Da alcuni mesi è in vendita negli Stati Uniti un libro intitolato The Good Son: The Life of Ray “Boom Boom” Mancini, scritto da Mark Kriegel, autore di acclamati bestsellers. Il testo racconta la notevole biografia del pugile Ray “Boom Boom” Mancini. Nei primi anni ’80 Mancini è stato qualcosa di più del campione mondiale dei pesi leggeri. Frank Sinatra lo adulava. Warren Zevon gli ha tributato una canzone. Sylvester Stallone ha prodotto la sua storia in un film. In verità il pubblico adorava Ray Mancini e considerava Boom Boom il vero Rocky. Suo padre Lenny Mancini, l’originale Boom Boom – come era conosciuto – non era riuscito ad avere la chance per il titolo mondiale. Vincendo il campionato del mondo per il padre, Ray produsse la migliore favola per la televisione. Ma tutto venne messo da parte dopo una brutale battaglia consumata nel 1982 contro uno sconosciuto sfidante sud coreano.

Deuk-Koo Kim perse conoscenza nel quattordicesimo round e morì in pochi giorni. Tre mesi dopo, la madre depressa si tolse la vita. Le morti rovinarono la sua immagine, trasformando il giovane pugile di tutti gli americani in un reietto. Dopo 30 anni il libro di Mark Kriegel scopre finalmente la piena dimensione della storia, tracciando le vicende delle famiglie Mancini e Kim attraverso generazioni, scavando i loro misteri, dall’uccisione del fratello di Ray al destino del figlio di Kim. Anche se le scene passano da Youngstown a New York, da Las Vegas a Seoul, da Reno a Hollywood, The Good Son rimane una storia intima, una saga di padri e combattenti, di perdite e redenzioni.

 di Primiano Michele Schiavone

Fonte www.sportenote.com

Di Alfredo

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