La prima romana delle WSBVII ha avuto un felice esordio. L’Italia Thunder ha superato il British Lionhearts, che nell’ultima edizione aveva disputato la finale con la compagine cubana. Indubbiamente è stata la serata di Clemente Russo al rientro dopo sei mesi, dopo le sfortunate Olimpiadi di Rio. “Tatanka” sul ring del PalaVespucci ha ottenuto non solo un netto successo sul croato Josip –Bepo Filipi, ma ha fugato i dubbi sulle sue condizioni fisiche nel migliore dei modi. Il “personaggio” è rimasto inalterato, atteggiamenti da showmen in qualche frangente. bisogna dargli atto, comunque, di aver condotto un match giudizioso, da “capitano” consapevole della posta in palio, vale a dire la vittoria della sua squadra in una sorta di calcio di rigore su un avversario volenteroso, ma senz’altro alla sua portata. Clemente ha dominato dal primo all’ultimo round, dove solo nel finale si è permesso una leggera pausa per una boccata d’ossigeno. La sua boxe è rimasta tale e quale, a partire da quelle serie veloci dalla corta e media distanza, dal svicolare abilmente quando l’avversario attaccava, da un mestiere infinito accumulato in più di “20 anni di cazzotti”, come dice lui, ma soprattutto di avere il coraggio di mettersi in discussione, a 34 anni, per intraprendere il cammino impervio che porta a Tokyo, vale a dire la sua quinta Olimpiade. E che è in discussione è poco ma sicuro, è l’uomo immagine da battere, una vittoria su di lui rende famosi e questo lo sanno i suoi prossimi avversari.

La serata si apriva con il sardo Federico Serra, uno dei tre esordienti in questa competizione. Il minimosca aveva il compito più difficile affrontando Galal Yafai, ormai esperto in materia WSB e buon protagonista alle ultime Olimpiadi. Per un attimo abbiamo creduto alla sorpresa quando l’inglese dopo una manciata di secondi mostrava di non gradire prima una combinazione di destro e sinistro e poi un gancio sinistro insidioso. L’ospite capiva che non sarebbe stata una passeggiata e cominciava a prendere le distanze con il suo maggior allungo e una boxe essenziale, ma efficace. Si ripagava bene e anzi costringeva il sardo ad ascoltare il conteggio. L’iniziativa passava decisamente dalla parte di Yafai, che tra l’altro portava colpi secchi che raffiguravano una discreta potenza. Serra dimostrava di essere sempre in partita, mostrando orgoglio, buone doti d’incassatore e rabbia nelle repliche che tenevano in giudizioso allarme il quotato avversario. Indiscutibile il successo dell’inglese, ma a Serra va anche il meritato di essere stato il protagonista del più bel match della serata.

Francesco Maietta porta con se oltre agli Assoluti un bronzo ottenuto agli europei di Samokov due anni fa. Proviene anche lui dalla scuola di Marcianise e fa parte del GS dell’Esercito. Il suo avversario è Jack Bateson, buon pugile con alle spalle due match disputati per le WSB. L’inglese porta colpi dritti ed essenziali per linee interne, la qualcosa crea non poche difficoltà all’ italiano per la sua guardia invitante e i suoi attacchi per linee esterne. Il match è decisamente piacevole per la buona impostazione tecnica di Bateson, ma soprattutto per la boxe sorniona di Maietta che trova sempre la soluzione per i momenti difficili che non sono certo mancati. Il casertano dà il meglio di sè in uno scambio ravvicinato alle corde. Concentra i suoi colpi al corpo per costringere l’inglese ad abbassare la guardia. Negli ultimi due round preferisce non avventurarsi portando colpi isolati che pesano nel punteggio finale con una chiara vittoria.

Tocca quindi al terzo esordiente salire sul ring delle WSB. Si tratta di Paolo Di Lernia, figlio d’ arte, da due anni dominatore agli Assoluti nei 64 kg. Anche Dalton Smith fa il suo esordio nelle WSB, ma ha decisamente una maggiore esperienza internazionale; e questa esperienza la trasmette con efficaci colpi isolati e con qualche scorrettezza di troppo. L’inglese è un avversario difficile da inquadrare per la sua mobilità. Dopo un’ottima terza riprese che tiene in allarme l’avversario, Di Lernia dà l’impressione di dover recuperare ossigeno con pause che l’avversario sfrutta bene. Il match comunque appare equilibrato come testimonia la split decision a favore di Smith, che ha rischiato anche un richiamo ufficiale.

