di Giuliano Orlando

 Bocciato da due giudici al primo esame iridato, tre mesi addietro, Vasyl Lomachenko il talento ucraino nei dilettanti, dove ha dominato dal 2006 al 2013, alla riprova non ha fallito l’attacco al mondiale piuma WBO (vacante) sul ring di Carson in California, battendo di misura ma giustamente l’altrettanto ottimo rivale Gary Russell (20-1) che nei professionisti non aveva conosciuto sconfitta e si proponeva come primo cosfidante, mentre il rivale era quinto nel ranking. L’incontro non ha tradito le attese, come accade quando c’è grande equilibrio. Russell dopo una partenza prudente, ma non passiva, con Lomachenko che riusciva a mettere qualche colpo in più, grazie alla grande mobilità recuperava il leggero passivo. Si arriva alla nona ripresa, giudizio personale, in perfetto equilibrio. Più consistente l’ucraino, più vario ma meno incisivo l’americano, che sfruttava molto bene l’allungo e il gioco di gambe. Match di ottimo livello. Decisivi sono stati gli ultimi tre round, tutti per Vasyl che ha confermato la grande resistenza alla fatica. I nove minuti conclusivi hanno visto Lomachenko imporre lo scambio ad un Russell affaticato, specie nel decimo tempo, la differenza è stata netta. Il neo campione ha sfruttato la maggiore freschezza atletica, mettendo in risalto varietà di colpi, colpo d’occhio e quella padronanza del ring che hanno i fuoriclasse. Due giudici hanno segnato un giusto 116-113, l’altro 114-114. La conquista del mondiale al terzo match da professionista, pone Lomachenko al primo posto a pari merito con Muangsurin, il superleggero thailandese, che compì la stessa impresa nel lontano 1975. Anche questo un primato di un pugile dal carnet impressionate. Da dilettante, ufficialmente ha perduto un solo incontri a fronte di 368 incontri, forse c’è anche un pari. “Non pensavo fosse una soddisfazione così grande vincere il mondiale nei professionisti – sono state le prime dichiarazioni del campione – anche se in carriera ho vinto molto, questa vittoria mi da una grande soddisfazione, perchè ottenuta contro un pugile di valore come Russell che mi ha impegnato fino alla fine. Ho vinto perché ho avuto pazienza e l’ho lavorato al corpo per molti round. Nella parte finale ho capito che io ero più tonico e questo ha fatto la differenza”. Vittoria riconosciuta anche da Russell, che accetta l’esito della sfida: “Mi è mancata la parte finale. Peccato, perché la tattica era giusta. Spero di ottenere la rivincita. Complimenti al campione”. L’attività di Lomachenko nelle WSB, non c’entra nulla col professionismo. chi lo mette in dubbio ha poca dimestichezza con norme e storia. Il fatto che si combatta sui 5 round è secondario, inoltre la manifestazione, sotto l’egida dell’AIBA, rientra nell’ambito dilettantistico, tanto è vero che nella prossima edizione darà il pass ai vincitori di categoria, per Rio 2016, come dilettanti. La distanza dei 5 round, come i soliti bene informati mettono in evidenza per uniformarli al professionismo, non ha nessun rilievo. I mondiali dilettanti a Budapest 1987, si disputarono sulle cinque riprese, sia pure di 2 minuti. Chiarita la faccenda, da verificare i progetti futuri. Di Bella è ottimista in merito: “Vasyl ha confermato quanto speravamo. La sconfitta contro Salido è tutta da discutere. Adesso siamo campioni e aspettiamo le decisione della WBO”.

Il 23 luglio a New York, debutta al professionismo un  altro ucraino, si tratta del medio Sergej Derevyanchenkogrande protagonista nelle WSB fin dall’esordio, che ha firmato per Di Bella. L’ennesimo campione che sceglie team americani e non l’AIBA. Un segnale che dovrebbe far riflettere i vertici dell’Associazione presieduta da Wu, anche se gestita dal coreano Kim.

Di Alfredo