di Claudio D’Aguanno
Roma, 28 giugno – Il manifesto in rosso dice dal Ring al Tatami e annuncia una serata di sport organizzata da alcune tra le più quotate Palestre Popolari della periferia romana: la Boxe Quarticciolo, la Popolare di San Lorenzo, la Valerio Verbano, la Palestra Colle Salario e la Revolution di Cinecittà. Il posto scelto per la riunione è quel pentolone assolato di Piazzale delle Gardenie tutto bello scoperchiato nella “gran callaccia” di un giugno over 40 gradi all’ombra. Qui lungo l’asse di Viale della Primavera incrocio Tor de Schiavi direzione Prenestina c’è cresciuta la Centocelle del dopoguerra con i suoi palazzoni, la sua nuova parrocchia, i suoi spazi di sport dentro e intorno l’oratorio. Un po’ distante, più verso la Casilina e “la ferrovia col trenino giallo che va a Roma”, è il centro storico della borgata nata negli anni 20: strade battezzate dalla botanica e dalla vita difficile, piazza dei Mirti, la piazzetta delle Camelie, la chiesa di San Felice da Cantalice, la palestra di via dei Castani o il campo di calcio alle casette di via dei Pioppi. L’ultimo che da queste parti m’ha guidato in un tour della memoria è stato Cosimo detto il Tarantino. Il tipo se n’è andato qualche anno fa ma me lo rivedo davanti scorrendo vecchi appunti presi a bordo ring. “La Pugilistica Centocelle sta qua dal ’57 -attaccava preciso ad ogni occasione- per l’esattezza il primo indirizzo è stato in via delle Giunchiglie poi in via del Castani. Lo dico perché a me la boxe m’ha salvato. Sennò da ragazzo stavo per strada o al biliardo in via dei Gerani o, al massimo, a gioca’ a pallone al Muti Bussi. Tutti posti che non ce stanno più. Al biliardo ci trovavi un po’ di tutto. Gente diventata importante come Tazio Secchiaroli, amico mio grande, e gente normale, si fa per dire, come er Negro, er Marinaretto, Caciolo. C’era sicuro poi più di qualcuno straportato nella mala grossa come Tiberio Cason, finito poi ammazzato a revolverate col fratello, o altri personaggi dei dintorni. A me pure me se volevano straporta’ in qualche banda ma pe’ fortuna non ce so cascato. Piuttosto ho fatto pugilato anche se da dilettante. E qualche match mio è stato importante come quello contro Di Paolo che ancora me ricordo a memoria il pezzo che ce scrisse sopra Giuliano Prasca” Per Cosimo un articolo anni sessanta di Paese Sera valeva come quei versi d’Omero sulla sconocchiata tra Epeo e Eurialo o quelli di Virgilio su Darete che le prende di brutto con quel vecchio ruzzicoso d’Entello. “Il leggero Di Paolo -recitava d’un fiato- dava durante l’incontro una dimostrazione di vibrante gagliardia al cospetto dell’avversario, il bravo ed efficiente Pichierri. Con regolare continuità il suo sinistro sprizzante dinamite raggiungeva la mascella dell’indomito avversario ma questi, per nulla intimorito dalla sovrastante azione, rimetteva colpo su colpo e non indietreggiava di un solo palmo. Vabbè è tanto tempo fa ma, comunque sia, in quegli anni tutta Centocelle era una specie di ring. Pe’ ditte, quando la Stefer decise di portare il biglietto a 20 lire qua ce scoppiò la rivolta. In ogni caso in palestra, allora cresceva una squadra di trenta quaranta ragazzi. E tutti orgogliosi di indossa’ la canotta giallorossa. Le riunioni d’estate si facevano in piazza, ai pratoni di viale della Botanica che oggi è la Palmiro Togliatti, al cinema Oriente all’Alessandrino oppure al California. C’è uscita gente bona da noi, tipo Giannetto D’Orazio o Ottavio Panunzi, ma il meglio in