Per l’Italia Thunder sembra essersi messa male, ma Salvatore Cavallaro, appena 21 anni, è titolare inamovibile della Nazionale su cui si investe per la prossima Olimpiade. L’avversario non è inglese, ma croato, e dimostra più dei suoi 20 anni: Luka Plantic non è un carneade, arrivando in finale ai mondiali Youth, disputati nel 2014 in Bulgaria. Cavallaro appare più vario e più preciso, ma si deve guardare dalle pericolose repliche dell’avversario. Plantic non scherza in fatto di potenza, e Cavallaro, un po’ troppo invitante con la sua guardia aperta, trova comunque spiragli soprattutto con il destro. L’ultima ripresa tiene un po’ in ansia perchè il siciliano appare stanco e il croato si gioca il tutto per tutto per ribaltare il punteggio a suo sfavore. Alla fine non ci sono dubbi sulla vittoria del nostro pugile…che spiana la strada a Clemente Russo.

La serata non finisce con le WSB, infatti c’è un match fuori Torneo. A disputarlo è un NeoPro che tra l’altro fa anche parte dell’Italia Thunder nei medi. Michael Azzarà è considerato uno dei volti nuovi del nostro ranking professionistico. Boxe essenziale e potenza devastante sono le sue credenziali e a farne le spese è l’esordiente rumeno Andrei Boghici. Il match dura due riprese scarse. Nella prima l’ospite accusa un micidiale destro al volto e nella seconda ripresa un colpo al fegato conclude una situazione insostenibile. Tripudio da parte dei numerosi fans che il giovane porta con sè.

Dal lato spettacolare la serata è stata più che buona e soprattutto organizzata perfettamente. Non ha avuto il concorso di pubblico che forse ci si aspettava. Ci sono alcune scusanti: il fatto che si sia disputata di giovedì e soprattutto con la diretta televisiva su SportItalia, condotta da Fabio Panchetti, che ha avuto come ospiti al suo microfono Manuel Cappai, Mirko Carbotti e Vincenzo Mangiacapre. E’ una formula che il pubblico romano deve ancora un po’ immagazzinare, e quindi da sostenere, perchè la riteniamo valida. Trovare i tasselli giusti, ma soprattutto le motivazioni come avvenne qualche anno fa a Marcianise. E’ chiaro che con la presenza di qualche pugile romano in più, la partecipazione sarà senz’altro più numerosa. L’esempio di Azzarà fa testo.

Tra il pubblico numerose le autorità appartenenti al Consiglio Federale e ai Gruppi Sportivi con la presenza anche di due dei candidati alla Presidenza nelle prossime elezioni del 25 febbraio, parliamo di Vittorio Lai e Andrea Locatelli. Nel parterre non sfugge certo la figura di Nino Benvenuti, apparso molto interessato a questa formula.

(al. br.)

Foto di Renata Romagnoli

 

Italia Thunder

BritishLionhearts
49kg
Federico Serra Vs Galal Yafai
(ITA) (GB)
0 3
56kg
Francesco Maietta Vs Jack Bateson
(ITA) (GB)
3 0
64kg
Paolo di Lernia Vs Dalton Smith
(ITA) (GB)
1 2
75kg
Salvatore Cavallaro Vs Luka Plantic
(ITA) (CRO)
3 0
91kg
Clemente Russo Vs Josip – Bepo Filipi
(ITA) (CRO)
3 0
ALLENATORI ALLENATORI
Emanuele Renzini Lee Pullen
Giuseppe Foglia (Maietta e Russo) Paul Walmsley
Domenico Mura (Serra) Tomo Kadic
Filippo Biffone (Di Lernia Ian Gatt
Domenico Filippella (Cavallaro)
Giovanni Cavallaro (Cavallaro)
SUPERVISOR
Helmut Ranze (GER)

 

 

Di Alfredo