“Un ritorno in famiglia”, così Enrico Apa definisce la sua fresca nomina di componente della Cesag, la commissione presieduta da Massimo Barrovecchio, che dal primo gennaio 2015 lo vede impegnato in una veste nuova dopo sei anni di presidenza del Comitato Regionale Campano. Dimissioni d’obbligo dal vertice regionale, dunque, anche se al presidente uscente tocca l’ordinaria amministrazione in attesa di nuove elezioni. La successione sembra già tracciata, senza battaglie elettorali. Niente “primarie” o robe del genere, candidato unico alla successione (il 9 maggio l’assemblea) è Alfredo Raininger, ex-campione d’Europa dei superpiuma, poi maestro di vari campioni e da anni dirigente nazionale.
Ritorno in famiglia, dunque, per Enrico Apa, già arbitro Aiba con una significativa presenza alle olimpiadi di Pechino dove – privilegio non da tutti – diresse anche una finale.
– Rapido sguardo al recente passato: cosa ha trovato, cosa lascia?
“Ho trovato una Campania già florida e fresca reduce da un’olimpiade – Pechino, appunto – dove era salita sul podio con Clemente Russo e Vincenzo Picardi. In questi sei anni non sono mancati altri risultati di assoluto prestigio internazionale. A Londra 2012 Russo ha replicato l’argento e Mangiacapre ha ottenuto un bronzo importante per un giovane esordiente olimpico. Ma ciò che mi preme sottolineare è il significativo incremento dell’attività sul territorio. Le società sono passate da 33 a 57, raddoppiato anche il numero dei tesserati, da circa 300 e quasi 600, così come anche l’attività agonistica è passata dalle 40 a circa 80 riunioni annuali. Queste cifre danno un quadro eloquente della notevole promozione sul territorio che è stata fatta in questi anni grazie, naturalmente, al lavoro intenso e competente di maestri e dirigenti, con la collaborazione di arbitri e medici sportivi. Abbiamo inserito il pugilato persino come materia scolastica nel liceo Croce-Pitagora di Torre Annunziata.”
E’ stato notato che agli ultimi “assoluti” non c’era neppure un rappresentante della Campania in finale.
“E’ vero. Ma è anche vero che i Gruppi Sportivi Militari e la Nazionale attingono a piene mani nella nostra regione. Forse c’è stata una fase di rallentamento, capita, ma i ricambi devono solo maturare, come dimostra il primo posto ottenuto l’anno scorso nel criterium giovanile. Arecchia, per esempio, è già una realtà.”
In compenso l’altra metà del ring, il settore femminile, sembra in grande crescita:
“Marzia Davide è la numero uno e poi c’è la giovanissima Irma Testa in grande crescita: entrambe stanno per passare nei ranghi della Fiamme Oro. Ma queste due pugili sono soltanto le capofila di un movimento in forte sviluppo”.
Sul fronte professionisti?
“I vari Esposito, Tommasone, Di Luisa sono figure di primo piano. Voglio anche sottolineare che la Vesuviana di Torre Annunziata, con Biagio Zurlo, è ormai un polo di riferimento per tanti professionisti anche non campani.”
Qualche rimpianto?
“La finale delle TLB perduta a Roma per 5-3 con Cosenza sconfitto per ferita e senza Manfredonia. Con un po’ di fortuna avremmo potuto inaugurare l’albo d’oro della manifestazione”.
Qualche obiettivo per il nuovo incarico?
“L’Italia deve tornare ad avere voce in campo internazionale. Da anni nessun italiano figura nella commissione arbitri mondiali” .


di Adriano Cisternino