partiamo dalla fine con l’annuncio del verdetto: Petrucci ha battuto Domingos Monteiro, conquistando il Titolo  Intercontinentale WBF, in maniera netta come attestano i cartellini di Rega (118-108), Giancamilli ( 117-108) e il polacco Logosz (117-109). Forse il pugile di Capo Verde, anzi senz’altro, non è stato l’avversario più forte incontrato da Bucetto finora, ma possiamo dire invece che è stato il più ostico e per certi versi imprevedibile, come può essere un gatto dalle sette vite. Il match si è tinto anche di giallo quando Monteiro all’11mo round, già provato dalla durezza del round precedente “sente” un colpo al fegato, volta le spalle al pugile romano in una sorta di “no mas” e quando raggiunge l’angolo si inginocchia in attesa del conteggio. L’arbitro Di Giovanni non considera l’abbandono e lo conta; l’interpretazione è un po’ come il mani in area di rigore, se volontario oppure no. In fondo Monteiro visto l’andamento del match ha meritato di uscire con l’onore delle armi.


Si vede subito nella coreografica presentazione del match che Petrucci è concentrato al massimo, conoscendolo va interpretato come buon segno e che la strada del suo avversario sarà irta di ostacoli. Sono coperti al massimo i due atleti ad inizio match. Monteiro lega e stoppa gli attacchi dell’avversario, mentre il romano cerca la strada con colpi per linee esterne visto che davanti ha una sorta di muraglia. Il terzo round passa quasi inosservato con il capoverdiano che svicola abilmente come l’anguilla. Nelle riprese seguenti Petrucci accentua il ritmo e comincia un lavoro di sfiancamento al corpo con non rare sortite al volto dell’avversario. Monteiro cerca d’interrompere con il destro l’iniziativa dell’allievo di Maggi, che controlla la situazione con un insidioso jab sinistro. Nel settimo round Petrucci non sbaglia una mossa: schiva e rientra con successo. L’ottava ripresa è scenografica con duri scambi. Dopo una ripresa interlocutoria, Bucetto si scatena con una bella serie, visibilmente accusata dall’avversario che sbarella con il pubblico in delirio. Dopo l’undicesima “in giallo” arriva un round finale tranquillo. Il verdetto è pura formalità. Petrucci, microfono in mano, non fa in tempo per l’intervista con Mattioli e Benvenuti, perché il collegamento con Rai2 si chiude lì, ma fa in tempo comunque a ringraziare, come ha fatto in precedenza Buccioni, il pubblico romano che sta diventando una sorta di 12mo in campo.

