di Giuliano Orlando

Agli ultimi europei youth, disputati a Zagabria in Croazia a fine ottobre 2014, l’Italia conquista due ori con Arecchia (64) e Lizzi (69) e un argento con Sarchioto (75), bilancio ben oltre le attese. Sei mesi prima ai mondiali disputati a Sofia (Bulgaria), presenti con sette atleti: Zara, Colella, Maietta, Lizzi, Di Napoli, Calabrò e Arecchia che otteneva il bronzo, battuto dal russo Tumenov diventato campione del mondo. Quest’anno molti dei protagonisti sono passati tra gli elite, quindi cambio generazionale. I primi due appuntamenti importanti, entrambi a marzo, si sono svolti a Vilnius in Lituania con la Coppa Dan Pozniak, per ricordare uno dei più forti dilettanti con l’Urss e poi ottimo arbitro, torneo che ha visto la partecipazione di quasi tutte le nazioni europee, il secondo si è tenuto ad Anapa in Russia, città a forte vocazione pugilistica, sede di molte rassegne in guantoni. Ad Anapa ha avuto luogo l’ormai classico Memorial Nikolay Pavlyukov, ottava edizione, presenti i più forti di categoria, dai padroni di casa che hanno messo sul ring oltre cinquanta pugili, quindi Cuba, Kazakistan, Azerbajan, Irlanda, Ucraiana, Uzbekistan, Kirkizistan, Moldova, Armenia, Serbia, Lituania, Georgia, Scozia, Afganistan e Israele. Sicuramente il torneo di maggior rilievo, non fosse per la presenza di Russia, Kazakistan e Cuba le tre big in assoluto. Cuba presente con dieci atleti, i migliori usciti fuori dai tornei dei Cuban School, riservati agli under 14 e 16 nel 2013 a Santiago de Cuba e ai campionati youth a Sancti Spiritus nel Febbraio 2014.  Partita dai sedicesimi, la rassegna ha emesso fin dai primi confronti, risultati a sorpresa. Nei leggeri il kazako Abilov elimina il,cubano Barthelemi, che si rifanno con Mesa (64), Portuondo (69) e Pero (81) a spese dei russi Komlev, Kasimovskiy e Demin, ma già negli ottavi i caraibici subiscono e vero e proprio tracollo. Fuori a sorpresa Grinan (49), Martinez (69), e Rivera (75) ad opera di Bibosynov, Sapashev e Amankul, tre kazaki, stessa sorte per Perez (52) e Pachments (56) per merito di Zhurayev e Abdurasulov dell’Uzbekistan. Mica è finita, i russi Shamsutdinov (81) e Shkramko (91) battono nettamente Pero e Frometa. Arrivavano ai quarti solo Perez (81), Morrel (75) e Mesa (64), unico ad approdare in finale. Il medio  fermato dallo scozzese Hutchenson che conferma le doti, mostrate nei precedenti incontri, dove supera l’armeno Minasyan, i russi Grinkov e Krayev, prima di scavalcare Morrel. Solo il kazako Amankul gli vieta l’oro. Perez lo stoppa Gadzhinagomedov, l’ennesimo russo. In finale arrivano dieci padroni di casa, quattro kazaki, due scozzesi, due irlandesi, un armeno e un cubano. Oro per i kazaki Bibosynov (49), Abilov (60) e Amankul (75), l’irlandese Donoghue (52) e i sei russi: Pykhtin (56), Mishechkin (64), Kulikov (69), Gadzhimagomedov (81), Marutin (91) e Topuzyan (+91). Segnatevi questi nomi ai prossimi europei e mondiali. Ma pure quelli di McKenna (49), Cleary (56), Michael Nevin (69) e John Joyce (75), quartetto irlandese di valore. I moldovi Bucsa (60), Constatinov (91) e soprattutto il welter Gumeniuc. Buona impressione hanno lasciato il gigante lituano (91) Olberkis che ha dato filo da torcere al russo Shkramko in semifinale. Come il gallo afgano Sadiki. Tornando alle finali, decisamente equilibrate, l’armeno Danielyan (49) è finito alla pari del kazako Bibosynov e tra i supermassimi Topuzyan e Muravin, verdetto da monetina, per il primo. Di fatto due diciottenni che picchiano duro. Nel torneo di Vilnius in Lituania, molto affollato: 24 nazioni, considerato che siamo all’inizio di stagione, Molti i nomi nuovi, passati dagli junior agli Youth. I due russi presenti: Drobnyy (64) e Kosenko (75), clamorosamente fuori al primo impatto, eliminati da Kholdarov (Uzb) e dal francese di colore Toutin, dalla muscolatura impressionante per un diciottenne, anche se tecnicamente modesto. Sono arrivati in finale nei 49 kg. Bannama (Fra) e Karmilchyk (Bie), 52: Morkunas (Bie) e Meszarov (Slk), 56: Takacs (Slk) e Shakh (Bie), 60: Tolibov (Uzb) e Kovacs (Ung); 64: Kholdarov (Uzb) e Kontrecz (Ung); 69: Chayka (Ucr) e Wiktorzak (Pol); 75: Stelmakhov (Bie) e Mardonov (Uzb); 81: Grekul (Ucr) e Erdelyi (Ung); 91: Tokhirov (Uzb) e Taraskevicius (Lit), +91: Mraovic (Aut) e Gavriliyuk (Ucr). I primi per categoria sono i vincitori e molti dei partecipanti hanno preso parte agli europei scorsi di Spalato.  Come si vede, l’attività youth è robusta ed in grande sviluppo. Sorprende il calo dei cubani, abituati a farla da padroni anche in Europa. Ad Anapa, il passo indietro è stato notevole, perché i presenti non erano le seconde linee, ma i protagonisti dei tornei e campionati interni. Un segnale da non sottovalutare. In attesa che anche gli italiani prendano parte ai tornei di categoria. Al momento fanno stage a S. Maria degli Angeli.                                                                                                                                                                     

Di Alfredo