Sabato 18 luglio, un altro campione del pugilato italiano ha varcato le soglie dello Sporting S4 per incontrare gli atleti della Soft Boxe: si tratta di Giovanni De Carolis (11, -2, 3 ko), Campione Internazionale WBF, una delle giovani speranze del boxing nazionale. Classe 1984, è un pugile alto, dal fisico atletico e da l’idea di essere qualcosa di più di un peso medio, 70.500 kilogrammi distribuiti lungo un corpo tirato all’inverosimile e soprattutto nervoso. La sua è stata una carriera all’insegna della velocità come può essere un’ auto con il motore truccato. L’incognita per vederlo primeggiare ad alti livelli sta nei suoi margini di miglioramento, che a detta di un esperto come Alberto Chiavarini, suo procuratore, sono ampi e imperscrutabili.
Dopo un’esaltante carriera dilettantistica, è passato professionista nel 2007 mostrando doti pugilistiche non indifferenti, soprattutto ritmo e potenza che esplodono ripresa dopo ripresa. Sconfitto a Kiev il 14 giugno 2008 contro Maksim Bursak per il Mondiale Youth IBF 2008, il 23 dicembre dello stesso anno ha conquistato al Palabianchi di Latina il Titolo Internazionale WBF superando ai punti il belga Michael Recloux con i colori della B.F.V. Team Chiavarini. Il 20 giugno di quest’anno a Cecchina, ha tentato la scalata al titolo italiano dei pesi medi contro Gaetano Nespro perdendo solo per una manciata di punti. La sua carriera è seguita all’angolo dai maestri Italo Mattioli, Franco Venditti, Luigi Ascani e Di Savino, nonché dal citato procuratore Alberto Chiavarini. La compagna Veronica e la figlia Erin, rappresentano invece la vera forza motrice di Giovanni De Carolis . Educato, riservato più del dovuto, il futuro architetto si è intrattenuto con gli atleti della Soft Boxe e l’istruttore Michelangelo Anile per una seduta di allenamento e uno scambio di opinioni finali. Ha dimostrato ai ragazzi alcune tecniche di pugilato ed ha ribadito loro che la forza fisica senza intelligenza pugilistica è cosa vana. Ha insistito molto sull’educazione sportiva e il tenore di vita che ogni atleta deve osservare ed ha sottolineato più volte che la boxe è uno sport sano e non violento. Non sono mancate le rituali foto ricordo. Allo Sporting S4 un’altra giornata all’insegna dello sport.

