di Giuliano Orlando

Omaggio ad una delle più singolari linee ferrate d’Europa – Albano Marcarini, Tullio Bagnati – Corsica nascosta. 24 escursioni e un viaggio con la Ferrovia della Corsica. Pag.216 – Euro 19.00 – Ediciclo editore

Lo chansonnier francese Jacques Dutrone scrisse: “La Corsica è un piccolo continente e l’Europa una grande isola”, affermazione che potrebbe essere attuale partendo dalla scoperta della Ferrovia dell’isola, opera così particolare da renderne stuzzicante la sua storia. Meglio, l’idea e il perché. Nasce nel 1855 e non è un parto semplice, visto che venne inaugurata 1894, ovvero dopo quasi quarant’anni. A conferma che le pastoie politiche e la burocrazia, fanno parte del sistema ovunque ti trovi. Nasce a scartamento ridotto ed è rimasta, intatta nel tempo. Meravigliosamente lenta, come descritta nell’introduzione, la campanellina in modo cortese ti avvisa dell’arrivo de “u Trinighellu” in francese “le petit train”, dove in alcune stazioni secondarie basta il braccio alzato per farlo fermare e scendere. Gli orologi pre digitali hanno le lancette di ferro, spesso arrugginite e ferme da tempo. Una testimonianza antica e forse inutile, ma guai a toccarla o ritoccarla. Il suo percorso ha il potere di farti conoscere parti dell’isola fuori dagli itinerari turistici usuali. Un percorso totale di 480 km. con i due tratti più importanti tra Bastia e Ajaccio e Bastia-Bonifacio, e opere importanti come il tunnel di valico a Vizzavona di quasi 4 km. a quota 906 metri e il viadotto del Vecchio che venne affidato a Gustave Eiffel, notissimo per la torre parigina. Il libro scritto e descritto da due urbanisti di provata esperienza, oltre all’aspetto storico, faunistico, ambientale e orografico, offre al lettore il piacere di usufruire del servizio che il treno offre, illustrandone ogni tappa con dovizia di particolari. Una guida indispensabile, completa che ti porta ad assaporare la scoperta di una Corsica poco conosciuta, sicuramente più vera di quella turistica ufficiale. Ventiquattro tappe scandite come i rintocchi dei vecchi orologi dalle lancette in ferro, che connotano ogni fermata de “un Trinighellu” e dalle quali partire per scoprire itinerari dove la semplicità del percorso è una costante e una sicurezza. Un esempio: Ajaccio sulla ferrata dista da Bastia 157 km, e il tempo di percorrenza è di 3 ore e 35 minuti. Il tempo che la Freccia Rossa impiega da Milano a Napoli. Il viaggiatore che si pone accanto al finestrino, osserva tutto il golfo e dopo tre km trova la prima fermata, quando riparte imbocca il tunnel d’Aspretto, appena fuori puoi vedere l’ippodromo e la torre di Capitello. Stop a Campo dell’Oro, nelle intenzioni mai realizzate, doveva sbarcare i passeggeri all’aeroporto. Due km. dopo si ferma a Cavone-Caldaniccia dove un tempo funzionavano i bagni termali. A Effrico si lascia la costa per l’interno, verso la vallata della Gravona   A Garbuccia si scende per l’escursione numero due. Si prosegue e si sale, con una pendenza costante del 30%, tra tunnel e viadotti fino a Tavera dove inizia il terzo itinerario. Questo il primo assaggio lungo i 157 km. che ti portano a Bastia, con oltre venti fermate e altrettanti punti di partenza per scoprire gli angoli della Corsica inusuale. Per ogni viaggio l’itinerario dal primo metro all’ultimo. Il tipo di percorso, la sua lunghezza, l’altitudine e i punti di ristoro, le stagioni più favorevoli, le storie di ogni borgo, la segnaletica e tutto ciò che si può chiedere per camminare in assoluta sicurezza. Quasi una forma maniacale. L’ultimo itinerario parte da Regino e arriva a Novella, percorrendo meno di 16 km. Dalla piana del fiume Regino allo scavallamento del Colle di San Colombano, sul massiccio granitico-porfirico, passando da ambienti agricoli a pascoli di macchia a praterie montane. Il tutto in meno di sei ore, consentendo di godere il panorama, molte soste riposanti e fermarsi per conoscere l’ambiente. Descritto così bene che la sola lettura ti assicura una conoscenza quasi perfetta.

Di Alfredo

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