di Giuliano Orlando

BUDVA (Montenegro). L’europeo femminile élite, giunto alla 13° edizione – la prima ufficiale nel 2001 – in corso di svolgimento nella città balneare di Budva sull’Adriatico, dopo cinque giorni di boxe non stop (106 incontri) arriva alle semifinali e promuove le 48 atlete che si sono assicurate il podio. Iscritte alla manifestazione 30 nazioni, con l’esclusione di Russia e Bielorussia, implicate nell’invasione dell’Ucraina, e 154 atlete iscritte, sono arrivare in semifinale le rappresentanti di 21 Paesi, tra cui l’Italia che delle nove iscritte ne ha promosse cinque (48 Bonatti, 50 Sorrentino, 52 Savchuk, 57 Testa, 70 Gemini). Eliminate nei 54 Charaabi, 60 Mesiano, 64 Canfora, 75 Paoletti all’esordio. Edizione ricca di presenze qualificate, campionesse del mondo in carica ed europee. Con eliminazioni clamorose. L’Italia tutto sommato può ritenersi soddisfatta, anche se in particolare per Charaabi e Mesiano si pensava potessero offrire una prestazione migliore, dando l’impressione di essere incapaci di dare una svolta al match. Pur ammettendo che la irlandese Fay e in particolare l’inglese Whitwell, erano avversarie toste.                                                                                

