Intervista a  Gianluca Tamburrini
di Michelangelo Anile
E’ notizia ufficiale: il 26 Marzo si disputerà  il titolo  IBF del Mediterraneo  tra Gianluca Tamburrini e Tonny Averlant a Roma al Teatro Tenda Strisce. Dopo Cantatore e Fragomeni, Tamburrini cercherà di riportare in Italia una corona prestigiosa per la categoria dei  Medio Massimi.  Classe 1972,   professionista dal 1999 , Tamburrini è   attualmente in forza alla Società  De Clemente.  L’ultima apparizione, risale al  21 novembre 2009  proprio al  Teatro Tenda Strisce di Roma,  dove si è imposto  per KO alla quinta ripresa  contro l’ungherese Edgar Polgar .  E’ un’occasione davvero unica per il trentasettenne  romano  per coronare  una carriera dignitosa e soprattutto professionale. Lo abbiamo incontrato nella Palestra “Il Gladiatore” nel quartiere Alessandrino gestita insieme all’ amico Cilia Emanuele per una breve intervista.     
E’ arriva l’occasione della vita. Prendere o lasciare.
“E’ vero. Un’occasione così non capita tutti i giorni. E’ un titolo ambizioso che voglio conquistare  a tutti i costi, vuoi per la mia carriera professionale, vuoi per tutti gli amici  che mi seguono ovunque con tantissima passione e amore. Penso di aver dato molto al pugilato italiano soprattutto l’onestà di un atleta che si è sempre impegnato nello sport in maniera costante e professionale. La gente mi stima soprattutto per questo.”
Classe 1972, trentasette anni compiuti. Cosa vuoi fare da grande?
“il pugile, naturalmente. Desidero con tutto me stesso che questo sport venga considerato alla pari di altri sport. Se per sport intendiamo disciplina ed educazione, allora il pugilato merita più rispetto e soprattutto una maggiore divulgazione . Troppe voci negative girano intorno alla noble art, troppe storie non vere. Solo chi pratica questo sport conosce le verità e i segreti di questa disciplina.                                        Il pugilato è uno sport che t’ impegna completamente, nella mente, nel fisico, nella psiche. Se non hai un minimo di amor proprio, meglio lasciare. Anzi, meglio non iniziare affatto. Tutta  la mia carriera è stata condotta attraverso i sacrifici, lontano dagli eccessi mondani.  Tutti i match che ho sostenuto da pro e gli oltre sessanta da dilettante ne sono la prova. Sono arrivato al punto di dover  conquistare qualcosa di prestigioso e lo farò a Roma davanti  alla mia gente. Allora ti rispondo: da grande vorrei conquistare il titolo  IBF del Mediterraneo!
Il 20 settembre dello scorso anno, hai inaugurato la palestra “Il Gladiatore” in via Luca Ghini 50 nel quartiere Alessandrino. Il tuo futuro è insegnare il pugilato?
“La palestra -Il Gladiatore- , è un insieme di esperienze sportive miste ad una immensa passione per la noble art e soprattutto il desiderio  di trasmettere ai giovani tale disciplina.  La palestra non è solo  una scuola di pugilato, ma un punto di riferimento per tutti i giovani  desiderosi di alternative valide per la propria vita. Sono certo, che l’inaugurazione di una palestra , rappresenta in ogni caso  una sorta di ancora di salvataggio per tutti i giovani che desiderano allontanarsi dalle problematiche sociali. Sto frequentando il corso per aspirante tecnico  di pugilato per la FPI  per poter trasmettere tutte le mie esperienze sportive a tutti coloro che desiderano conoscere questa meravigliosa disciplina”.
Adesso affronterai due match nell’arco di un mese circa. Il primo,  il 28 febbraio a Stazione Birra contro l’ungherese Karoly Thot; il  secondo, il 26 marzo per l’IBF del Mediterraneo al Teatro Tenda Strisce di Roma contro il francese Tonny Averlant. Come e dove ti stai preparando?
“Diciamo che in un mese mi gioco tanti anni di carriera. Non sottovaluto il match contro l’ungherese Thot e naturalmente punto tutto su l’IBF contro un avversario pericoloso, esperto e soprattutto più giovane di me. Sicuramente troverà pane per i suoi denti… non vedo l’ora! Mi sto allenando con scrupolosità e impegno come è il mio solito. Il M° Ferri mi trasmette non solo qualità pugilistica, ma soprattutto serenità, padronanza dei miei mezzi. Nella Talenti Boxe a Montesacro  giro i guanti con Cardarello, Felli e Vergara. Tutto va per il verso giusto. Non posso chiedere di più. A proposito del M° Ferri. Avrei dovuto incontrarlo molti anni prima e sicuramente adesso le cose sarebbero diverse. Ho perso tanti anni di pugilato professionista perché male consigliato e …seguito. Sono stato inattivo per quattro anni ed ho perso  troppe occasioni.  Ma non è il momento delle recriminazioni…è il momento di portare a Roma una corona che conta”.
Cosa ti ha dato la boxe e…cosa ti ha tolto?
La boxe mi ha dato tutto. Mi ha reso uomo, marito e padre. Mi ha educato verso la società, verso gli altri e soprattutto verso la mia famiglia. Sono fortunato anche del fatto che accanto a me c’è sempre mia moglie Pamela  e i miei due figli Rebecca ed Emanuele… sempre a bordo ring. Un consiglio che posso dare ai giovani contro il bullismo, bene,… entrare in una palestra per respirare un’altra vita fatta di passione, emozione e tanti sacrifici. Diventare uomini non è facile! Il  pugilato aiuta a farlo. Non mi ha tolto nulla.
Ultime sul tuo avversario Tonny Averlant  per il titolo IBF del Mediterraneo del 26 Marzo: 11 vittorie (2 per ko), 3 sconfitte, 1 pari. Cosa ne pensi?
Tutto qui? A Roma può venire chiunque, deve sempre salire sul ring. Il pugilato è un fattore di fegato, si dice, se lo possiedi…bene, altrimenti…meglio lasciare. Io non mi sono mai tirato indietro, anzi. Ogni match ha una storia a sé. Ti ripeto: è l’occasione della mia carriera e della mia vita…pensa come mi sento!…pensa come mi sto preparando!  Sono un Gladiatore!
Allora in bocca al lupo per la corona IBF.
Crepi il lupo e la corona IBF… nelle mie mani!Titot

Di Massimo

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