di Giuliano Orlando

Venerdì 29 aprile al Palasport Estraforum di Prato, la OPI 82 allestisce la prima difesa superwelter di Marco Papasidero (10-2-4), 32 anni, pro dal 2015, contro Orlando Fiordigiglio (34-3), 37 anni, pro dal 2010, che torna praticamente alle origini. Lo sfidante, nato a Torre del Greco nella cintura metropolitana di Napoli, risiede ad Arezzo dai tempi del dilettantismo, il titolo italiano lo ha già detenuto nel 2013, battendo Domenico Salvemini. Lungo i dodici anni di professionismo ha conquistato la cintura dell’Unione Europea (2013-14), l’Internazionale IBF (22016-2019), due tentativi europei decisamente sfortunati, che avrebbe ampiamente meritato. Nel giugno 2015 a Brescia, contro Cedric Vitu si arrese all’undicesimo round, quando era in vantaggio e il 22 dicembre 2017 a St, Quentin in Francia, la solita giuria di parte, favorì Zakaria Attou, il pugile di casa in modo sfacciato. Dopo la sconfitta a Firenze nel settembre 2019 di fronte all’inglese Sam Eggington, è rimasto fermo un anno. Ha ripreso vincendo tre volte per lanciare la sfida tricolore. Il campione, combatte di fronte al pubblico di casa, ha cinque anni meno, ma anche minore esperienza, mentre lo sfidante grazie al curriculum, parte da favorito. Nel programma figura il mosca marocchino Mohammed   Obbadi (22-2), 28 anni, residente a Cascina dai tempi del dilettantismo, in attesa di ottenere la cittadinanza italiana, reduce dalla sconfitta dello scorso gennaio in Messico, contro l’imbattuto filippino Jade Bornea (17). Sempre  tra i  mosca, il mancino Alex Ferramosca (3-1), 39 anni, pro dal 2018, dopo lunga attività in azzurro. Nel 2012, sfiora la qualificazione per Londra, perdendo ai mondiali di Baku in Azerbajan, contro l’ispano De La Nieve per un punto. Vanta quattro titoli nazionali in maglietta, tra il 2005 e il 2015. Nonostante l’età non più verde, ambisce a battersi per il tricolore della categoria. Il medio  Alessandro Ruggiero  (6-9-1), dai risultati alterni, torna nella sua Prato, sperando di migliorare il record. Biglietti in prevendita: pricing policy di 35 euro il bordo ring, 20 euro la tribuna, contattare il 338 776 9949. 

Nella stessa serata a Londra, alla Queensberry Promotion Warren nella struttura della York Hall di Bethnal Green, Nadia Flalhi (3), 28 anni, sarà l’avversaria dell’inglese Raven Chapman (2) sui sei round- a livello dei pesi leggeri. Entrambe da dilettanti, sono state sconfitte da Valentina Bustamante, che in virtù del doppio passaporto, alterna l’appartenenza tra Italia, dove risiede a Pavia e il Cile, nazione paterna. Da italiana ha conquistato il titolo nazionale e vestito la maglia azzurra, tentando inutilmente da cilena di prendere parte ai Giochi di  Tokyo, A sua volta anche la Flalhi, nata  in Marocco il 3 ottobre 1993, italiana dal  2017, nel 2018  ha vinto il titolo italiano, oltre che il podio nel  2016, 2019  e 2021. Debutta al professionismo il 4 aprile 2021, battendo Angela Cannizzaro e vincendo i due successivi incontri. Per la prima trasferta londinese è accompagnata dal suo insegnante Ruffini che l’ha seguita fin dall’esordio sul ring dal 2009.