assoluto è stato Tommaso Galli. Nessuno in Italia come lui. Tre volte campione d’Europa e in tre pesi diversi: nei gallo, nei piuma e nei superpiuma. Era tanto bravo a combatte quanto schivo e riservato fuori dal ring.” Tommaso Galli effettivamente è stato un gran pugile e forse un quartiere come questo farebbe bene a ricordarlo. Ma ora c’è poco tempo per gli appelli alla memoria o chiedersi come stia messa oggi quella scuola centocellara vantata dal Tarantino. Ecco appunto il gong d’apertura della riunione a portarmi dentro la boxe d’oggi. In cartellone c’è una sfida Italia- Brasile da seguire. Da una parte, in red corner, una selezione italiana con validi pugili delle palestre popolari romane, dall’altro in angolo blu la rappresentanza della Macedo & Macedos, la MM Boxe Rio Claro, bella realtà dello stato di São Paolo, nata nel 2003 in seguito all’occupazione di magazzini ferroviari in disuso oggi condivisi con la filarmonica cittadina e altre realtà locali; scuola di sport quotata, affiliata alla stranota Polisportiva Palmeiras, forte di tenaci valori sociali con il suo intervento nella periferia estrema della favela Murão da Fepasa e il suo pugilato “cubano” proposto come sport inclusivo e antirazzista, avverso a ogni forma di discriminazione e di pregiudizio sessista.
GONG, BOXE E FUORI I SECONDI!
Undici i match in programma. Ben quattro fanno da sottoclou e poi, per i successivi sette incontri, sarà partita con la selecao. I primi a salire sono Edoardo Zmali e Leo Nazzaro. Pari e patta. Di seguito è derby under 17 di Roma Sud tra Moreno Quaglia, pure lui della Quarticciolo, e Andrea Musilli, scuola Revolution. Ad imporsi è quest’ultimo ma più che meritati gli applausi per il giovanissimo “capitan Moreno”. A seguire un altro allievo di Emanuele Agati, il quasi debuttante Giorgio Mostacci, che s’impone a Edoardo Severa mentre Flavio Favale della Popolare San Lorenzo becca una giornata no e offre al frascatano Luca Giannelli una meritata vittoria. Esaurita la premessa tocca dunque ai tre round declinati al femminile tra Mirian Di Savino e Ana Julia Balduino aprire le danze della sfida internazionale. Vince Miriam anche se l’avversaria dalla lunga chioma nera, riccia e ribelle al caschetto, avrebbe meritato di più. Una serie di verdetti dagli esiti alternati mettono in evidenza, oltre gli “isso aeee” lanciati della torcida brasiliana e qualche raro “daje fijo mio daje”, un pari tra Mikola e Waldez quindi la superiorità di Pedro Pepeu Cardoso su Emiliano Quoiani e quella di Sara Scorrano vincente sull’ottima sedicenne Stephani Pantera. Ma è quando sul quadrato dalle sedici corde salgono i superleggeri al limite dei 65 chilogrammi, il promettente Rosso Coraj della Popolare San Lorenzo e l’affermato campione paulista Allan Leiz Firmiano, che i decibel del tifo romano iniziano a sovrastare quello verdeoro. Nettamente squilibrato il record dei due pugili. Abituato ai guantoni fin da ragazzo il rioclarense vanta anni d’esperienza agonistica, partecipazioni a campionati d’ogni categoria, titoli vinti o persi in decine di competizioni ufficiali. Coraj all’opposto, è al suo terzo match d’Elite e la sua scalata verso la serie A dei dilettanti non ha neppure due anni di storia. Eppure, appena l’incontro affina i primi scambi, nessuno tra le centinaia di spettatori accorsi a affollare il parterre è in grado di capire le differenze tra i due. La prima ripresa fila via con i pugili molto mobili e capaci entrambi di ribattere i colpi ricevuti. L’allievo di