di Giuliano Orlando

Posticipati di quasi tre mesi, inizialmente fissati ai primi di febbraio, i mondiali in rosa, rappresentano l’ultima spiaggia per le aspiranti a Rio nelle tre categorie riconosciute dall’AIBA. Astana la capitale del Kazakistan è una sede che con la boxe ha un feeling ormai consolidato e il nono appuntamento iridato in rosa segna dei record che da una parte confermano il grande sviluppo della boxe femminile, ma segnalano anche un problema già indicato tra i maschi: l’eccessivo numero di partecipanti come è il caso nei 51 kg. dove sono iscritte 49 atlete, col rischio concreto di dover disputare sei incontri per le due finaliste in otto giorni. Un’enormità che non può essere ignorata. Detto questo, i numeri confermano quanto già visto nel 2014 a Je Ju in Corea del Sud. Al via 285 atlete in rappresentanza di 64 paesi, con ben 9 campionesse uscenti presenti e 32 delle 40 salite sul podio. Numeri imponenti in una rassegna che si divide in due parti ben distinte. Nella prima 130 partecipanti alla caccia di 12 pass olimpici, ovvero meno del 10% di opportunità in partenza. 49 nei 51 kg., 47 nei leggeri e 34 nei medi. I calcoli per indicare le promosse prescindono dal podio, vista la quasi totale partecipazione delle ragazze col visto in tasca, 15 su 21, che aspirano alle medaglie. Con dieci iscritte gli Usa, India, Kazakistan, Cina, Ungheria, Ucraina e Turchia tre europee ancora all’asciutto. La Russia ha lasciato a casa la Iakushina prima a Samsun nei 75 kg. portando 9 atlete, stesso numero di presenze anche per Uzbekistan, che va ormai inserita come potenza mondiale e l’Azerbajan, che punta a completare i quadri con la promozione della Alimardanove (51) e la Vystropova, deludente in Turchia, gli USA sperano di affiancare alle ottime Mayer (51) e Shields (75), l’esperta Fuchs, classe ’88, mentre la Esparza bronzo a Londra, oro a Je Ju nel 2014, è scesa dei 48 kg. Per quanto riguarda le aspiranti alla conquista dei pass mancanti, nei 51 kg. la nostra inossidabile Marzia Davide meriterebbe di andare a Rio e stavolta, da prima testa di serie, non sembra un sogno proibito ma non facile. Per arrivare in semifinale, dovrà vincere tre incontri, salvo il primo sabato contro la vincente tra la magiara Ancsin 33 anni e la dominicana Almanzar 18 anni, entrambe largamente alla sua portata, il resto è tutto in salita. Il 23 (lunedì) se la vedrà con chi la spunta tra la mongola Myagmardulam e l’indiana Kom, un mito assoluto (5 ori e un argento iridati), 33 anni, che riprova a raggiungere l’oro olimpico fallito a Londra. La sfida successiva che varrebbe la semifinale, avrà l’ostacolo locale, la kazaka Shekeberkova, 26 anni, con tutto il tifo dalla sua. Impresa impossibile? Noi speriamo in un miracolo, perché questo deve compiere l’azzurra.

Il c.t. Emanuele Renzini, sperava che la Severin riuscisse a scendere nei 75 kg. per giocarsi l’opportunità di Rio. Non c’è l’ha fatta e si presenta negli 81 kg. Dove incrocia la Crews (Usa) di 28 anni, dovesse spuntarla troverà l’eterna Kovacs (35 anni) ungherese da quasi vent’anni in attività, oro mondiale nel 2002 e nel 2005, argento nel 2001 e 2006, già sua avversaria in finale agli europei nel 2014 nei +81. Neppure le altre cinque italiane avranno strada facile a cominciare dalla Calabrese (49 kg.) che avrà vita durissima sia contro la Chin di Taipei, ventenne molto quotata e dopo con la russa Pinigina, se la spunta contro la cinese Wang e non è detto ci riesca. Debutto al brivido per l’abruzzese Cipollone, che fa del temperamento l’arma migliore. Utile esperienza comunque, anche se l’irlandese Dervla si fa preferire. Nei 57 kg., la romana Mesiano, bronzo uscente, quotata prima testa di serie, entra in scena domenica, probabilmente contro la Leggett (Usa) 29 anni. Girone molto equilibrato. Con i conteggi dell’AIBA, Irma Testa è finita fuori dalle teste di serie con la conseguenze del caso. Secondo pronostico la sua corsa dovrebbe finire al secondo match, contro Katie Taylor, la grande sconfitta di Samsun. L’azzurra scoperta dagli Zurlo di Torre Annunziata, non è al top della condizione, come ci ha anticipato Renzini: “Irma punta a Rio, il passaggio di Astana è una tappa di avvicinamento, anche se la ragazza sale sul ring sempre per vincere. Intanto vediamo il debutto di domani (giovedì), contro la svedese Alexiusson (20 anni) che è molto brava, quindi un debutto per nulla facile. Altra prima testa di serie, la Alberti nei 64 kg. subito impegnatissima contro la Tsoloyeva atleta di casa, Una buona partenza sarebbe il miglior viatico per proseguire. Nel 2014 in Corea, la azzurre ottennero un argento con la Davide e due bronzi con Gordini e Mesiano. Bilancio oltre le attese, che non sarà facile ripetere, anche se la speranza è l’ultima a morire, ma la qualità delle avversarie è veramente alta.

 

Di Alfredo

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