di Fabio De Belvis

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Ma tu guarda chi si rivede… Bonjaski VS Leko 2 – La Vendetta.

Come promesso eccoci tornati all’aggiornamento sul K-1 WGP di quest’anno. Le eliminazioni per la finale di Tokyo dell’8 dicembre 2007 si son tenute questo fine settembre a Seoul. Si è assistito ad incontri davvero stupendi:

 

1) Badr Hari VS Doug Viney
2) Semmy Schilt VS Paul Slowinsky
3) Remy Bonjasky VS Stefan “Blitz” Leko
4) Chalid “Die Faust” VS Glaube Feitosa
5) Jerome Le Banner VS Yong Soo Park
6) Junichi Sawayashiki VS Yasuke Fujimoto
7) Peter Aerst VS Ray Sefo
9) Hong Man Choi VS Mighty Mo

 

Nell’articolo di pochi giorni fa abbiamo commentato i primi due match del ricchissimo cartello coreano, vi invitiamo a leggerli per rimanere aggiornati.
Il terzo incontro della serata era molto atteso, per diversi motivi. Stiamo parlando del match tenuto tra l’olandese Remy “The Flying Gentleman” Bonjasky [193cm x 106kg] e il croato/tedesco Stefan “Blitz” Leko [188cm x 98 kg].

 

 

Bonjaski è originario del Suriname ma fin da piccolo è cresciuto in Olanda, proprio come il grande Ernesto Hoost (colui che detiene più titoli nel K-1 WGP). Nel circuito del K-1 ha vinto due volte il titolo Olandese (che non è proprio come vincerlo a San Marino…), nel 2003 ha raggiunto il titolo di campione a Las Vegas e nel 2005 è addirittura arrivato in finale perdendo proprio contro il gigantesco Semmy Schilt.

 

Leko è stato campione del mondo di full contact e kick boxing e già nel 1998 diventa campione della K-1 Fight Night n°4. Nel 2001 e nel 2006 vince i titoli di campione a Las Vegas.
Bonjasky e Leko sono entrambi molto scattanti, ma il primo è elegante e trova la sua massima espressione nel combattimento sulle punte e le ginocchiate volanti, il secondo è piu’ roccioso e predilige le tecniche di boxe.

 

I due si sono già incontrati nei quarti di finale dello scorso anno: al primo round Leko colpì sotto la cintura Bonjasky, costringendolo ad uno stop di 30 minuti. Tornato sul ring per riprendere l’incontro, con un preciso girato Leko colpì nuovamente il creolo nelle parti basse, con un sapore di pura intenzionalità. Nuovo stop e l’incontro riprese con un Leko per nulla pentito ed un Remy dolorante ma con tanta voglia di vincere, come poi è stato ai punti. Impossibilitato a continuare il torneo a causa di questo infortunio, venne sostituito con Peter “il boscaiolo” Aerts.

 

Il match di questo settembre aveva quindi tutti i presupposti per essere un bell’incontro, e così è stato. Remy appare carico come una pila Duracell, “Blitz” Leko sicuro di sé come sempre. Quando l’arbitro chiama al centro i due contendenti per i chiarimenti iniziali di rito, l’olandese non guarda nemmeno negli occhi l’avversario, ma fissa con determinazione il giudice di gara per far capire da subito che non ha intenzioni amichevoli. Al gong il tipico saluto con il guanto è totalmente assente, e Remy dà il “buongiorno” al tedesco con un secco high kick. Lo scontro appare immediatamente duro e scattante, ritmato da veloci raffiche di colpi scambiate con fervore tra i due atleti. Le strategie adottate non hanno riservato ulteriori sorprese: l’olandese con i suoi eleganti colpi di gamba e la sua tipica guardia altissima, Leko con le sue combinazioni di braccia terminate da low kick o girati allo stomaco.
A metà del primo round Bonjaski colpisce inavvertitamente sotto la cintura il tedesco, che non perde occasione per rivolgersi teatralmente alla folla:

? “Visto? Non fa così male! Dov’era il problema?!”

Il viso di Bonjaski rivela immediatemente il dispiacere per il colpo dato; il ragazzo è conosciuto in tutto il mondo per la sua correttezza. E accade l’imprevedibile: l’amichevole colpetto tra guanti che non era avvenuto a inizio match, avviene ora. Certo, adesso entrambi hanno la consapevolezza che l’uomo davanti ai loro occhi è un osso duro, ma lo sport ha la capacità di unire e riappacificare.
Il round riprende dopo un attimo di stasi, i due stanno ancora metabolizzando l’evento appena accaduto e passano una ventina di secondi di studio tra i due. Bonjaski assorbe un paio di attacchi di braccia di Leko, poi il creolo mette a segno tre potenti low kick in serie, scanditi dalle urla dell’allenatore olandese. Leko incrementa il ritmo per pochi secondi, ma appena Remy trova lo spazio, mette a segno una delle sue famose ginocchiate saltate, mandando KO il tedesco. Stefan si rialza e dal video sembra poter riprendere a combattere, ma qualcosa non convince il direttore di gara che decreta la vittoria di Remy.

 

 

Bonjaski ha una dedica speciale per questo traguardo “Mia madre è scomparsa di recente, il 6 giugno, è per questo che ho dovuto saltare l’ultimo incontro” ha detto l’olandese “vincere questo match è stato come donarLe un trofeo, per questo sono davvero contento.”
Sul suo avversario è lapidario: “Il suo spinning back kick? Non l’ho proprio sentito. Lo provava da anni ormai, ed è la sua miglior arma, ma non mi ha fatto un bel niente.” Per quanto riguarda il candidato ideale alla finale di Tokyo aggiunge “Schilt. E’ forte, è il campione in carica ed ha peso. E forse sarà il più grosso. Ma gli altri sono davvero tutti forti, è normale arrivati a questo punto.”

 

Leko in conferenza stampa ha dimostrato tutto il suo disappunto: “E’ stato un colpo perfetto, ma io ero totalmente a posto. É come quando la luce và via per 2 secondi, ma l’arbitro ha bloccato il match. Io ero pronto a riprendere a combattere. Remy è troppo fortunato, è incredibile, ha provato ad attaccarmi ma si è accorto di non riuscirci. Sono molto, molto scontento. Forse proverò ad appellarmi per far ripetere l’incontro perché ero non ero certo all’ultimo round, e il K-1 mi ha detto che posso farlo.”

Di Massimo

Un pensiero su “K1: World Grand Prix 2007…. (2)”
  1. Il video dell’incontro del 2007 è stato rimosso da youtube, presto lo sostituiremo… scusate l’inconveniente ma non dipende da noi.

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