CoppiL’ora del Fausto – Mauro Colombo – BattitiEdiciclo editore – Pag. 190 – Euro 14.50

L’importanza dell’amicizia. Un romanzo semplice, senza orpelli o ghirigori. Primi anni ’40, l’Italia entra in guerra e i giovani sono richiamati al fronte. C’è chi parte e anche chi non è d’accordo. Alfredo e Attilio lasciano Milano e vanno a Lesmo, in quegli anni terra da coltivare, contadini e pascoli. Le cascine rappresentano rifugi ideali. Lo zio di Alfredo è uno di questi agricoltori, figura portante per dare al lettore l’ambiente di quei tempi. Il senso della famiglia, gli amori giovanili Nascondiglio sereno, senza il lugubre tuonare dei cannoni. Il quel mondo, così bene descritto, nasce l’amicizia tra Attilio, studente modello e figlio di famiglia ricca e Alfredo che prima di fuggire lavorava alla Falck. L’uno minuto e timido, un colosso il secondo, entrambi di ottimi principi. Passione per la bici, divisi nelle scelte tra Fausto e Gino, quando vengono a sapere che il fante Coppi, tenta di battere il record dell’ora detenuto dal francese Arcambaud ottenuto nel 1937, decidono di andare a vedere il tentativo al Vigorelli di Milano. Nonostante il pericolo di incrociare le pattuglie fasciste che non avrebbero fatto fatica a riconoscere i due renitenti. Il cuore del  racconto è racchiuso tra il viaggio e l’impresa di Coppi. Passaggi intensi dove i pericoli non mancano, come le emozioni del minuto per minuto, lungo l’infinita ora che premia il campionissimo, ma segna anche il destino dei due giovani. Diversi anche se paralleli. La vena allegra che caratterizza la prima parte, ripiega sulla malinconia di un finale dove la guerra si conferma quel mostro ottuso e inutile, creato dall’uomo, che miete vittime senza spiegarne il perché.

Giuliano Orlando

Di Alfredo