coverLa diversità di Federer e Nadal, star parallele. Radici culturali diverse, come i concetti atletici,  entrambi alla ricerca del perfezionismo.  

 

Solo Uno. Analisi di una rivalità… – Rossana Capobianco, Riccardo Nuziale –  Absolutely Free Editore – Pag. 186 – Euro 15.00.

 

Chi ha detto che Roger e Rafa, così tanto diversi? Affermazione arbitraria. In realtà queste due divinità pagane del tennis, hanno tantissimi percorsi paralleli. Come tante antitesi.  Ritornello ripetuto migliaia di volte. L’analisi di queste due star della racchetta è un gioco bello e crudele, quindi di piacevole lettura. Lo svizzero è l’espressione della sua nazionale, preciso, razionale, programmato e alla ricerca della perfezione attraverso l’eleganza del gesto. Un tennis cattedratico, da università. Il maiorchino è l’opposto, frutto di allenamenti feroci, di un fisico che ha raggiunto il top muscolare nel momento di cui le infinite “ripetute” dei gesti giungono al rendimento ottimale. Un animale da terra battuta, dove per un decennio è stato il dittatore. Due supercampioni che si misurano a ripetizione, partendo dal 2004, lo spagnolo ha 17 anni, l’elvetico 22, con partite che hanno scritto la storia del tennis fino al 2010. Proseguito fino alla scorsa stagione, quando l’isolano paga l’esasperazione che il suo fisico ha assorbito e che adesso gli presenta il conto. Non è questa la tesi da raccontare, ma la grandezza dei loro duelli, e non importa chi li abbia vinti. Non molte le similitudini, tra queste Sampras-Agassi di durata più breve, ma con lo stesso criterio dell’antitesi tra i due. Come spiegano gli autori: “Il tennis si gioca a scacchi, è tattica, fisico, preparazione della partita”. Nella diversità ci sono alcuni principi identici. Non ci stanno mai a perdere. Fin da piccoli, quando il loro destino non è ancora tracciato e la scelta è ancora lontana. Qualsiasi gioco deve averli protagonisti. Federer e Nadal, da bambini sono veri terremoti, iperattivi, scelgono il tennis perché non è sport di squadra. Egocentrici e ambiziosi, hanno le stimmate del talento, su traiettorie diverse. Interessante la disamina con riferimenti storici di altre sfide che hanno scritto capitoli del grande tennis.

Giuliano Orlando

 

Di Alfredo