Domattina alle 3,30 su Rai2 gli appassionati di boxe avranno l’opportunità di vedere all’opera sul ring del Palm Resort Casino a Las Vegas il nostro peso massimo, Guido Vianello (+13, -2,=1) combattere contro Richard Torrez jr (+12), medaglia d’argento alle Olimpiadi; sulle 10 riprese con l’etichetta di Titolo valevole per il Nord America IBF e organizzato dalla Top Rank di Bob Arum. Torrez è un californiano che si sta mettendo in luce a suon di ko e solo un pugile è riuscito a sentire il suono dell’ultimo gong. Gli scommettitori sono molto cauti anche se puntano su Torrez e la sua gioventù arrembante. Guido Vianello seguito come un’ ombra dal coach Simone D’Alessandri è consapevole che un eventuale successo lo porterebbe in un’orbita non più nascosta e Bob Arum sempre alla ricerca di volti nuovi segue da tempo con simpatia e con attenzione il nostro “Gladiator”. Guido è un colosso ben distribuito dall’alto dei suoi due metri di altezza. In pratica ha disputato tutti i suoi match in America, tranne uno, quello vittorioso contro l’inglese Mc Farlane effettuato a Roma nella riunione organizzata da Salvatore Cherchi. Il pugile romano dopo una brillante carriera dilettantistica sta giocando la carta “o tutto o niente”, sacrificando la sua vita attraverso viaggi di andata e ritorno negli Stati Uniti e in Inghilterra, allenandosi con il meglio del boxing mondiale. Il pubblico statunitense è rimasto molto colpito dai suoi progressi soprattutto negli ultimi due matches e se la vittoria prima del limite sul russo Makmudov, che lo aveva battuto da dilettante, è stata accolta con sorpresa, quello che ha più colpito è la sua sconfitta subita di stretta misura dal nigeriano Efe Ajagba, pugile che occupa i primissimi posti nel ranking mondiale, tenendo in conto che chi ha rischiato di più è stato proprio Ajagba. I progressi di Vianello sono ben evidenti sia in fatto di potenza sia nella consapevolezza dei suoi mezzi non indifferenti con un allungo dritto e incisivo che potrebbe infastidire non poco Torrez.

Di Alfredo