Giovanni Calabresi con la collaborazione austriaca di Katharina Hutter(nella foto)

Gustav Eder è stato insieme a Max Schmeling il pugile tedesco di maggiore successo negli anni che vanno dal 1930 al 1940, per dare un’idea del suo valore basti pensare che ha combattuto tre volte contro Vittorio Venturi, uno dei pesi welter più forti del nostro pugilato, riportando una vittoria, un pari e una sconfitta.  Tutti e tre i confronti sono finiti ai punti, per un totale di 42 riprese. La sfida tra Eder e Venturi iniziò nel 1934 a Roma alla Borgo Prati dove Venturi vinse sulla distanza delle 12 riprese. Ad aprile nello stesso anno a Zurigo per il Titolo Europeo dei welter in palio, pari e patta in 15 riprese, l’anno dopo alla Hanseatenhalle di Amburgo, sempre Titolo Europeo dei welter in palio, con vittoria di Eder in 15 riprese. Il Dottor Giuseppe Ballarati, l’uomo che aveva inventato la “La Bibbia del Pugilato “, internet sarebbe arrivato vent’anni dopo, quindi chi voleva conoscere date, risultati, statistiche sui pugili doveva rivolgersi a lui o quantomeno consultare le sue pubblicazioni; il Dottor Ballarati dicevo dopo aver dato alle stampe il suo libro “Cento Campioni del Mondo”, della serie “Campioni del passato”, si rammaricava con me che Eder, che  godeva di grande popolarità in Germania, non avesse conquistato la Corona Mondiale, quindi, non poteva mettere la sua foto in copertina per un secondo libro su altri “Cento Campioni del Mondo”, “Perché in Germania – mi disse -venderei un milione di copie “. Ballarati superò questo ostacolo mettendo in copertina Eder nel secondo libro dei suoi “Campioni del passato” dedicato a “Cento Campioni d’Europa”. Purtroppo, la scomparsa prematura di questo vulcanico e scrupoloso manager autore appunto della serie “La Bibbia del pugilato”, ci ha privato di altre edizioni di questo tipo. Ma torniamo alla figura di Eder nato a Bielefeld, città situata nei pressi della foresta di Teutoburgo, il 25 dicembre 1907, nel corso della sua carriera durata 21 anni sostenne ben 162 combattimenti, di cui 35 valevoli per un Titolo, con 121 vittorie delle quali 59 prima del limite, 24 pareggi e 17 sconfitte, solo una prima del limite quando difese il Titolo di Campione di Germania dei  medi, appena conquistato contro Dietrich Hucks, ma Eder all’ epoca contava già 40 primavere e si ritirò due anni più tardi. Numeri impressionanti se raffrontati con quelli del pugilato attuale e che illustrano senza tanti giri di parole la popolarità e la forza di questo sport in quegli anni. Eder esordì al professionismo ventunenne il 13 marzo del 1928, a Dortmund come leggero battendo ai punti in 4 riprese l’esperto Fritz Ensel che vantava 62 vittorie e 11 pareggi nei 90 match fino ad allora sostenuti, e l’ 8 agosto del 1930 conquistò il Titolo di Germania dei welter superando ai punti in 15 riprese Helmut Schulz, titolo che mantenne ininterrottamente per 19 anni con 18 difese.  Dopo la conquista del Titolo Nazionale, Eder rivolse le sue attenzioni al Titolo Europeo ma per due volte trovò disco rosso di fronte ad un’altra leggenda del pugilato europeo, il belga Gustav Roth che lo respinse due volte ai punti sulle 15 riprese.  Il 15 Luglio del 1933  nel birrificio Kreuzberg bock di Berlino, Eder fu costretto dal regime nazista a un match farsa contro il Campione di Germania dei Pesi Medi Johann Trollmann  pugile di etnia sinti inviso al regime. Eder e Trollmann erano in questo periodo i pugili più in vista della Germania. In circostanze normali avrebbe potuto essere un confronto interessante per lo stile diametralmente opposto dei due pugili, un duro colpitore da corta e media distanza Eder, un eccellente tecnico Trollmann, anche se Eder regalava al suo avversario nove cm in altezza e sei kg di peso. Il match fu una farsa perché a Trollman che si presentò sul quadrato con i capelli tinti di biondo e il corpo coperto da una cipria bianca, venne impedito di sfruttare il suo maggiore allungo e di combattere secondo il suo stile fatto di velocità di gambe e colpi lunghi, fu obbligato a combattere solamente a corta distanza.  