Bene Ndiaye e Sarritzu, male Abis

QUARTU SANT’ELENA (CA), 26.05.2012 – Sul ring del palasport di Via Beethoven, nel clou della riunione allestita dalla Opi 2000, Luciano “Bazooka” Abis (32-3-1) ha lasciato il titolo dell’Unione europea dei pesi welter nelle mani dello sfidante polacco Rafal “Braveheart” Jackiewicz (41-10-1) dal quale era stato già superato una volta nel 2009 a Lublino con in palio la corona continentale della categoria. Il welter isolano ambiva ad aggiudicarsi la rivincita per puntare al titolo europeo, e invece ha perduto in maniera più netta e perentoria della prima.


In sostanza, Abis non è mai riuscito a rendersi insidioso, si è lasciato precedere sul tempo e non ha mai fatto un uso adeguato del destro, facendo così il gioco del tecnico rivale che ha badato alla sostanza, senza fronzoli e soprattutto senza spreco di colpi e di energie. Dopo i primi tre round in sostanziale equilibrio, Jackiewicz si è fatto valere con i suoi diretti sinistri d’incontro e di rimessa, doppiando con colpi isolati al corpo e al volto senza lasciarsi mai coinvolgere negli scambi ravvicinati. Alla quinta tornata, ferito allo zigomo sinistro, il campione in carica si è disunito ed è apparso a corto di energie, consentendo al rivale di mandarlo a vuoto e di raggiungerlo con fendenti precisi al corpo e al volto. La tattica vincente del boxeur polacco si è concretizzata maggiormente nel sesto round e soprattutto nel settimo, allorché Abis, raggiunto da un saettante destro alla mascella, è finito al tappeto. Il coraggioso welter isolano, subìto il conteggio, ha ripreso la lotta senza tuttavia riuscire ad andare troppo lontano in quanto un nuovo destro lo ha costretto ad inginocchiarsi ancora sulla stuoia. Nuovo conteggio, e poi il lancio dell’asciugamano da parte del suo secondo Fabrizio Cappai che ha tolto di gara un Abis ormai spento e stremato. Una conclusione amara che ha messo brutalmente fine alle speranze di una chance europea a non lunga scadenza coltivata ardentemente da “Bazooka” Abis il quale sarà adesso costretto, una volta assorbita questa battuta d’arresto, a ricominciare daccapo la sua corsa verso i vertici internazionali della sua categoria di peso. “Non mi partivano i colpi – ha commentato Abis – nonostante fossi ben preparato. Mi sentivo le braccia pesanti, e  in più ho sbagliato tattica perché ho fatto il match come conveniva al mio avversario e non secondo quella che è la mia boxe. In questo modo gli ho lasciato lo spazio per colpirmi con efficacia. E’ stata una giornata storta, ma non mi piace cercare scuse quando perdo. In ogni caso, non mi ha battuto un avversario qualunque, ma un ex campione d’Europa che vanta un successo anche sull’ex campione del mondo Jan Zaveck. In fondo, ho solo 32 anni e, una volta superata la delusione per questa sconfitta, potrò riprendere a puntare in alto”.
Peccato per la boxe italiana, che perde un titolo internazionale, e onore a Rafal “Braveheart” Jackiewicz il quale ha dimostrato, all’età di 35 anni, di poter competere ancora per i titoli che contano.
Il supermedio della Opi 2000 Mohuamed Alì “The power” Ndiaye (22-1-0), dopo il brillante successo ottenuto prima del limite contro Andrea Di Luisa, ha conservato il suo titolo EU battendo l’ex campione di Spagna Josè Maria Guerrero (29-4-1). Il compito del talentuoso Alì non è stato tuttavia troppo agevole in quanto lo sfidante (facendo onore al suo ruolo e al proprio cognome) lo ha tenuto costantemente sotto pressione attaccando senza soste seppure in maniera monocorde e mettendo a segno a sua volta dei colpi efficaci. A tratti Ndiaye si è innervosito ed è andato in più occasioni fuori misura; ha anche spavaldamente combattuto a mani basse nel tentativo di trarre in inganno il rivale e mettere a segno serie improvvise di colpi, ma  non sempre con successo contro un Guerrero che incassava tutto senza apparentemente risentirne. A lungo andare, tuttavia, le efficaci bordate di Ndiaye al bersaglio grosso e al volto hanno finito per intaccare la resistenza dell’indomito fighter iberico che  nel settimo round, raggiunto da un potente montante al fegato, è stato costretto ad inginocchiarsi al tappeto per essere contato. Guerrero si è ripreso e ha continuato la lotta per altre due riprese senza darsi mai per vinto; all’inizio della decima ripresa, ferito e stanco, l’indomito sfidante è stato tuttavia costretto all’abbandono.  “Guerrero – ha detto al termine Alì – si è dimostrato un grande fighter e mi è piaciuto molto.  Non mi ha concesso un attimo di tregua, direi che è stato un avversario da titolo europeo. A tratti ho risentito di un po’ di stanchezza e sono andato anche a vuoto, ma quel che conta è che sono riuscito a prevalere. Adesso andrò avanti secondo i programmi stabiliti che prevedono, per iniziare, la chance continentale”.
Il campione d’Europa della categoria è il potente britannico James De Gale (12-1-0); speriamo di poter assistere presto a un fight De Gale-Ndiaye che, oltre a   preannunciarsi di alta spettacolarità, potrebbe fare guadagnare alla boxe italiana una nuova prestigiosa corona.
Andrea Sarritzu (33-5-4) è rientrato vittoriosamente sul ring dopo il suo fallito tentativo mondiale contro il sudafricano Moruti Mthalane. Il trentaseienne peso mosca isolano ha battuto il diciannovenne ungherese David Kanalas (7-3-0), un ragazzo volenteroso e dotato di un buon allungo ma carente sul piano dell’esperienza. Kanalas ha fatto del suo meglio, puntando sui suoi lunghi diretti d’incontro e sulla mobilità, ma non è andato troppo lontano: costretto ad inginocchiarsi nel terzo round, è stato fermato dall’arbitro in quello successivo, ormai in difficoltà sotto i colpi di Sarritzu che aspira alla chance europea contro il romeno-iberico Silvio Olteanu.
In apertura di serata, nell’unico match dilettantistico in programma, il superwelter Meloni ha prevalso di misura su Boi.
RISULTATI. Dilettanti – Superwelter: Meloni (Città di Uta) b. Boi (Elmas Boxe). Professionisti – Mosca: Andrea Sarritzu (Opi 2000) b. David Kanalas (Ungheria) kot 4. Campionato Unione europea pesi welter: Rafal Jackiewicz (Polonia), kg 66,500, b. Luciano Abis (Opi 2000), kg 66,300, abb. 7. Arbitro: Robin Dolpierre (Francia); giudici: Beat Hausammann (Svizzera), Andrè Pasquier (Francia) e Philippe Verbeke (Belgio). Campionato Unione europea supermedi: Mohuamed Alì Ndiaye (Opi 2000), kg 75,300, b. Josè Maria Guerrero (Spagna), kg 75,500, abb. 10. Arbitro: Beat Hausammann (Svizzera); giudici: Robin Dolpierre (Francia), Andrè Pasquier (Francia) e Philippe Verbeke (Belgio). Supervisore per entrambi i match di campionato: dott. Antonio Del Greco.

(Fotoservizio di Giuseppe Giallara)

                                                        GIUSEPPE  GIALLARA