Le semifinali si presentano ardue per tutte le italiane. Il commissario tecnico Emanuele Renzini, in sede di previsione, sperava di ripetere il risultato della precedente edizione 2019 in Spagna, con le azzurre Irma Testa e Francesca Amato oro, Angela Carini argento, Roberta Bonatti e Flavia Severin al bronzo. Debbo ammettere che tre anni fa, concorsero diverse situazioni favorevoli, salvo l’oro di Irma Testa che si dimostrò la più forte, battendo avversarie qualificate dall’ucraina Tsyplakova alla turca Yildiz, la polacca Kruk, per concludere con la vittoria in finale sulla quotata mancina inglese Artingstall. L’altro oro conquistato dalla napoletana Francesca Amato, 29 anni, fu tutta una lieta sorpresa a cominciare dal rendimento eccezionale dell’azzurra, che partì battendo la bulgara Elisseva, già sul podio a mondiali ed europei, una delle favorite, che l’azzurra  batte 5-0. Poi la scozzese Reid e addirittura la russa Kheteeva che non ci capì nulla nella boxe frenetica di Francesca. In finale trovò la polacca Rygielska, che aveva fatto fuori l’ucraina Bova, argento mondiale 2018 e bronzo europeo nello stesso anno. Una finale di fuoco, tra due guerriere decise a vincere. Il cuore dell’italiana ebbe la meglio. L’argento lo colse una splendida Angela Carini, alla quale auguriamo un pronto ritorno sul ring. Nell’occasione debuttò battendo la campionessa uscente nei 64, la bulgara Yonuzova, poi la ceca Schmoranzova, già bronzo europeo 2016, un capolavoro contro la gallese Eccles, europea e mondiale nelle giovanili, podi assoluti. In finale tenne testa alla russa Sandakova, pur battuta ma con tutti gli onori. I bronzi alla carabiniera piacentina Roberta Bonatti che dopo aver battuto la francese D’Almeida, realizzava il capolavoro superando la romena Duta, il cui curriculum inizia nel 2005 e comprende tre titoli europei e una serie infinita di podi compresi quelli mondiali. Roberta nell’occasione compì il salto di qualità, conquistando uno splendido bronzo. Per Flavia Severin, medaglia senza combattere per sorteggio, poi battuta dalla russa Magomedalieva, già mondiale ed europea. Stavolta la situazione è ben più difficile e nessuna azzurra parte con la finale in tasca. La Bonatti contro l’inglese Resztan che ha battuto la campionessa del mondo in carica, la turca Cagirir deve compiere un miracolo, come la Sorrentino che pure ha destato ottima impressione, battendo la spagnola Fuerte e la forte armena Grigoryan in modo chiaro. Purtroppo trova l’altra turca iridata Cakiroglu, oro mondiale in carica, atleta completa molto mobile ed esperta, spesso al limite del regolamento, che gli arbitri lasciano correre. Olena Savchuk (52) è in ottima condizione, ha dominato l’azera Rahimova e l’irlandese Mc Naul sciorinando ottima boxe. Trova l’ucraina Kob, classe ’87, sempre all’attacco, argento nel 2016. Per far meglio deve usare mobilità e colpire in velocità senza farsi chiudere e non calare nella parte finale. Speriamo ci riesca.  Irma Testa, campionessa uscente, dopo l’indecoroso 3-2 contro l’inglese Glynn, ha dominato la polacca Kruk   ed ora l’aspetta l’irlandese Walsh, 29 anni e tanta esperienza. Quello che mi preoccupa è la severità dei giudici nei riguardi di Irma, per darle vantaggio deve stravincere, una specie di ingiusto pedaggio ad una delle stelle della boxe femminile.  Questo mi preoccupa e non poco. Dovesse farcela, come mi auguro, troverà sicuramente la bulgara Staneva, che i giudici mesi addietro premiarono allo Strandja contro l’azzurra, anche se in realtà aveva perso. Anche in questo caso, speriamo sia resa giustizia. La quinta semifinalista è la giovane Melissa Gemini, vincente tra le youth, che sta risalendo nelle élite, dopo un avvio arduo. Potrebbe fare i 66 kg. ma giustamente il c.t. ha scelto la categoria superiore per evitare la turca Surmeneli, invincibile da diverse stagioni, doppio mondiale e oro a Tokyo, decisa a cogliere il primo europeo. La scelta di Renzini è stata giusta avendole assicurato il bronzo, ottenuto col cuore, dopo una battaglia terribile contro la polacca emergente Parada, ventenne dal temperamento di fuoco. La Gemini non è stata da meno e finalmente ha vinto. Contro la irlandese Desmond è sfavorita, ma non avendo nulla da perdere darà il meglio qualunque sarà il risultato. Questa la situazione azzurra, che sul piano numerico ci vede dietro solo a Irlanda che ha 7 promosse e una compagine di grandi campionesse, oltre a novità interessanti, confermando il grande lavoro che viene svolto sull’isola a favore della boxe. A quota sei l’Ucraina, unica ad essersi presentata con la squadra al completo di 12 atlete. Dopo l’Italia, troviamo la Bulgaria a quota quattro, tre delle quali favorite per l’oro, tre sul podio per Polonia, Armenia e Turchia. Due promosse con Montenegro, Lituania e Azerbajan, uno a testa: Germania, Svezia, Ungheria, Grecia, Croazia, Moldovia, Kosovo, Serbia, CZE, Inghilterra e Finlandia. In totale 21 nazioni. A sorpresa sono rimaste escluse Francia, Georgia, Spagna e Romania oltre a Olanda, Danimarca, Svizzera, SVK e Galles.

A livello di atlete titolate escluse dal podio, oltre alle turche iridate Cagirir e Akbas, out anche la romena Perijoc europea uscente. In rapporto all’’edizione scorsa sono ancora in lizza per il bis, la turca Cakiroglu (50), l’azzurra Testa (57) e l’irlandese O’Rourke, che è anche mondiale in carica e bronzo olimpico. Negli 81 la lituana Stonkute, 21 anni, oro ai mondiali di Istanbul 2022, punta all’oro europeo. Nei leggeri, la irlandese Kellie Harrington, oro olimpico a Tokyo e mondiale 2018, punta al primo titolo europeo e appare la favorita.