Trollmann venne sconfitto prima del limite in cinque riprese, la vita di questo sfortunato pugile si concluse tragicamente nel 1944 nel campo di concentramento di   Neuengamme.  Proteso alla conquista del Titolo Continentale dei welter Eder ebbe una terza opportunità e il terzo tentativo fu quello giusto, Gustav Roth era passato nei Medi e l’ otto Giugno del 1934 a Berlino il belga Nestor Charlier venne messo ko in undici riprese. Nella prima difesa fu il nostro Vittorio Venturi a imporgli il pari sempre sulle 15 riprese in quel di Zurigo, il 2 settembre del 1934. Eder mantenne la Corona europea dei welter per otto difese, battendo tra gli altri il nostro Vittorio Venturi ad Amburgo e Gustav Roth a Berlino, poi abbandonò questo Titolo e come era d’uso in quegli anni andò negli USA. In terra americana Gustav combatté con successo arrivando al vertice della classifica mondiale anche se alla San Nicola Arena di New York venne battuto ai punti da Isidoro Jannazzo detto Izzy. Questioni politiche purtroppo gli impedirono di avere la possibilità di un confronto Mondiale contro Barney Ross. Quindi riattraversò l’ Oceano e tornò in Germania, difese ancora con successo il Titolo Nazionale dei welter e tra i suoi combattimenti di maggiore rilievo ricordiamo  le vittorie per ko su Bep Van Klaveren sul ring di Rotterdam, risolto con un violento gancio sinistro ai danni del pugile olandese che l’ anno dopo conquisterà il Titolo Europeo dei medi e ai punti sui nostri Cleto Locatelli,  Mario Casadei e Amedeo Dejana, un pari in 12 riprese con Saverio Turiello e un altro pareggio il 15 Settembre del 1938 sulle 15 riprese ad Amburgo contro Izzy Jazzazzo con uno spettatore d’ eccezione, Max Schmeling, che quattro mesi prima era stato battuto per  ko da Joe Louis nel secondo dei loro due leggendari confronti. Eder tentò anche la riconquista del Titolo Europeo dei welter, ma non andò oltre una sconfitta ai punti il 16 febbraio 1938 contro Felix Wouters a Bruxelles, incontro in cui era in palio anche il Titolo Mondiale dei welter versione I.B.U. e un pari sei mesi più tardi sempre contro Felix Wouters da lui messo ko in nove riprese tre anni prima. Il 16 agosto 1940 in un incontro valido per il Titolo Nazionale dei pesi medi fu fermato sul pari da Jupp Besselmann, da lui messo ko in 6 riprese sette anni prima, il momento migliore era dunque passato, la seconda grande guerra lo costrinse a lunghi periodi di inattività, dal ’43 al ’45 sostenne solo tre incontri. Nel maggio del 1941 venne superato ai punti in dieci riprese a Roma da un altro vecchio leone dei welter di quell’epoca, Michele Palermo che nel 1950 a 39 anni conquistò la cintura Europea della categoria. Eder il 24 novembre del 1946 conquistò il Titolo di Germania dei medi, che era vacante, sconfiggendo Erich Campe ai punti in 12 riprese ma nella prima difesa il 25 gennaio del 1947 subì l’unica sconfitta prima del limite della carriera da Dietrich Hucks . L’ attività agonistica di Gustav terminò il 17 giugno 1949 a Dusseldorf con un verdetto di parità dopo 12 riprese che gli permise di conservare il titolo di Germania dei welter, conquistato l’otto dicembre 1930, ben 19 anni prima. Intanto dal 1936 Eder gestiva una scuola di boxe con un Hotel a Benneckenstein in Sassonia. Al termine della sua attività agonistica , l’ Iron Gustav , come veniva chiamato dai suoi tifosi, aprì il suo bar “ Bei Gustav Eder”  a Berlino nella Kurfürstendamm la lussuosa strada commerciale che aveva  vissuto, tra il 1900 e l’avvento del Terzo Reich, un periodo di tale splendore da conservare un forte valore simbolico nell’ immaginario popolare tedesco. Lo stesso Eder rimase dietro il bancone per 30 anni. Il 5 febbraio 1992, all’età di 84 anni, Eder morì nella sua città natale di Berlino. L’allora presidente dell’Associazione dei pugili professionisti tedeschi,  la Bund Deutscher Berufsboxer ,  Kurt Halbach  dichiarò in occasione della morte di Eder: “Gustav Eder è stato uno dei più grandi pugili che abbiamo mai avuto”.

 

 

Di Alfredo

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