La serata pugilisticamente è stata piena e con risvolti imprevedibili. Il promoter presenta match veri, che qualche volta diventano delle vere trappole per i suoi pugili, ma hanno il pregio di appassionare e conquistare nuovi fans per la boxe. Per i professionisti il primo a salire sul ring è Manuel Ernesti, giovane grande promessa, cresciuto nell’Action Boxe di Ostia e temprato da una scuola d’èlite come può essere quella di Luciano Sordini a Fiumicino. Cominciamo a nominare chi sta all’angolo, cominciamo a svelare i segreti della bravura dei singoli pugili, diretti alla perfezione da maestri come Maggi, Sordini, Calì, Ferri, Volpe, Pili e tanti altri. Ernesti ormai battezzato come “The Diamond” ha di fronte il francese Esnault, anche lui alle prime armi tra i pro. Tre veloci sinistri del romano vengono controbilanciati da un insidioso destro dell’avversario. Il sinistro di Ernesti guida il match su binari di sicurezza e al terzo round il francese viene chiuso all’angolo da una serie di tre colpi, si inginocchia e non prosegue.
Che Sebastian Cornu fosse un avversario difficile lo si sapeva, ma che fosse così bravo dobbiamo dire che purtroppo è stato un’amara sorpresa per Davide Dieli e il pubblico. Nel primo round appare il montante sinistro del transalpino anche se il romano appare più efficace e deciso, ma è un’impressione che si rivela errata perché alla fine del terzo round riappare il montante, stavolta preciso ed efficace. E’ il preludio di un quarto round durissimo in cui Dieli deve incassare colpi micidiali che trasformano il suo volto in una maschera di sangue. E’ un guerriero il piuma di San Basilio, non ci sta e reagisce. Nel round successivo sembra rinfrancato andando a segno con un bel gancio destro, ma la reazione di Cornu non si fa attendere con montanti e ganci, quasi tutti a segno che convincono Maggi a lanciare l’asciugamano, anche perché il coraggio di Dieli non merita una punizione.
Profichet, da buon francese, non ha l’aspetto del duro, ma la sua boxe continua mette un po’ di soggezione a Massimiliano Buccheri, pugile che predilige combattere con la guardia abbassata per portare colpi improvvisi. Il sinistro del romano lavora bene, ma Profichet, per fortuna privo di potenza, appare anche discretamente preciso quando accorcia le distanza. Un bel rebus per il “Boom boom” di Casalbruciato che si ritrova all’inizio della quinta ripresa indietro nel punteggio. Buccheri, questo lo capisce e cerca di imprimere maggiore consistenza ai suoi colpi su un avversario che non cede di un centimetro. Nell’ultimo round il romano, buon tecnico, snatura la sua indole costringendo l’avversario ad una difesa affannosa per tutti e tre minuti, sufficienti da parte della giuria, ma non del pubblico, ad ottenere il verdetto.
Ma le sorprese di questa bella manifestazione sono sempre in agguato e se ne accorge Sergey “Tigre” Demchenko affrontando un illustre carneade come il portoghese Nuno Lagarto, l’unico ad aver risposto positivamente all’appello per affrontare l’ukraino di casa nostra. Lagarto ha dimostrato di essere tutt’altro che inconsciente e fin dall’inizio si è mosso con disinvoltura scambiando con efficacia tra lo stupore generale, compreso Sergey che si ritrova subito con il sopracciglio destro sanguinante, forse per una capocciata fortuita. L’altro problema per Demchenko diventa il fatto che il portoghese incassa e replica. Alla quarta riprese avviene quello che nessuno si aspetta perchè il “Tigre” di Torrevecchia si ritrova seduto sulla struoia per un preciso destro d’incontro, dopo che i due in precedenza si erano incrociati come i cavalieri della Tavola Rotonda. Demchenko freme e lavora bene di sinistro per preparare la strada al destro. Nel quinto round anche Lagarto sanguina e gli scambi sono da cardiopalma. Nel round finale l’allievo di Pili spara mazzate terrificanti, Lagarto incassa ma replica con meno vigore. La vittoria con merito va al “Tigre”, ma questo Lagarto è meglio andarlo a vedere al cinema che incontrarlo.
Ci sono anche i dilettanti in apertura.. Per loro c’è la soddisfazione di combattere in un impianto spazioso e stracolmo. Albani, altro gioiello della San Basilio, infila i suoi colpi dritti come spade, ma si deve ben guardare dalla rabbiosa reazione di Maurizio, che ha all’angolo Domenico Urbano. Quattro riprese tirate per un pari accolto dagli applausi. Pileggi, superwelter della Talenti Boxe, ha un gancio che sembra un proiettile, ma ha trovato la sua bestia nera in Zaccagno, che lo pressa e non lo fa ragionare. Vince Zaccagno dopo un gran bel match. Centi contro l’abruzzese Di Russo conduce tre riprese a tutta birra, ma si deve guardare, un po’ affaticato, dalla reazione dell’avversario nell’ultima ripresa, non sufficiente comunque per ribaltare il verdetto.  
   
RISULTATI
Dilettanti
Superwelter: Zaccagno (Scuola di Boxe A. Volpe) b. Pileggi (Talenti Boxe); Albani (Boxe Roma San Basilio) e Maurizio (Abruzzo) pari; Centi (Boxe Roma San Basilio) b. Di Russo (Abruzzo).
Professionisti
Welter: Manuel Ernesti (BBT- kg. 69,200) b. Damien Esnault (Francia – kg. 68,800) kot 3.
Supermedi: Massimiliano Buccheri (BBT–kg. 78,100) b. Jonathan Profichet (Francia – kg. 77,500) a.p. 6.
Piuma: Sebastien Cornu (Francia – kg. 58,500) b. Davide Dieli ( BBT – kg.57,800) abb. 5.
Mediomassimi: Sergey Demchenko (BBT – kg. 79,500) b. Nuno Lagarto ( Portogallo) a.p. 6.
Welter: Daniele Petrucci ( BBT – kg. 66,650) b. Domingos Monteiro (Benelux- kg. 66,600) a.p. 12. Titolo Intercontinentale WBF.
Arbitri: Barrovecchio R. (c.r.), Stipa, Marzuoli, Rega, Lamusta, Ciafrone, Di Giovanni, Giancamilli.
Medico: dott. Italo Guido Ricagni, dott. Emiliano Bonanni, dott. Francesco Leonelli. 

 

Di Alfredo

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