di Leonardo Pisani
Gli italiani che volevano salire sul ring, dovevano adottare spesso un nome irlandese o scozzese, perché lì sapevano boxare, mentre i “Wop” i Dago, come erano chiamati con disprezzo, gli immigrati dallo Stivale, non avevano tradizioni nella Noble. Così quel ragazzino, figlio di pescatori siciliani, nato a Sciacca il 19 novembre 1893 e all’anagrafe Giuseppe Curreri, prese un nome scozzese: Johnny Dundee, ma fu chiamato anche “Scottish Wop” ossia lo scozzese italiano oppure “The Little Bar of Iron” la Piccola sbarra di Ferro, perchè era tosto, ma tanto tosto da disputare circa 325 incontri in carriera. Aveva ancora la cittadinanza italiana quando diventò pugile professionista ed è il primo boxeur nato in Italia a vincere un titolo mondiale. Nonostante Nat Fleisher lo chiamò “Meraviglia” Dundee ebbe la prima possibilità mondiale nel 1913 solo dopo circa 90 incontri pareggiando in 20 riprese il mondiale dei piuma contro il campionissimo Johnny Kilbane. Il titolo arrivò solo dopo che ebbe abbondantemente superato i 264 incontri e affrontato i migliori pugili, dal fuoriclasse Benny Leonard, ben 8 volte, il grande Lew Tendler; i tre mondiali dei leggeri Freddy Welsh ,Willie Ritchie e Rocky Kansas, oltre a tanti altri.
Anzi un titolo da record perché fu il primo campione mondiale dei superpiuma, anzi Junior Lightweight, come li chiamavano, battendo il 18 novembre 1921 il fortissimo George “K.O.” Chaney. Nel 1923 riuscì anche a vincere il titolo mondiale dei piuma battendo il francese Eugene Criqui. Johnny Dundee fu un abile pugile, veloce e con una gran tecnica, con la quale suppliva alla scarsa potenza. Fisico eccezionale, terminò la carriera nel 1932 con un numero imprecisato di incontri, di certo oltre 300 avendo affrontato i migliori pesi piuma, superpiuma e leggeri dell’epoca, a ben 39 anni, un’età avanzatissima per quei tempi. Lasciata la boxe, divenne un piccolo imprenditore di successo nel 1957. Dundee è stato inserito con la doppia cittadinanza italiana e statunitense nella Boxing Hall of Fame Nel 2003. Nel libro The Italian Stallions: Heroes of Boxing’s Glory Days, Dundee è stato definito “the first of the great Italian-American fighters.” . Curiosità: dopo aver pestato sul ring Frankie Callahan il 16 marzo 1915, il giorno dopo chiese il divorzio, sostenendo che la moglie Lucille lo avesse picchiato. La moglie replicò che siccome era un donnaiolo impenitente, prima di lasciare casa lo aveva preso a schiaffi.


