_DSC0708 _DSC0716 _DSC0381ROMA, 2 maggio 2015 – Aveva  tutte le ragioni l’organizzatore Buccioni a temere questo 2 maggio in pieno ponte festivo e in più con la concomitanza televisiva che trasmetteva la riunione del Palazzetto a mo’ di traino per il sospirato Mayweather-Pacquiao. Ma la sigla BBT ha retto bene il pericoloso impatto con il pubblico delle grandi occasioni che la riunione reclamava con un Intercontinentale e un titolo italiano. In genere chi scrive inizia dai matches titolati, ma stavolta iniziamo dando anche importanza al contorno. Bevilacqua e Kourouma non hanno dimostrato la classica emozione che avrebbe potuto attanagliare chi non conosce la storia del tempio pugilistico romano. I due hanno messo in luce subito le loro caratteristiche: la boxe varia di Bevilacqua ha preso il largo nei primi due round, vivendo di rendita nei successivi  su un Kourouma più rinfrancato. Un sussulto nel terzo round con l’allievo di Zenoni pescato mentre era sbilanciato toccare il tappeto, per l’arbitro si trattava di spinta e quindi niente conteggio. Manuel Lancia contro Tortladze appariva piuttosto contratto nei  primi round con una sfuriata del georgiano allo scadere del quarto round. Un campanello d’allarme che svegliava l’allievo di Pino Fiori che trovava una soluzione ottimale soprattutto con i colpi al corpo scagliati con  discreta potenza. L’ultimo round vedeva Lancia trovare misura e continuità con Tortladze in affanno. In sostanza un buon collaudo. Il record di Berkatsashvili (+ 24, – 12, = 1) non lasciava presagire nulla di buono per Alfano (+4), apparentemente ancora troppo inesperto per il georgiano. Il pugile di San Basilio, che aveva all’angolo Petrucci e Calì, risolveva la pratica, smentendo la logica, al secondo round, dopo che nel primo aveva finito in crescendo. Un colpo al fegato, seguito da una serie faceva assaggiare il tappeto al georgiano, che successivamente in difficoltà sputava il paradenti e veniva richiamato. Alfano fiutava l’occasione e con il gancio destro costringeva nuovamente al conteggio l’avversario, la terza e definitiva caduta di Berkatsashvili avveniva su una sfuriata del romano, ma la causa principale rimaneva il fegato dolorante dal primo conteggio. Moncelli partiva al piccolo troppo e dava a tratti l’impressione di non essere in giornata, ma si trattava di una lettura per un fisico che ha bisogno di qualche round per carburare. Al terzo round infatti dopo aver fatto accusare un destro a Samedovi, completava l’opera con una bella serie che inviava al tappeto l’avversario. I colpi di Moncelli non sono certo carezze e il georgiano si dirigeva all’angolo con l’aria preoccupata. Il lavoro del pugliese al corpo e al volto dava i suoi frutti. Samedovi sembra tentato da lasciare all’inizio del quinto round, ma lo fa a metà round dopo una nuova serie in una sorta di “no mas”.

Prima del match valevole per il titolo italiano Valerio Lamanna chiama sul ring per ricevere l’applauso del pubblico Mirko Ricci, che difenderà il suo titolo Intercontinentale WBA il 27 giugno. Salgono quindi sul ring Andrea Manco e Massimiliano Buccheri per contendersi il titolo italiano dei medi lasciato vacante. Il pugliese inizia a gran carriera costringendo sulla difensiva l’avversario. L’aggressività di Manco sembra confondere le idee al romano. A partire dal quinto round Buccheri, che ha all’angolo Venturini e Di Gianfrancesco, frena con maggiore disinvoltura gli attacchi dell’avversario, che non ha esperienza per una distanza così lunga e che oltrettutto presenta un’insidiosa ferita allo zigomo sinistro. Nel sesto round Buccheri va a segno con più frequenza con un avversario che deve recuperare ossigeno. La ferita di Manco richiede l’intervento del medico, che decreta lo stop. Per l’arbitro la ferita è stata provocata da un colpo e non da una testata, sia pure fortuita, per cui il verdetto è di kotc a favore di Buccheri, che conquista il suo secondo titolo italiano.

