di Claudio D’Aguanno

Domenica delle Palme dalle parti di Colli Aniene. È una giornata di festa speciale e secondo tradizione vale come memoria di una data simbolo per chi ha fede cristiana. L’entrata in pace a Gerusalemme, tra ali di popolo felice, di Jehoshua ben-Josef, nato da Myriam presso Betlemme di Giudea, predicatore di chiara fama e portatore di nuove speranze. Oggi, con le vicende terribili che da anni flagellano quei luoghi, il tempo delle rievocazioni è quasi tutto soffocato dalla cronaca più feroce. Laggiù dove il Mediterraneo è antico quanto il mondo c’è la tragedia d’una guerra senza fine. Lì, tra campi ormai aridi, con bombe e massacri che impediscono anche il sospiro delle preghiere, pure a un solitario cardinale senza scorta è vietato l’accesso al sepolcro più sacro. E sicuramente un redivivo Gesù visto passare per quei sentieri sarebbe oggi trattato come “ambulante senza fissa dimora” o forse peggio come “terrorista palestinese”. Ma nonostante tutto, qui nella nuova palestra di Romina Stella e Gianluca Marafina, ecco il momento dei ricordi, lo spazio per incontri e abbracci, il tempo comune del pugilato. Oggi infatti non sono che pochi giorni dalla scomparsa di Marcello Stella, personaggio straordinario nel panorama del pugilato romano e nazionale, e il cartellone della serata annuncia un evento unico come il Gran Galà della Boxe. “L’avevamo preparato da mesi -dice con emozione Romina- e con papà che non c’è più non abbiamo pensato neanche un po’ di rinviarlo. Qui questa sera c’è il racconto della boxe romana e di sicuro è il modo più caldo e pieno d’affetto per salutarlo e sentirlo ancora con noi.”

Quel ring chiamato Casalbruciato

Inevitabilmente un nome come Marcello Stella fa suonare a tutti, a chi staziona nel parterre e a chi sale sul quadrato, il gong della memoria. Ognuno ha i suoi rounds da rievocare. Roberto Aschi a stento tiene lucido lo sguardo parlando di lui come “il fratello maggiore più caro”. Nelle parole di Roberto l’almanacco delle storie torna indietro di mezzo secolo almeno. “Le prime canotte giallorosse firmate Boxe Roma Casalbruciato -conferma l’ex dirigente di Santa Marinella- ci riportano agli anni ‘70. C’era stata una grande occupazione di case in questa zona e migliaia di senzacasa in attesa di assegnazione avevano finalmente trovato un tetto. Per completare l’opera mancava un luogo capace di dar sfogo al bisogno di socialità della gente. Quel posto lo inventò Marcello in via Diego Angeli occupando e ripulendo scantinati abbandonati.”
È forse un ritornello consolatorio quello che molti legati allo sport di quartiere ripetono spesso e cioè di essere portatori di una missione salvifica che, anche nella indifferenza delle istituzioni, riesce a togliere ragazzi dalla strada e a dar loro una regola, una disciplina, un senso di responsabilità e una possibilità di emancipazione. Ma mai come nel caso del compianto dirigente FPI frasi del genere avevano il valore profondo della verità e lo spessore forte della passione. “La polisportiva -raccontava sempre Marcello con orgoglio- la dedicammo a Carlo Levi. Un nome mica scelto a caso. L’aprimmo nel ’73. Insieme a me c’erano Mario Aglietti, Carlo Maggi e Cesare Rossi, un toscano dall’accento romanesco come Fabio Ceccardi. Quel posto ha svolto nel tempo un lavoro sociale impagabile. Ha avuto tanti meriti sportivi ma una medaglia speciale ce la diede un’inchiesta di Paese Sera fatta nel periodo più buio della droga a Roma. C’erano quartieri dove i ragazzi morivano ai giardinetti sulle panchine ma fu proprio Giuliano Prasca a scoprire che la zona meno infestata da sto disastro era quella di Casalbruciato che girava intorno alla palestra nostra.”
Marcello, appunto, non è stato certo un profeta armato solo di buone intenzioni. Al potere persuasivo della parola ha sempre preferito l’azione concreta. Uomo di sinistra con la esse minuscola, quella -per rubare versi a Majakovskij- “amica dei ragazzi di strada” e non chiusa nelle lontane stanze, quella vicina ai problemi di operai e gente comune. Uomo di sport e personaggio forse d’altri tempi è stato un educatore di forte personalità, un maestro vero: “una guida che non sarà dimenticata” sottolinea Massimiliano Umberti del Municipio Roma IV.
E le centinaia di persone d’ogni età accorse a riempire il Gran Galà lo dimostra appieno. Ogni volto di chi c’è porta infatti assieme un saluto d’affetto pieno e un riconoscimento del suo valore.

