di Alfredo Bruno

Marsiglia, 8 gennaio 1956- Fu una data per certi versi particolare per la nostra boxe, ma soprattutto per un nostro campione. Parliamo di Tiberio Mitri un nome che non dobbiamo dimenticare, perché fu un grande personaggio del boxing italiano. All’epoca il triestino veniva da una serie di vittorie, sia pure con pugili di non grosso calibro, che gli serviva per riprendere quota dopo la tremenda punizione subita il 13.11.1954 ad opera del francese Charles Humez, che gli tolse la corona europea dei medi conquistata ai danni del britannico Randy Turpin, battuto in un solo round a Roma. Mitri fu ingaggiato a Marsiglia per verificare le ambizioni di Louis Trochon, un mulatto francese in piena ascesa, reduce da due brillanti vittorie prima del limite su gente del calibro di Emil Delmine e Kid Dussart, due belgi di buona classifica in Europa. Mitri la settimana prima, proprio ad inizio anno, aveva ben impressionato battendo prima del limite il tunisino Bill Jo Cohen.


Al Palasport di Marsiglia accorsero ben 6.500 persone per applaudire Trochon, ma anche per rivedere all’opera l’atleta italiano rimasto sempre nel cuore per le sue imprese di qualche anno prima quando superò gente del calibro di Gilbert e Jean Stock, ma soprattutto quando umiliò Laurent Dauthuille, Il “Tarzan” francese che fu ad un passo dalla vittoria clamorosa su Jack La Motta. La classe non è acqua e il pubblicò assistè ad una vera e propria lezione di noble art: perfetto gioco di gambe, schivate millimetriche, rientri fulminei. Un vero e proprio show che rischiò l’interruzione quando Mitri fu pescato da un tremendo destro nel terzo round. Il triestino accusò ma strinse i denti. A partire dal quarto round Trochon rimpianse quel colpo, perché il suo avversario cominciò a badare più alla sostanza, dando maggiore incisività alla sua iniziativa. Trochon subì un’incredibile quantità di colpi. Alla nona ripresa il marsigliese fu piegato in due da un poderoso destro che lo costrinse ad ascoltare il conteggio. Non fu un episodio isolato perché nel decimo e ultimo round Trochon fu contato altre due volte e terminò il match in netta difficoltà. I marsigliesi tributarono un caloroso e prolungato applauso al vincitore Mitri e allo sconfitto, che aveva fatto tutto il possibile per ribaltare un risultato dovuto ad una classe superiore, forse di altri tempi. La stampa francese accolse questa vittoria con articoli entusiastici: Tiberio, ovvero “la boxe” come lo aveva chiamato L’Equipe, aveva colto ancora una volta nel segno.
Mitri continuò a combattere per un altro anno e mezzo. Fu considerato sempre pugile di grande classe e di buona quotazione, ma non ottenne più chances titolate. Trochon dal canto suo ebbe modo di dimostrare il suo valore pareggiando con l’ex campione del mondo Kid Gavilan, ma soprattutto battendo prima del limite Franco Festucci, che dopo questa sconfitta si ritirò dall’attività. Da ricordare anche che il romano fu a lungo considerato il rivale per antonomasia di Mitri, i due non si incontrarono mai preferendo percorrere strade diverse.    

Di Alfredo

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