Sabato 30 aprile, al Palasantoro di Roma, la OPI  82, di Alessandro Cherchi, in collaborazione con la Phoenix Gym del manager Rolando Frascaro, serata in guantoni tutta al femminile, imperniata sul titolo europeo dei supermosca. Protagoniste per la conquista della cintura al momento vacante, la romana Stephanie Silva  (5), 27 anni, tricolore dilettanti  2015, triplo argento (2014,  2016  e 2017,  oltre che bronzo europeo che avrà all’angolo il suo maestro da sempre Simone D’Alessandri e la torinese Giuseppina Di Stefano (5-0-1), 37 anni, che si è preparata col massimo impegno per la prova più importante e anche insperata della  sia pur limitata carriera, sotto le cure del maestro Dino Orso, che in fatto di imprese delle sue allieve o allievi non è secondo a nessuno. L’ultima della serie, la conquista del titolo italiano superpiuma, di Daniele Limone a spese del campione in carica Hassan Nourdine, detronizzato a sorpresa, La Di Stefano è coetanea di Limone, classe1984, e conosce bene la sua avversaria. “L’ammiro per il suo spirito combattivo, e sulla carta è la favorita, ma per questo non l’affronto certo per perdere. Col mio maestro Orso abbiamo studiato le contromosse per tenere a bada una rivale votata all’attacco, ma  pure molto mobile. Prima giocavo a  tennis e sono  entrata in palestra a 30 anni, anche se la boxe mi è sempre piaciuta. Ragion per cui sono passata professionista in età avanzata. La mia prima presenza agli assoluti è avvenuta a Bergamo nel 2016, a 32 anni, la seconda volta nel 2018 a Pescara, l’anno dopo sono passata professionista, ma il lavoro non mi permette di boxare a tempo pieno. Questa opportunità è troppo importante per farmela scappare”. Tra le due ci corrono quasi 10 anni e il fattore non è certo secondario, oltre all’età la romana dopo il passaggio al professionismo, ha combattuto con regolarità migliorando sia il bagaglio tecnico che il fondo per arrivare ai dieci round in condizione ottimale. Attesa anche la prova di Martina Bernile (3-1-1), siciliana di nascita (Mazara del Vallo), novarese di adozione, non più giovane (36 anni) ma molto motivata, con precedenti nella muay thai e nella Kick, dove ha ottenuto buoni risultati. Ha debuttato da pro il 22 dicembre  2020 a Mazara del Vallo pareggiando proprio con la Di Stefano. Per questo impegno titolato  ha svolto quasi tutta la preparazione in Sicilia sotto la guida del marito Francesco Vaccaro, ex pugile, oggi insegnante. Dopo il titolo italiano, per il quinto incontro è stata scelta la spagnola  Buchra  El  Quaissi (3-1-3), che arriva dall’Andalusia, decisa a conquistare  la cintura  Intercontinentale IBO vacante dei pesi mosca. Mahjouba Oubtil (3) è una marocchina di 39 anni,  residente a Pomezia dove lavora e combatte. Milita nei superwelter ed è soprannominata “The desert Gazelle”, per la velocità  dei colpi e l’ottimo gioco di gambe. Da dilettante ha preso parte ai Giochi di Londra 2012 nei leggeri, battuta dalla brasiliana Adriana Araujo.(16-12)  per il bronzo. Per lei è stata scelta la montenegrina Aleksandra Vujovic (4-17-2), residente a Belgrado in Serbia, già vista in Italia a Fermo il 9 aprile scorso, nell’ultimo match di Nadia Flalh, prima della trasferta a Londra. Nel cartellone l’imbattuto peso gallo Simona Salvatori (5) di Marino, decisa nonostante i 38 anni e tentare la strada del tricolore.  A Roma trova la greca Panagiota Zervoudaka (0-1) per inforzare il record. La romana Alessia Vitanza debutta al professionismo nei superleggeri, testata dalla giovane serba Ksenjia Medic (2-23-2), 24 anni, pro dal 2015 a 18 anni, battuta dalla Bustamante e dalla Flalh. Tutta la riunione verrà trasmessa in diretta sul canale della FPI.

 

Il 30 aprile alla Gemeentelijke Sporthal di Ingelmunster (Belgio), Silvia Bortot (8-1), 37 anni, sfida la belga Oshin Derieuw (14) in un match valido per il titolo intercontinentale IBO superleggeri. Un rientro importante, quello della veneta di Motta di Livenza,  ex campionessa europea superleggeri, titolo che aveva conquistato l’11 gennaio 2019 a Compiegne in Francia, mettendo KO la locale Marie Helene Meron  (5-1-1) al quarto round. Dopo la prima vittoriosa difesa contro la belga  Djemilla Gontaruk  (16-8-2) disputata il 25 ottobre  2019 a San Bonifacio, all’esame antidoping, vennero riscontrate tracce di aIgenamina, integratore che facilita la perdita di peso nelle urine della Bortot, facendo scattare lo stop per due anni. Rientrata sul ring il 22  dicembre scorso, dopo quasi   due anni   di forzato  riposo, battendo la giovane ucraina  Kateryna    Drozd (0-6) a Padova, sabato sera prova a conquistare  una cintura  internazionale IBO. Impresa non facile, comunque il segnale di una ripresa dell’attività.

Sempre sabato 30 aprile, sul ring francese  a Pont St, Martin nella Loira, non lontano da Nantes che guarda all’Atlantico, si  assegna l’europeo  leggeri, vacante dall’ottobre 2019, dopo la difesa di Francesco  Patera contro Domenico Valentino, verdetto al belga, molto discutibile, Da allora l’EBU non è stata capace di allestire una sfida per assegnare la cintura vacante. Se è vero che gli organizzatori finlandesi che gestiscono l’attività del kosovaro Edis Tatli, hanno bellamente preso in giro sia l’EBU che il cosfidante, nel caso Gianluca Ceglia, che insegue questa cintura da quasi tre anni, è altrettanto assodato che l’ente europeo ha dimostrato l’incapacità di prendere in mano la situazione e difendere i diritti di Ceglia, che dopo aver subito rinvii a non finire, si ritrova a dover combattere in Francia con tutti i rischia delle trasferte, oltre cche  un avversario che pur onusto d’anni resta di tutto rispetto oltre che favorito. Yvan Mendy (46-5-1)  francese d’importazione, nato in Senegal il  21 maggio 1985, professionista dal 2006, si è fermato nel 2020 e sembrava aver chiuso dopo 15 anni di attività a ottimi livelli. Vista la situazione favorevole, gli organizzatori francesi lo hanno proposto cosfidante, anche se non sale sul ring dal dicembre 2020, quasi un anno e mezzo. L’EBU non ha fatto una piega, accettando la richiesta del francese, con esperienza da vendere, e che conquisterà probabilmente il titolo, mancante nella già ricca bacheca che comprende quello francese, l’Intercontinentale WBF e IBF, l’Internazionale e il silver WBC, oltre all’Unione Europea. A questo punto tocca al campano, compiere un grande miracolo, per portare in Italia l’europeo leggeri.   

Di Alfredo

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