Stiverne-vs_-Wilder-1227Il match che vedrà domani 17 gennaio di fronte Bermane Stiverne e Deontay Wilder più che un’aspettativa vera e propria tiene desta la curiosità di una fiammella accesa sul mondo dei pesi massimi grazie alle “dimissioni politiche” di Vitali Klitschko per quanto riguarda il WBC, un canale “di servizio” per far capire, inconsapevolmente, che esistono oltre ai due imbattibili fratelli altri massimi di discreto valore. Ed ecco qui apparire d’incanto questa sfida che l’MGM Grand di Las Vegas mette sul piatto dell’organizzazione domani 17 gennaio grazie all’intervento di Oscar De La Hoya e il risorto Don King. Sul trono WBC siede per ora Bermane Stiverne, ma gli Stati Uniti, dite incrociate per l’occasione, puntano su Deontay Wilder, un giovanottone di 29 anni, imbattuto con 32 incontri tutti vinti prima del limite. Un record perfettamente costruito con nomi più o meno conosciuti, anche se stupisce la sicurezza con cui The Bronze Bomber ha strapazzato in poche battute i suoi avversari dove tra gli altri figurano Owen Beck,  Audley Harrison, Siarhei Liakhovic, Malik Scott, non il Gotha della boxe mondiale, ma pur sempre nomi che fanno audience. Diciamo subito che non è stato facile organizzare questo match, perchè in una situazione di mordi e fuggi, chi perde rischia di rimanere per un po’ di tempo fuori del giro.

Deontay Wilder sembra essere nato per lo sport, fisico slanciato e flessuoso, dimostrando le sue capacità al College di Tuscaloosa, città dell’Alabama dove era nato, cimentandosi nel Football e nel Basket. La necessità di soldi immediati gli fece prendere la decisione cimentarsi nel pugilato. Deontay brucia le tappe esordendo nel 2005. Gli bastano 14 matches per vincere i Golden Gloves e 21 matches per presentarsi alle Olimpiadi di Pechino e ottenere la medaglia di bronzo, unico pugile americano, sconfitto in semifinale da Clemente Russo, uomo dalla mostruosa esperienza.

Da Pechino al professionismo il salto è breve ed ecco questo gigante arrivare al titolo quasi a furor di popolo. L’America da tempo attende il suo campione nella massima categoria, precisamente dal 2006 quando per la WBO Shannon Briggs superò per kot 12 Siarhei Liakhovic, ma perse il titolo subito dopo ad opera di Sultan Ibragimov con verdetto dubbio. Wilder, che nel frattempo, ha messo su un fisico possente per i suoi due metri d’altezza, sembra essersi compenetrato bene nella parte con dichiarazioni roventi all’indirizzo di Stiverne, che secondo lui domani sul ring dovrebbe rappresentare la 33ma vittima prima del limite. Anzi la sua previsione è per una vittoria fulminea.

Un programma quello di Wilder niente male, ma c’è un piccolo particolare perchè il 36enne Bermane Stiverne, il primo campione haitiano, non la pensa come lui e il suo destro non è meno terrificante di quello dell’americano. Le qualità di Stiverne sono venute a galla soprattutto negli ultimi due matches disputati contro Chris Arreola, un gigantesco californiano di origini messicane che aveva dato non poco filo da torcere a Vitali Klitschko. Le scommesse che fino a poco tempo fa erano nette a favore dell’americano adesso si sono attestate su 1.57 per Wilder e 2.37 per Stiverne. Ma tutto può avvenire, potenza e doti d’incassaggio saranno messe a dura prova nel match di domani sera a Las Vegas.

(al. br.)

Di Alfredo

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