61S3HFssoXL__SX355_BO1,204,203,200_In bicicletta nel lager, per non dimenticare mai. Un viaggio al campo di concentramento in Polonia, ricordando l’impegno di Bartali.

Pedalare per la Pace da Auschwitz a Roma, 2147 km, per non dimenticare – Roberto Damiani – Bradipolibri editore – Pag.128 – Euro 13.00.

Si chiede l’autore perché a distanza di oltre settant’anni ci sia ancora tanta gente che visita l’inferno di Auschwitz, Birkenau e Mauthausen. Sono sicuro che nel momento in cui si varca la soglia di quel campo, che guarda quel binario maledetto, il pensiero turistico fugge via come il vento. Per sentire nello stomaco una tale stretta da togliere il fiato. Questa la sensazione che ho provato in un lontano viaggio che non dimenticherò mai e poi mai. Non solo, per mesi mi ha fatto riflettere quale mostro possa partorire la testa di un caporale dall’incerto equilibrio mentale. Dire orribile è solo sfiorare quel dramma che ha coinvolto milioni di persone, salite su quel treno che finiva su quel binario a Birkenau. La cui presenza ti devasta il cuore e l’anima. Il viaggio dell’autore con alcuni amici e altri part time è l’ennesimo segno di quanto la bici sia il mezzo più umile e coinvolgente per imprese di questo tipo. L’autore che ha nel taschino esperienza da atleta e direttore sportivo, ha capito che nulla più dell’azione rompe il silenzio che stempera il ricordo. Per questo ha richiamato l’attenzione dell’iniziativa ai punti di riferimento classici. Un vero peccato che la Comunità Ebraica, contrariamente alla Prefettura Pontificia, abbia dimenticato di rispondere. Forse in quel momento era priva di francobolli. Mentre la natia Legnano ha fatto la sua parte. La cronaca, molto dettagliata riveste un tratto di quella missione ma il cuore del viaggio è nella volontà di partire dalla tragedia, cercando di allontanarla, km. dopo km. Così i problemi al soprasella, i muscoli che urlano la loro fatica, le strade non sempre asfaltate e i tir che non hanno rispetto, sono semplicemente lo scorrere del tempo verso la libertà. La veloce visita nel carpigiano al campo di Fossoli, uno dei 35 allestiti in Italia, definiti di smistamento, nella tappa verso Roma, dove Papa Francesco gli darà udienza è l’ultimo lugubre rintocco di chi sapeva che li spettava un destino scritto nel segno della morte. E’ stato ricordato, giustamente Gino Bartali, e dato spazio agli amici di percorso, che hanno ulteriormente confermato quanto sia utile un viaggio di questo tipo.

Giuliano Orlando

Di Alfredo

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