di Giuliano Orlando

L’Italia professionistica in guantoni,  dibattuta tra assenza di sponsor e televisioni dalle casse vuote, è la capofila in fatto di titoli europei. Ne possiede ben cinque (Simona Galassi, Boschiero, Marsili, Di Rocco e Bundu), due hanno il ruolo di cosfidanti (Sarritzu e Ali Ndiaye) un altro è sfidante ufficiale (Spada). Contraddizione evidente, considerato che l’Inghilterra ci sovrasta in tutti i settori, che vuol dire una maggiore attenzione ai mondiali e la Germania fa attività di vertice dieci volte la nostra, anche se ospita mezza Europa e nazionalizza cani e gatti di ogni razza. L’Ucraina è ormai una realtà concreta e non solo per i fratelli Klitschko, Bielorussia e Polonia sono sulla buona strada anche se stanno peggio di noi organizzativamente. A cosa si deve il miracolo? Nessun arcano. Semmai l’acclarata abilità degli organizzatori, in particolare della OPI2000 e della Loreni Boxe, con qualche occasione per le altre. L’appuntamento di sabato sera all’Ippodromo Le Padovanelle di Ponte Brenta, sposta l’interesse del pubblico dall’incedere dei purosangue lanciati al galoppo, alle geometrie di due atleti che cercheranno di superarsi a suon di pugni. Il programma allestito dalla OPI2000 dei Cherchi, ha come clou la battaglia europea nei superpiuma, del beniamino di casa, il campione Devis Boschiero (33-1-1), sfidato dal francese di origine magrebina Guillaume Frenois, dal record immacolato: 31 vittorie. Un brutto cliente, per il tipo di boxe che esprime e che gli ha consentito di salire in alto, percorrendo le varie tappe intermedie, il titolo francese, quello del Mediterraneo WBC, l’Internazionale IBF e la cintura dell’Unione Europea, conquistata contro l’italiano Fabrizio Trotta il 24 febbraio 2012, per ko al nono round, senza mai inciampare. Avversario ostico, avendo le caratteristiche tecniche che meno si addicono al pugilato di Boschiero, orientato a combattere contro rivali che attaccano e non centellinano le offensive. Frenois, mancino più alto dell’italiano è un contrista eccezionale, rapido nel gioco di gambe, poco propenso allo scambio, capace di sfruttare ogni momento favorevole. Nel record dello sfidante molte vittorie recano il nome di rivali decisamente modesti, oltre all’allergia alle trasferte. Solo quattro, una in Belgio e tre in Svizzera, la più significativa nel novembre 2011 aGinevra,  imponendosi all’allora imbattuto Patrick Kinigamazi (16) nativo del Ruwanda. Altra vittoria importante nel 2009, di fronte a Sofiane Takoucht, altro francese, visto battere il nostro Dieli in Italia. Due successi emblematici per confermare il valore di questo sfidante.                                                                                                                                                       Boschiero dovrà tirare fuori il match perfetto. Che ne sia capace non c’è dubbio. Ha esperienza e talento per mantenere il titolo. Ma non sarà facile. Quella di Boschiero è una storia di boxe che nasce prestissimo. Fin dal tempo dei dilettanti, dove centrò il titolo nazionale ben tre volte e vestì la maglia della nazionale. Nel 2004, con un record in maglietta di oltre cento incontri, la decisione di passare professionista, guidato dal maestro Gino Freo, un padre più che un maestro di boxe. Una carriera scandita da vittorie e titoli, grazie ad una boxe in cui sa unire tecnica e potenza. Non è stato un percorso frenetico, piuttosto una crescita ragionata che lo ha portato al vertice della sfida mondiale. Sul ring di Tokyo, il 6 novembre 2011, affronta e tiene testa al campione WBC superpiuma, Takahiro Ao, che una giuria partigiana salva, concedendo un successo immeritato. Per tutti, spettatori compresi, il vincitore era stato l’italiano dal coraggio immenso, capace di mettere in crisi un campione, mai stato tanto in difficoltà.  