Grande opportunità per Emanuele Della Rosa: venerdì 8 giugno a Pont-Audemer, in Francia, sfiderà Andrew Francillette per il vacante titolo internazionale dei pesi medi della World Boxing Association sulla distanza delle 12 riprese. A 38 anni, potrebbe essere l’ultimo treno per il pugile romano che vuole fortemente tornare al vertice. Il suo ultimo tentativo risale al 2016 quando ha affrontato due volte Zakaria Attou per il titolo dell’Unione Europea dei pesi superwelter con un bilancio di un pari e una sconfitta ai punti. Nel 2015 Della Rosa è diventato campione d’Italia dei pesi superwelter superando ai punti Francesco Di Fiore e ha difeso il titolo con una vittoria ai punti su Felice Moncelli. Nel 2010 Emanuele Della Rosa ha ottenuto la sua vittoria più importante conquistando il titolo internazionale dei pesi superwelter WBC che ha difeso tre volte nei due anni successivi.

Nel curriculum di Emanuele anche le sfide per il mondiale ad interim dei pesi medi WBC contro Sebastian Zbik (sconfitta ai punti in Germania) e per l’europeo dei superwelter contro Isaac Real (vinse lo spagnolo per ko tecnico all’ottavo round). L’ultimo match di Emanuele risale al luglio scorso: nel corso di Mondo Fitness, a Roma, ha battuto il georgiano Nodar Robakidze sulla distanza delle sei riprese.  Il record di Emanuele Della Rosa è composto da 41 incontri: 37 vinti, 10 prima del limite, 3 persi e 1 pareggiato. Insomma, Emanuele Della Rosa è abituato a combattere per un titolo, anche a casa del suo avversario, e possiede l’esperienza per battere Andrew Francillette che è inattivo dal settembre scorso quando ha perso ai punti contro Alessandro Goddi. Il francese ha sostenuto 22 combattimenti: 20 vinti, 5 prima del limite, 1 perso e 1 pareggiato. Ha otto anni in meno di Della Rosa ed è dieci centimetri più alto (180 cm contro 170 cm).

Combattere contro un avversario più alto non preoccupa Emanuele, come ci spiega lui stesso: “Sono abituato ad affrontare avversari più alti di me. Mi alleno da due mesi per questo match. Durante il giorno lavoro ai miei due forni, la sera vado alla Revolution Palestra Popolare, a Roma, per allenarmi con il maestro Valerio Monti che mi segue da anni. Sono convinto di poter battere Francillette, ma ogni combattimento è una storia a sé. L’unica cosa sicura è che a 38 anni non posso sbagliare. A prescindere dal risultato, sarà la mia prestazione a farmi capire se continuare l’attività professionistica o appendere i guantoni al chiodo. E’ la passione che mi spinge a recarmi tutte le sere in palestra, ad andare all’estero per affrontare il beniamino locale per un titolo prestigioso. Come si suol dire ‘al cuore non si comanda’ e il mio cuore è tutto per la boxe. In futuro, non mi vedo come allenatore e non penso di aprire una palestra. Ma mi sentirò sempre un pugile.”

Il presidente della Opi Since 82 Salvatore Cherchi è fiducioso riguardo all’esito del combattimento: ““Emanuele ha i numeri per battere Francillette. Se conquisterà il titolo internazionale, Emanuele otterrà una posizione alta nella classifica dei pesi medi della World Boxing Association  e questo significa che riceveremo nuove proposte per combattimenti importanti. Nella boxe gli scenari cambiano rapidamente. Se lo sfidante ufficiale ad un titolo non può combattere, il suo posto viene preso da un altro pugile. Oppure un campione abbandona il titolo e i due pugili con la migliore posizione in classifica vengono designati co-sfidanti. Insomma, diventare campione internazionale può solo portare cose positive alla carriera di Emanuele. ”

 

 

Di Alfredo

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