di Giuliano Orlando

YEREVAN.  Agli europei maschili, giunti alla 44° edizione, che si tengono per la prima volta a Yerevan in Armenia, superando ogni più ottimistica previsione, l’Italia ha portato in semifinale ben sette dei 12 atleti partecipanti. Venti della 39 nazioni, hanno conquistato il diritto al podio e l’Italia è risultata quella con maggior numero di promozioni, meglio di Spagna  e Inghilterra (5) e di Armenia, Georgia e Ucraina (4), il resto lo hanno diviso Polonia, Bulgaria, Francia, Irlanda, Ungheria, Galles, Moldovia, Serbia, Germania, Scozia, Croazia, Romania, Belgio e Austria. Sorprende l’esclusione al podio della Turchia, che si era presentata con ambizioni. 

Alla rassegna, assenti la Russia e la Bielorussia, escluse per l’invasione dell’Ucraina, oltre all’Azerbajan per motivi di sicurezza, si sono presentate 39 nazioni con 219 pugili in gara. L’Italia guidata dal vice presidente vicario Fabrizio Baldantoni, dai tecnici Giovanni Cavallaro, Gennaro Moffa ed Eugenio Agnuzzi e i fisioterapisti Edoardo Capitanucci e Pierluigi Pantini. La squadra azzurra era composta da 12 atleti (48 Esposito Leonardo; 51 Serra Federico; 54 Cappa Manuel Fabrizio; 57 Baldassi Michele; 60 Russo Gianluca; 67 Micheli Giacomo; 71 Cavallaro Salvatore jr.; 75 Cavallaro Salvatore; 80 Commey Alfred Cromwell; 86 Brito Davide; 92 Mouhiidine Aziz Abbes; 92+ Tonyshev Dmytro). Nel corso del torneo, sono usciti il leggero Russo, che ha impegnato il georgiano Gomtsyan giunto a medaglia, il romano Micheli nei 67, battuto dal polacco Durkacz, il siciliano Cavallaro nei 71, all’esordio al torneo europeo, nei quarti ha combattuto alla pari contro il quotato inglese Akbar, uno dei favoriti, dopo aver superato lo scozzese Newns e l’israeliano Kapulev testa di serie. Fuori anche gli altri due esordienti, il toscano Brito (86) e l’ucraino di Padova, il +92 Tonyhev, superati dai goergiani Kushinashvili  e Begadze. Per gli altri sette il cammino è arrivato fino al podio. Nei 48 kg. il toscano Esposito ha disputato il match della vita, superando l’ucraino Tyshkovets, uno dei papabili all’oro, sfruttando mobilità di gambe e velocità di braccia, evitando lo scambio a breve distanza, dove l’ucraino avrebbe fatto la differenza. Domani trova il bulgaro Sebahtin. Nei 51 kg. il sardo Federico Serra dopo la vittoria sul turco Demir, fatto contare due volte in avvio, il bis contro il georgiano Darbaidze  e per l’ingresso in finale lo attende  l’inglese McDonald, difficile ma non impossibile, per migliorare il bronzo di Minsk 2019, ai Giochi  europei nei 48 kg. Stesso discorso per Manuel Cappai, bronzo sempre a Minsk, superato in semifinale dallo spagnolo Escobar che poi vinse l’oro ai danni del bulgaro Asenov, che dominava la categoria del 2015 nel settore giovanile. Cappai dopo l’esordio a Yerevan ai danni del belga Boudhi, trova lo scozzese McHale, che domina per due round, con una tattica perfetta, cala nel terzo, ischiando qualcosa nel finale, Per accedere in finale trova il francese Bennama. Cliente scomodissimo, boxe di rimessa, abilissimo in difesa. Sulla carta è favorito, tocca a Manuel smentire il pronostico.  