usain-bolt-come-un-fulimineCorri ragazzo, corri sempre più forte. Dalla Giamaica alle grandi arene, stracciando tutti i primati dello sprint. Deciso a incrementare la superiorità.                                                                             

Come un fulmine. La mia storia – Usain Bolt e Matt Allen – Tre60 – Pag.  266 – Euro 16.00

Inizia con un volo la storia dell’uomo più veloce del mondo. Non in pista, ma sulla Highway 2000 a Vineygard Toll nella sua Giamaica. E’ il 29 aprile 2009, Usain Bolt il primatista assoluto dello sprint, viaggia su una potente auto. Causa la pioggia e la forte velocità, finisce fuori strada. Macchina distrutta, lui illeso. “Un messaggio dal Cielo”. Dichiara, dopo la grande paura. Poteva finire quel giorno la sua storia, ma il destino aveva deciso altrimenti. L’anno prima conquistava l’oro sui 100 ai Giochi di Pechino, quattro anni dopo a Londra  si sarebbe ripetuto, moltiplicato per tre: 100, 200 e staffetta per la Giamaica. Chi è questo fenomeno, capace di cancellare tutti i precedenti record dello sprint? La sua versione conferma l’idea di essere un prodotto naturale di un’isola dove il sole è padrone e i suoi abitanti sono felici con poco. Terra di talenti, radicati al territorio come il figlio alla madre. Usain nasce fenomeno e vince suo malgrado. Non sta fermo un secondo,  veloce come la luce, ma anche pigro e un po’ scansafatiche. A scuola si accorgono subito che le sue gambe sono elettriche e cercano di usarle al meglio, nelle gare. Cresce in altezza e velocità, lo chiamano a Kingston e da quel momento, siamo nel 2001 a 14 anni, inizia la carriera di Usain. Che è ancora in piena fase evolutiva, visto che la concorrenza ci prova, ma gli finisce sempre alle spalle. Un decennio di dominio assoluto, passando dagli appuntamenti più importanti: mondiali e Giochi, grandi meeting e grandi sponsor. Il tutto descritto col denominatore di un campione che dalle poche delusioni: la falsa partenza sui 100 ai mondiali nel 2011 a Daegu in Cina, ha la risposta pronta  a suon di vittorie. In questo tourbillon di successi, come è cambiato l’ex ragazzino che i genitori portarono dal medico perché non riuscivano a tenerlo mai fermo? “Ero e resto un mammone, amo i miei genitori profondamente e appena posso torno a casa a Coxeath, il posto più bello del mondo”. A 26 anni, molto è rimasto di quel ragazzino che scorrazzava nei boschi, che aiutava mamma Jennifer e amava la musica e il ballo, come giocare a cricket. Ma si sentiva ancor più felice quando correva. Una dote che lo ha portato sul tetto del mondo.          

Giuliano Orlando

Di Alfredo