Il suo è un nome non proprio sulla bocca di tutti gli appassionati della boxe italiana, ma sicuramente a torto, perché Antonio De Vitis ha in questi anni dimostrato di avere tutte le carte in regola e le caratteristiche fisiche e tecniche per togliersi grandissime soddisfazioni, cosa che peraltro ha già iniziato a fare: campione italiano dei superpiuma, campione del Mediterraneo Wbc, Internazionale Ibf e Intercontinentale Wbf, la sua è una scalata continua e piena di conclusioni alla maniera forte e che probabilmente lo vedrà presto combattere per il titolo Europeo, visto che la graduatoria Ebu lo pone alla qualifica di sfidante ufficiale. Il ragazzo di Brindisi, città dove è tornato a vivere dopo tanti e fruttuosi anni passati in Piemonte in quel di Savigliano, torna sul ring il 20 maggio a Viterbo, per un test molto severo sulle sei riprese contro Massimo Morra, pugile mai domo come lui amministrato dalla manager Monia Cavini, già campione italiano dei supergallo e dei piuma che contro di lui affronta la sua terza categoria di peso. Per De Vitis un match che dirà senz’altro se il grande titolo in palio è alla portata oppure no.

-Antonio, pare che ormai di match facili e rilassanti per te sia finito il tempo. Morra non è proprio il pugile adatto per un test di collaudo ma più per un match vero. Cosa pensi del tuo avversario?
-Non credo di aver fatto match facili nella mia carriera, a parte due o tre.. Ho perso con Fegatilli, campione attuale europeo dei superpiuma con verdetto non unanime, ho battuto Chakim, campione Ue, il belga Miskirtchian che il trenta aprile combatte per il titolo europeo dei piuma e che di quella categoria è campione Wbc International, Mc Field che ha messo a dura prova Bundu e altri italiani, e via discorrendo. Credo che anche Nagy sia un buon pugile da non sottovalutare affatto. Morra è un buon pugile e lo rispetto come ho fatto con tutti gli altri non lascio niente al caso.

-Entrambi, tu e Morra, siete tra i migliori professionisti italiani come potenza dei colpi, con possibilità di chiudere un match con un colpo solo. Come la pensi in proposito?
-Beh sì, abbiamo il colpo duro entrambi e siamo entrambi due pugili che preferiamo il corpo a corpo, ma facendo due calcoli lui arriva dai supergallo e dai piuma, mentre io dai superpiuma, leggeri e superleggeri. Facendo due conti la risposta è presto data.

-Come ti stati preparando a questo match?
-Preparo questo match con tanto allenamento e sacrificio come ho sempre fatto, ogni preparazione è come un vestito su misura, cucito su ogni avversario. Curiamo tutti i particolari atletici e tattici.

-Dopo Morra sarà finalmente l’ora del titolo Europeo?
-Dopo questo match credo di farne almeno altri due, e poi questo benedetto europeo che non arriverà prima di novembre.

-Si dice che i tuoi tifosi brindisini stiano preparando un pullman per venirti a seguire a Viterbo dal vivo. E’ vero?
-E’ vero, abbiamo organizzato dei pullman che i miei sostenitori chiedevano a gran voce e io li ho accontentati mettendoli a disposizione gratuitamente.

-Come ti trovi a vivere in quella che è la tua città?
-Brindisi è una bella città che per me è casa dal momento che ci sono nato. Qui ho tutta la mia famiglia vicino e i miei affetti e quello che mi mancava tanto era il mare, ma tengo a sottolineare che il calore dei saviglianesi lo porterò sempre nel mio cuore.

-Cosa pensi del momento attuale della boxe italiana?
-Penso che questo momento per la boxe sia un buon momento dove ci sono pugili validi e amatori che si avvicinano numerosi a questo sport, ma il problema principale è la crisi che riguarda non solo il mondo della boxe italiana ma l’economia in generale.

-Cosa vuoi dire alla famiglia Conti Cavini?
-Alla famiglia Conti Cavini e alla mia manager Monia Cavini non posso che dire grazie: nell’anno 2010 ho disputato cinque match che spero di disputare di nuovo nel 2011. Sono una seria organizzazione e avendoli conosciuti anche nel privato sono delle belle persone. Un saluto va a Patrizia Contri, a Fabrizio Corsini e a Franco Ciardi che sono colonne portanti dell’organizzazione.

Andrea Bacci

 

Di Alfredo

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