Era atteso l’altro campano Michele Baldassi nei 57, che vinse l’europeo jr. 2018, lasciando intravvedere ottime cose. Che si incepparono negli anni successivi. Dal 2021 è tornato ai vertici e a Yerevan è arrivato al podio, superando il muscolare polacco Brach, con bella sicurezza. Per la finale deve superare l’ostico belga Usturoi, radici   russe, la sorpresa del torneo, battendo l’irlandese Hession e l’ucraino Dziazko dopo aspra lotta. Nei medi, Cavallaro alla terza partecipazione, deve difendere l’argento di Minsk, battuto solo dall’ucraino Khyzhniak, il castigamatti dal 2017, fino ai Giochi di Tokyo, dove in finale perse dal brasiliano. L’ucraino stando alle ultime notizie ha deciso per il professionismo, mentre il siciliano potrebbe prendere la stessa decisione dopo questi europei. Con i Cherchi. Intanto è arrivato al podio, battendo il ceko Bartl e il turco Gueler, una vera roccia, insensibile ai colpi, sempre pronto alla replica. L’azzurro ha vinto con intelligenza ma faticando non poco. Per arrivare in finale trova l’irlandese di colore Dossen, cliente di riguardo, mentre sull’altra sponda, si completa il dominio britannico con Scozia e Inghilterra. Altro esordiente azzurro, il gigante d’ebano Commey, 21 anni e lanciatissimo negli 80 kg. Dopo aver superato l’inesauribile gallese Bevan, ha regolato bene il tedesco di colore Theis e trova l’ucraino Sapun per la finale. Potrebbe anche farcela e sarebbe davvero una grande sorpresa. Nei 92 si è presenta l’argento mondiale Aziz Mouhiidine, dominando il francese Bouafia e il georgiano Tchigladze, che nel terzo round, non sapendo più cosa fare per evitare di fare da bersaglio, ha pensato bene di rifilare all’azzurro una testata aprendogli una ferita sotto l’occhio destro. Speriamo non comprometta la semifinale contro la giraffa inglese Williams, dalle braccia infinite. Non vogliamo sognare, dico solo che l’Italia non vince un titolo europeo  dal 1998, per merito di Giacobbe Fragomeni, sul ring di Minsk in Bielorussia. Oggi turno di riposo, lunedì le semifinali e martedì l’assegnazione dei primi due posti: oro e argento. Nell’occasione, 13 le categorie e per tutti i pugili giunti sul podio, riconoscimento in dollari. Per i vincitori 100.000, 50.000 l’argento e 25.000  col  bronzo.  Nella lunga storia del torneo continentale, iniziata nel lontano 1925 a Stoccolma, l’Italia assente in Svezia è sempre stata presente in quelle successive. A Yereavn si sono presentate 39 nazioni: Albania, Armenia, Austria, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Inghilterra, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Israele, Italia, Lituania, Lussemburgo, Moldavia, Montenegro, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Romania, Scozia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Galles.

Il responsabile della squadra italiana, il vice presidente Baldantoni è ovviamente felice e orgoglioso dell’impresa, che spera prosegua anche in semifinale e finale. “Avevo molta fiducia in questa squadra e in particolare dei tecnici che l’hanno preparata. Il mio grazie a Giovanni Cavallaro, Eugenio Agnuzzi e    Gennaro Moffa, ai fisioterapisti Pierluigi Pantini.ed Edoardo Capitanucci. I nostri ragazzi sono stati tutti fantastici, anche coloro che si sono fermati prima del podio, ma hanno lottato al limite delle loro capacità. Non vorrei sbagliare, ma sette atleti italiani in medaglia in una singola edizione non era mai accaduto. A questo punto è doveroso sperare che Esposito, Serra, Cappai, Baldassi, Cavallaro, Commey e Aziz vadano molto avanti. Comunque un record che significa molto, ovvero la crescita della nazionale, dopo la delusione di Tokyo. A conferma che tutto il Consiglio Federale, guidato dal presidente Flavio D’Ambrosi, sta lavorando molto bene e il responsabile Emanuele Renzini, non sbaglia una mossa”.  

Di Alfredo

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