200px-PalmItaloAlcuni pugili sono battibili nei combattimenti senza titolo in palio, ma diventano difficili da superare quando hanno da difendere una cintura. Uno di essi fu il romano Italo Palmarini che il 28 giugno 1942, nella sua città, divenne il campione italiano dei pesi medi numero 12, dopo aver sconfitto il lombardo Mario Casadei, molto più esperto, con decisione maturata al termine delle 12 riprese. Palmarini, professionista dal maggio 1941, arrivò al primo appuntamento tricolore da imbattuto con una manciata di confronti che, per quegli anni, era una singolarità. Due mesi dopo la conquista della corona nazionale conobbe la prima perdita dal parmense Otello Bottarelli, sconfitto alcuni mesi prima; subito dopo arrivò il secondo insuccesso ad opera del sardo Amedeo Dejana. Tornò a vincere difendendo il suo alloro a spese del marchigiano Fausto Rossi, contro il quale conobbe la terza battuta d’arresto senza titolo in palio. Respinse le sfide di Amedeo Dejana, prima con vittoria ai punti poi con un risultato di parità. Conobbe altri insuccessi: con l’americano Floyd Gibson, il trevigiano Giovanni Martin ed il laziale Renato Tontini, prima di mantenere la cintura per ferita del romano Augusto Teti. Sconfitto in Francia, perse poi da Augusto Teti sulle 6 riprese, avanti la difesa contro il forlivese Widmer Milandri, che gli procurò la prima sconfitta in un match titolato. Palmarini non ottenere più l’occasione di competere per un campionato italiano. Continuò a combattere fino ad ottobre del 1949, quando prese la decisione di appendere i guantoni al chiodo. Disputò in totale 43 sfide: 25-15-3.

 

Di Alfredo