Nella prima parte del torneo. Gli arbitri hanno lasciato correre ogni tipo di scorrettezze (abbracci, tenute, pugni dietro la nuca, sventole senza chiudere il pugno, testa bassa e altro) nei quarti, evidentemente redarguiti sull’andazzo, quasi tutti si sono dimostrati più attenti, richiamando quasi sempre le atlete scorrette. Ci spiace che uno dei pochi arbitri a non aver cambiato atteggiamento sia stato l’italiano Luca Vadilonga, che risultò il migliore agli europei 2019. In Montenegro è apparso fuori forma. Nella sfida tra la lituana Starovoitova e la finlandese Viantie finito 4-1, l’unico fuori verdetto è stato l’italiano come giudice. Ma l’aspetto più preoccupante è risultata la conduzione del match tra la serba Janicijevic e l’azera Allahverdiyeva.  Per oltre due round, l’arbitro Vadilonga ha lasciato che la serba portasse sventole a gogo, senza mai chiudere un colpo, dandole un vantaggio determinante sull’azera, più in linea ma in difficoltà a contenere la scorretta offensiva serba. I giudici hanno seguito l’onda assegnando i due round alla Janicijvic, che l’arbitro si è deciso a richiamare blandamente solo nella terza ripresa, Completando il capolavoro alla rovescia, fermando la sfida al terzo round, dopo due conteggi precipitosi. Decisione sconcertante, che l’atleta non ha preso bene, rifiutando di salutare l’arbitro a fine incontro. Un verso peccato, conoscendo le qualità del signor Vadilonga. Leggendo il 5-0 nei 50 kg. tra la turca Cakiroglu e la polacca Rok, si potrebbe pensare ad una passeggiata, che non lo è stata assolutamente per la vincitrice. Il punteggio nel particolare lo spiega ampiamente. I giudici moldovo e magiaro segnano 29-27 per la turca, mentre l’italiano, il lituano e il finlandese hanno 28 pari e decidono per la turca ai vantaggi. Bastava si orientassero per la polacca e non sarebbe stato uno scandalo e il verdetto avrebbe cambiato strada. Nei quarti è scomparso il giudice del Kosovo, apparso imbarazzante. Come i giudici ucraino a moldovo si sono dimostrati piuttosto avari con le italiane.                                                                                                                                                                            L’assenza di Russia e Bielorussia ha ampliato il numero delle nazioni sul podio, passando dalle 15 del 2019 alle 21 in Montenegro. Nel 2019 entrarono in finale undici paesi e colsero l’oro in 6 (Russia, Italia, Turchia, Romania, Finlandia e Irlanda). Vedremo come finirà in Montenegro.                                                                               

Questi gli accoppiamenti delle semifinali di venerdì. Ore 14. 48 kg.: Asenova (Bul) c. Weeney (Irl); Bonatti (Ita) c. Resztan (G.B). 52 Kg.: Jokiaho (Fin) c. Poptoleva (Bul); Kob (Ukr) c. Savchuk (Ita); 57 Kg.: Testa (Ita) c. Walsh (Irl); Staneva (Bul) c. Papadatou (Gre). 63 Kg.: Harutyunyan (Arm) c. Bova (Ukr); Broadhurst (Irl) c. Beram (Cro); 70 Kg.: Hovsepyan (Arm) c. Radunovic (Mont); Gemini (Ita) c. Desmond (Irl).  81 Kg.: Piskun (Ukr) c. Stonkute (Ltu); Jancelewic (Pol) c. Nagy (Ung).                                                                                                                                                                   

Sezione Serale Dalle 17,30: 50 Kg.: Ismayilova (Aze) c.  Fryers (Irl); Cakiroglu (Tur) c. Sorrentino (Ita); 54 Kg. Sycheva (Arm) c. Gojkovic (Mont); Petrova (Bul) c. Kovalchuk (Ukr); 60 Kg. Starovoitova (Lit) c. Bernardova (Cze); Sadiku (Kos) c. Harrington (Irl); 66 Kg.: Von Berge (Ger) c. Janicijevic (Srb); Surmeneli (Tur) C. Rygielska (Pol); 75 Kg.: Chernokolenko (Ukr) C. Wojcik (Pol); Holgersson (Swe) c. O`Rourke (Irl); +81 Kg.: Rzayeva (Aze) c. Kozorez (Mold); Lovchynska (Ukr) c. Demir (Tur).                                                                                                                                   

Tutti gli incontri verranno trasmessi tramite il contatto col sito della FPI.

Di Alfredo

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