Il rullo di tamburi senegalesi accompagna l’entrata di Mouhamed Alì Ndiaye (+ 24, – 2, = 1) e subito dopo Giovanni De Carolis (+ 22, -5) detentore dell’intercontinentale IBF dei supermedi. Per Ndiaye si parla di riscatto dopo la sconfitta subita da Rebrasse, mentre il romano è chiamato a confermare la validità delle sue ambizioni. Non c’è studio e lo dimostra il pugile di Mattioli e Ascani partendo come un fulmine su un avversario che si lascia sorprendere scoperto. La lotta s’infiamma e i due rotolano al tappeto. Il match è convulso e molti colpi vanno a vuoto. L’arbitro inglese richiama Ndiaye per le sue trattenute oltre i limiti. Terzo round incandescente con De Carolis intenzionato a chiudere che si fa pescare da un paio di destri pericolosi. Nel quinto round scambio al cardiopalma nello spazio di un fazzoletto. De Carolis consuma energie per scrollarsi dai tentacoli di Ndiaye. Nel settimo scambio selvaggio, con l’arbitro che non ne vuol sapere di richiamare Ndiaye. De Carolis attacca senza curarsi troppo della difesa e deve incassare qualche destro, ma nel finale del nono round il senegalese accusa una serie. L’intervallo di un minuto tra il nono e decimo round si trasforma in un tempo maggiore per l’angolo di Ndiaye proteso ad asciugare il tappeto. Bou Ali Kamel, ex campione del mondo, mette in vetrina la sua abilità come cornermen, ma non serve perché una potente serie costringe al tappeto il senegalese che viene contato. De Carolis fiuta la possibilità di finire il match prima del tempo, ma viene frenato dalla “testa” di Ndiaye che rimedia un altro richiamo ufficiale. Match estenuante e nel 12mo round  lo sfidante rinnova la sua conoscenza con il tappeto, dopo il conteggio incassa altri colpacci e si vede volare un asciugamano, mossa non valida da regolamrento. Il match riprende dopo qualche secondo e finisce con Ndiaye in barca. Il punteggio dei giudici non ammette replica (118-106 Rega, 117-107 Zaccardi, 119-104 Bianco). De Carolis conserva il titolo e si conferma pugile in ascesa, Ndiaye sembra invece accusare i suoi 35 anni, ma non ha nulla da rimproverarsi per aver disputato 12 rounds provandoci anche in qualche occasione. Una bella serata con pubblico caldo e partecipe tra cui si si è notata la presenza di qualche vip come Toni Masciarelli, che ha fatto i suoi complimenti a Manuel Lancia, e la bella attrice Asia Argento, grande appassionata della noble art.

RISULTATI

Superwelter: Vincenzo Bevilacqua b. Alain Kourouma 4.

Leggeri: Manuel Lancia b. Tonike Tortladze (Georgia) 6.

Superpiuma: Mario Alfano b. Nikoloz Berkatsashvili (Georgia) kot 2.

Medi: Felice Moncelli b. Renat Samedovi (Georgia) kot 5.

Medi: Massimiliano Buccheri b. Andrea Manco kotc 6 – Titolo Italiano – Arbitro Terlizzi

Supervisore FPI: Adrio Zannoni

Supermedi: Giovanni De Carolis b. Mouhamed Alì Ndiaye 12- Titolo Intercontinentale IBF

Supervisore IBF: Roberto Rea

Commissario di Riunione: Lorenzo Casentini

Arbitri/Giudici: Marzuoli, Ramacciotti, Caso.

Medici: Emiliano Bonanni e Giuseppe Macchiarola 

(al. br.)

Foto Renata Romagnoli

Di Alfredo

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