di Luigi Capogna
La storia di Felice Antonucci continua magnificamente tra il lavoro, la famiglia e il pugilato; essa si racconta come un romanzo e una favola bellissima ma senza fine perché la serietà, la passione, la disciplina e l’amore per il pugilato ne accompagnano quotidianamente l’esistenza.
Per tutti e a ragione viene rispettosamente chiamato con l’appellativo di “maestro dei maestri” per aver insegnato dai primi rudimenti fino all’impostazione tecnica tantissimi addetti ai lavori e per aver seguito tra gli altri con enorme successo la carriera dilettantistica del pluricampione Sven Paris portandolo alla conquista dei vari campionati dilettantistici regionali e nazionali. Sin dagli anni ’70 ha insegnato pugilato insieme all’indimenticato Donato Di Mauro e ha guidato tra gli altri i professionisti Giuliano Antonucci, Sven Paris, Giuseppe Capezzera, Michele Egidi, Giuseppe Minotti, Luigi Mantegna, Mario De Prosperis, Vittorio Tedesco, Michele Egidi; i dilettanti Dheni Paris papà di Sven, Paolo Lucchetti, Marcello e Saverio Grandi, Nando Barrale, Pio Ciotoli, Silvestro Bracaglia, Maurizio Sorge, Mario Pompili, Carlo Bronzetti, Paniccia, Minotti, Ciotoli, Capezzone, Rocca, Antonio Mastantuono, Tucciarone, Raimondo Scala, Vitale, Rocco Ferrante e tantissimi altri ragazzi sotto l’egida della società pugilistica chiamata Associazione Sportiva Frosinone Boxe.
Felice è stato e resterà il vero maestro, il maestro che intravede le potenzialità e coglie nel giovane una certa scintilla, quella su cui poi lavorerà per farlo diventare eventualmente un campione ma per lui è sempre attuale un solo e unico messaggio “Puoi perdere e puoi crescere perché si può perdere ma non essere sconfitto”.
Una bellissima storia davvero, questa del maestro Felice, che ci fa avvicinare alla boxe con tante storie di uomini e donne, di ragazzi e ragazze dei quali conserva dentro di se qualcosa di magico e affascinante.
Il pugilato italiano ha bisogno di voci come Felice Antonucci che lo sappiano rappresentare con passione, con professionalità e che queste voci siano unite in modo che sappiano leggere la società moderna e che sappiano sollecitare tutti a vedere come lui anche la boxe come una vera risorsa sportiva, culturale e mediatica di assoluto valore.

Martedì 22 aprile Felicetto compie 90 anni e tra le sue tante storie sportive ama ricordare la conquista della cintura di campione italiano dei pesi leggeri con la società sportiva delle Forze Armate nel 1958 e quando l’anno successivo, sotto la guida dei maestri Federali Natalino Rea e Armando Poggi, si allenava ad Orvieto per i campionati italiani dell’Esercito insieme al grandissimo Nino Benvenuti in piena preparazione per le Olimpiadi di Roma del 1960.
Questo e tanto altro ancora, aneddoti, particolari, curiosi episodi è la vita di Felice Antonucci corredata da innumerevoli fatti e personaggi che ne fanno uno spaccato di oltre settant’anni di storia della boxe italiana. Auguri maestro e … ad Maiora Semper.

 

Di Alfredo