di Alfredo Bruno

di-silvio-pasquale-e-il-figlio.JPGPasquale Di Silvio (+ 5, 2 per ko), 28 anni, sebbene sia un ragazzo tranquillo attende con impazienza il 22 febbraio per salire sul ring dentro il Palazzetto Lagrange contro Simone Califano (+ 9, 5 per ko) per la finale di Coppa Italia nella categoria dei leggeri. Lui sa per quel giorno di essere chiamato al più duro esame della pur breve carriera professionistica. Il suo avversario è considerato tra i pugili più promettenti dell’ultima leva.

 E’ un match impietoso: chi vince mantiene la sua imbattibilità e conquista la Coppa, con il diritto a breve scadenza di un passaggio di serie e la sfida al titolo nazionale; logicamente il discorso diventa al contrario per chi perde, ma bisogna tener conto che per lo sconfitto si tratta di un incidente di percorso che nulla preclude per il suo futuro.
Pasquale è uomo di poche parole e ogni sera puntuale si allena alla Laima Team sotto lo sguardo attento degli insegnanti Agnuzzi e D’Elia. Il giovane sgobba e perline di sudore gli scendono dalla fronte mentre maltratta il sacco, che sembra quasi gemere sotto i suoi colpi. Sa che il suo match con Califano è seguito con un certo interesse e curiosità, non accetta il ruolo dello sfavorito e si concede il 50% di possibilità.

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Di Silvio nonostante la sua giovane età può essere considerato un veterano della boxe per essere entrato in palestra all’età di 10 anni. Le sue origini sono cariche di gloria per la boxe: i Di Silvio e i Casamonica, suoi parenti, hanno sfornato fior di campioni. Da dilettante Pasquale pur arrivando ad essere I serie non ha mai spiccato il volo. La sua tecnica indiscutibile si spegneva dopo due round, segno inconfondibile che la palestra non era il suo luogo preferito. Nel 2002 sposa Vincenza e le cose cambiano. Il ruolo di capofamiglia lo responsabilizza, al punto che la boxe diventa la sua professione, la sua fonte di vita. L’anno scorso c’è stato il sospirato passaggio tra i pro e sceglie come manager Marcello Paciucci, che insieme a Marcello Petrecca ha formato la Unicorner una società molto attiva. Al suo esordio si presenta tirato al massimo, lui abituato da dilettante a stare tra i superleggeri e welter, nella categoria dei leggeri. La voglia di strafare e l’emozione lo tradiscono all’esordio, la sua prova pur vittoriosa non è brillante. Ma nei 4 match successivi le cose cambiano: Pasquale migliora soprattutto nella tenuta e nel fiato, acquista maggiore potenza e i suoi colpi lasciano il segno come dimostrano i recenti successi primi del limite.
Marcello Paciucci non nasconde la sua soddisfazione quando parla del “Puma”: “Pasquale è cambiato e ha notevoli margini di miglioramento. Stiamo facendo, seguendo una dieta controllata, un bel lavoro di potenziamento e i frutti si vedono. Califano il 22 avrà di fronte l’avversario più difficile della sua carriera”. Di Silvio avrà all’angolo, come sempre, Eugenio Agnuzzi, ma non è esclusa la presenza dello zio Sandro Casamonica, suo idolo e grande campione da poco ritiratosi. Ma oltre alla numerosa presenza di rom siamo sicuri che il tifo più acceso verrà da Romolo, uno dei suoi due figli, che già dimostra a quasi 4 anni di avere le idee chiare su quale sarà il suo futuro mimando le figure della boxe come un provetto campioncino. 

Di Alfredo

Un pensiero su “Identikit di un professionista: Pasquale Di Silvio”
  1. pasquale io so n’amiko de manolo e konosco pure carmela ti ho visto una volta kuando ai mangiato la grande pasqua kontinua kosi el “el puma”DI SILVIO

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