Paolino e Mariano manda spesso a vuoto il destro dell’avversario, vanifica il suo maggior allungo e segna di mancino più di un punto a favore. Nel round di mezzo poi è Coraj ad assumere con grande personalità l’iniziativa. Sono sessanta secondi di ottima boxe la sua, con gancio sinistro e jab destro a chiudere all’angolo il sorpreso Firmiano che ci mette un po’ a riconnettere le categorie della sua innegabile classe. Il suo recupero, forte di ganci e anche di qualche montante corto alla figura, fatica però a pareggiare il conto. Il round successivo, per quanto decisivo, non sembra cambiare spartito. Il pugile in canotta rossa tiene ancora il centro ring, accetta gli scambi, non fa melina e mette in mostra un vigore atletico e tecnico degno di applausi. Il paulista in blu con la sua guardia sinistra bassa e spalancata sembra offrirsi al destro del romano ma questo, per misurato azzardo o scarsa esperienza, non ne approfitta. E così arriva l’ultimo giro di lancetta. Ancora una volta la boxe last minute è a favore di Leiz Firmiano. Cucinata “a mestiere” sull’ultimo gong riesce così a risvegliare i propri aficionados e forse a girare i cartellini. In ogni caso l’esito a cui, con discutibile senso dell’aritmetica, approda una terna giudicante tutta schierata al femminile, appare ai più incredibile. Il verdetto assegna infatti il successo al pugile d’oltreoceano ma suscita disapprovazione in platea e alza più d’un commento sarcastico, con romano omaggio, verso la competenza matematica della giuria. Tra i mugugni e le polemiche sfilano pure, un po’ distrattamente, gli ultimi confronti. Il campano Roberto Auzino cede a Eduardo “Maguilinha” Martins e lo stesso esito per Christian Sarsilli contro Kaue Belini Dos Santos. A bordo ring le uniche voci che si sentono sono soprattutto quelle che accompagnano gli opposti pareri mentre tra le sedici corde, per la foto di rito, il campione paulista alza il braccio di Rosso Coraj. Poi, mentre sfumano le voci della sera, fuori dalle polemiche, ecco Bruno Macedo della compagine Verdão che incassa i saluti di questa parte d’Italia per i buoni risultati conseguiti dai suoi ragazzi e pure lo stesso Paolo Arioti, maestro della San Lorenzo, ha più di un motivo di soddisfazione e conforta tutti, soprattutto i delusi: “Un match splendido, uno dei migliori che io ricordi. Si, meritavamo almeno il pari ma va bene uguale e sto verdetto ce lo porteremo appresso con orgoglio per chissà quanto!”
U19 – 80 kg: Edoardo Zmali (Boxe Quarticciolo) e Leonardo Nazzarro (Polisportiva Orlando) – N
U17 – 60 kg: Andrea Musili (ASD Revolution) b Moreno Quaglia (Boxe Quarticciolo) – VP
U19 – 69 kg: Giorgio Mostacci (Boxe Quarticciolo) b Edoardo Severa (Palestra Volpe) – VP
E – 70 kg: Luca Giannelli (Frascati Boxe) b Flavio Favale (Popolare San Lorenzo) – VP
U19W – 80 kg: Miriam Di Savino (ASD Sporting Center) b Ana Julia Balduino (MM Boxe Rio Claro) VP
U19 – 70 kg: Smuzhanitsia Mikola (Ursu Denis Boxe Academy) e Juliano Waldez (MM Boxe Rio Claro) – N
U17 – 54 kg: Pedro Pepeu Cardoso (MM Boxe Rio Claro) b Emiliano Quoiani (Abis Boxing Team) – VP
U17W – Sara Scorrano (Accademia della Boxe) b Stephani Pantera (MM Boxe Rio Claro) – VP
E – 65 kg: Leiz Allan Firmiano (Polisportiva Palmeiras) b Rosso Coraj (Popolare San Lorenzo) VP
E – 70 kg: Eduardo “Maguilinha” Martins (MM Boxe Rio Claro) b Roberto Auzino (Cotena & Oliva Boxing) VP
E – 80 kg: Belini “Baby Bull” Dos Santos (MM Boxe Rio Claro) Christian Sarsili (Centro Sportivo CC) VP

Di Alfredo