Cronaca d’una festa affollata sotto le luci del ring

Il suono della campana che dà il via alla manifestazione si spande nello spazio largo della Casalbruciato 2.0 di via degli Alberini. Impossibile fare la conta dei presenti. Ci vorrebbe forse un’edizione speciale della Bibbia di Ballarati per tenere le fila dei match, dei titoli disputati, delle sfide, dei successi come delle sconfitte, dei colpi buoni che ogni biografia rappresenta.
Alberto Frati alias Disaster è in posizione fissa con la sua fighterslife.tv e già un eccellente trio di “Ring announcer”, sigillo doc di qualità assoluta, prende la scena. Una ventina o passa gli anni del mestiere per Valerio Lamanna e Giorgio Tricarico che, presenti pure nel cartellone degli incontri e nell’attesa di vestire guantoni e calzoncini, eccoli salire con la voce amplificata a dare il meglio di loro. Terzo moschettiere del microfono un personaggio, pirata a tutto swing, come Marco Facchini. La sua carriera dai giorni della Banda del Benda è lunga quanto la sua dedizione al mito di Frank Sinatra e anche stasera non mancherà il suo omaggio a “The voice”. Per tornare però ai pugili che hanno risposto all’appello ci vorrebbe un timbro da basso mozartiano per scorrere, alla Leporello, tutto il catalogo.
Mario Soru e Mimmo Condello, con pieno orgoglio per l’età rivendicata, sono i primi a danzare sul quadrato. Poi tocca a Domenico Condello e Maurizio Centra seguiti da Gazzotti e Feuda. Una menzione speciale se la guadagnano subito Luigi Mantegna e Giuseppe Rauseo. Il primo, Luis “petto d’angelo”, viene da Ceccano, il secondo poco più a sud da Vallata in provincia d’Avellino e in due mettono assieme più di duecento match. I loro record sono una serie di note in rosso con qualche pari e rare vittorie eppure nel panorama della nobile arte sono personaggi indispensabili. Sul libretto di servizio hanno infatti la qualifica dei “collaudatori” e l’applauso del pubblico per la loro esibizione è sincero. Cesare Costantini ha i colori della sua Accademia di casa a Labaro, Armando Casamonica è per tutti la Furia del Quadraro, un maestro campione del mondo come Italo Mattioli viene dalla Garbatella Montagnola mentre Davide Ciarlante è il superwelter che ha portato Palestrina sul tetto d’Europa. In mezzo a loro una serie di nomi e categorie di peso che il cronista fatica a segnare sul taccuino. Gualtieri e D’Alessandro, Davide “mezzo gancio” Dieli e Mario Alfano, il ciociaro Di Mario in coppia con Velardo. E poi ancora Buccioni promoter a scambiare con Marco Scafi, Azzali e Maniccia, Sante Spada e il maestro Aurelio Pili, Fabio “Spigolo” Mastromarino e Daniele Petrucci detto Bucetto, seguiti da Sinacore con Ranaldi per chiudere con Sandro Casamonica e Pasquale di Silvio. Nello scorrere delle ore poca tregua per riprender fiato tra ricordi e battute leggere, per le chiacchiere tra vecchi amici e i sorrisi di tanti personaggi, per i jab e i diretti solo simulati, per tante cose che forse giusto un pezzo di Sinatra come That’s life ci stava bene a accompagnare: “Sono stato su e giù, ancora e ancora / E so una cosa / Ogni volta che mi ritrovo sdraiato (Each time I find myself layin’) / Mi riprendo e vado/ Di nuovo in gara (Back in the race)”.
In tanta cronaca la battuta ultima ritorna però a Marcello Stella. Solo per un minuto l’atmosfera e il rumore della festa prendono una sospensione e nella sala s’ode solo il lento rumore delle pale del ventilatore che accompagnano il silenzio e la commozione di tutti. Poi finiti i sessanta secondi, l’applauso di saluto e le parole della figlia Romina: “Questo per papà è solo un primo ricordo. Ce ne saranno altri e sicuramente un memorial in suo nome sarà un appuntamento fisso dove ritrovarci ancora tutti assieme.”

Foto 1 dalla pagina della Casalbruciato
Foto 2 – 3 – 4 dalla trasmissione tv di Fighters Life su YouTube
Foto 5 -6 – 7 – 8  di Claudio D’Aguanno
Marcellobis è d’archivio pubblicata da Romina Stella

Di Alfredo