FOTO742 (Copia) - CopiaGrosseto, 28/02/2014 (Amedeo Raffi)

 Ieri dopo una malattia che da tempo gli minava le forze, e che lui da leone quale era, ha combattuto con determinazione fino all’ultimo momento è deceduto all’ospedale di Grosseto ove da qualche giorno era ricoverato, Massimo Zanaboni: ultimo rimasto in vita di quella pattuglia di pugili, o di eroi come qualcuno li ha definiti, che caratterizzarono la storia del pugilato nazionale nella seconda metà degli anni 50 e tolsero dall’anonimato Grosseto facendo conoscere questa piccola realtà agricola e malarica in tutto il mondo. Massimo Zanaboni nato a Massa Marittima cominciò proprio nella Pugilistica Massetana a muovere i primi passi per poi dal 1953 trasferirsi alla palestra di Grosseto. La sua caratteristica migliore  era la velocità, qualità che gli permise di avere un record immacolato nella massima categoria dei dilettanti con la conquista di titoli regionali e nazionali  sia nei novizi nel 1954 a Roma che agli assoluti dilettanti nel 1956 a Parma. Rivestì più volte l’azzurro risultando sempre vincitore e sempre assistito amorevolmente da “papà” Azelio Battigalli e con alle spalle un gurù come Maro Scardigli esordì al professionismo nel 1957 e nel 1959 su richiesta del manager Steve Klaus si trasferì a Milano ove ebbe anche la chance tricolore con Bruno Scarabellin da lui battuto da dilettante per KO alla seconda ripresa. Questa volta fu Scarabellin ad affermarsi per ferita e Massimo ha sempre avuto dubbi su questo risultato per il fatto di non essere stato assistito adeguatamente dal manager che aveva  in forza entrambi i pugili. Dopo poco il pugile, vigile del fuoco, chiude la sua carriera senza alcun rimpianto. Viene ricordato per i suo modi miti e gentili, per la dolcezza del suo sguardo in un uomo della sua stazza, che poteva far presagire tutt’altri modi comportamentali. Un altro pezzo di storia di Grosseto se ne è andata.

Nella foto Massimo Zanaboni, già vigile del fuoco riceve le congratulazioni di Emilio Marconi dopo la conquista degli assoluti di Parma nel 1954.

Di Alfredo

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