Sono trascorsi quasi due anni e Devis attende ancora una seconda opportunità mondiale. Nel frattempo è salito sul trono europeo, spodestando un campione di qualità come Ermano Fegatilli, un belga plurilaureato, assistente all’Università, di famiglia italiana. Il confronto si svolse poco più di un anno addietro a Piove di Sacco e fu un testa a testa di grande intensità, tecnicamente superlativo tra due campioni capaci di esprimere pugilato di qualità. Di misura ma giustamente la spuntò Boschiero, dando allo sconfitto l’onore delle armi. La difesa attuale è la terza, in precedenza ha superato il connazionale Antonio De Vitis a Padova lo scorso ottobre e a marzo, ad Abano Terme, l’ostico francese Samir Kasmi, finito ko al 10° round, su un destro preciso e cattivo, dove si condensavano rabbia e liberazione. Fino a quel momento Boschiero aveva corso più di un pericolo e probabilmente non era neppure in vantaggio. Kasmi si era dimostrato pugile sgusciante e veloce, capace di rientri improvvisi che mettevano a disagio l’italiano. Confermando che il campione vero si vede quanto la cose non vanno bene, Boschiero seppe trovare la soluzione migliore nel momento più difficile. Devis pur non essendo un picchiatore naturale, grazie all’applicazione dei consigli che l’infaticabile Gino Freo ha dispensato per anni, ha fatto della precisione, l’arma letale. Opportunità che ha arricchito un repertorio da sempre dall’ottima base. Purtroppo il meccanismo tecnico ha un punto debole emotivo. Si tratta dell’insicurezza che si manifesta nel corso del match. Dubbi interiori, che Freo ha saputo finora cancellare dalla testa dell’allievo, ma che comunque rappresentano un problema da non sottovalutare. Non è certo il primo caso. Grandissimi campioni ne hanno sofferto. Tra i tanti. Giovanni Parisi, uno dei fuoriclasse del recente passato, scomparso nel 2009 asoli 41 anni, in un incidente stradale, campione olimpico e del mondo professionisti, perse i primi incontri, bloccandosi dopo aver dominato per due riprese. Il dottor Mario Sturla, uno dei maggiori  esperti al mondo di medicina sportiva, trovò l’antidoto nella maniera più semplice. Al termine del secondo round, gli dava un salatino assicurandolo dell’efficacia magica. Incredibile ma vero, la trovata ebbe successo assoluto. Il maestro Freo usa un metodo persuasivo diverso “Hai faticato in palestra, sputato sangue, puoi fare venti riprese a tutta. Vuoi regalare la vittoria al tuo avversario?”. Più o meno questa la frase per scuotere Boschiero, che finora ha sempre ottenuto l’effetto giusto. In caso di successo, il manager Salvatore Cherchi ha promesso l’opportunità mondiale al pugile, anche se resta il rischio della trasferta, un pedaggio pesante, visto il precedente giapponese. L’europeo verrà trasmesso in diretta su Raisport2 dalle 22.30. La serata è completata da altri tre incontri sulle sei riprese. Il superpiuma Benoit Manno (12-1) opposto al collaudatore Luigi Mantegna (1-37), il supermedio Cristian Sanavia (47-6-1) ex campione del mondo, torna a combattere per ottenere un’opportunità europea a breve. Affronta il croato Marko Benzon (5-2) già visto in Italia. Infine, il medio romano Domenico Spada (37-4) che avrebbe dovuto contendere la cintura Silver a Manchester all’inglese Andy Lee, match saltato per l’annullamento delle riunione, disputerà sei round contro l’altro croato Marijan Markovic (4-20-1).

IL PROGRAMMA UFFICIALE Sabato 28 settembre 2013 ore 19.00 Ipprodromo V.S. Breda, Ponte di Brenta TV: diretta RAI SPORT ore 22.30 EUROPEO PESI SUPERPIUMA – 12 ROUNDS DEVIS “BOOM BOOM” BOSCHIERO 33-1-1 (16 KO) ITALIA CAMPIONE GUILLAUME FRENOIS 31-0 FRANCIA SFIDANTE UFFICI Arbitro: Gijsbertus Willem Verwijs (Olanda) Giudici: Alfredo Garcia Perez (Spagna), Philippe Verbeke (Belgio), David John Irving (Irlanda del Nord) Supervisore: Antonio Martin Galan (Spagna)

Di Alfredo

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