box-202x300di Primiano Michele Schiavone

Giovedì 29 settembre 2016 — Questo fine mese di settembre 2016 è stato funestato dalla morte dell’ex pugile Giambattista Capretti, amato dal pubblico del Palalido. Capretti, noto a tutti come Gianni, nato a Rovato in provincia di Brescia il 29 settembre 1946, crebbe ad Azzate, in provincia di Varese, dove la sua famiglia si trasferì durante la sua infanzia. Iniziò a frequentare il sodalizio di Varese denominato Spumador, apprendendo il pugilato dal tecnico Piero Bignamini.

A metà degli anni ’60 si fece notare dai tecnici della Nazionale che lo adottarono per la rappresentativa azzurra. Vestì la canottiera con lo scudetto tricolore 26 volte, riportando 19 affermazioni contro 7 insuccessi. Nel 1968 partecipò alle olimpiadi di Città del Messico, dove superò il canadese Dick Findlay e l’uruguayano Carlos Casal; lasciò il ring messicano nel terzo confronto disputato con il fuoriclasse polacco Jerzy Kulej, futuro campione olimpico e vincitore quattro anni prima della medaglia d’oro a Tokyo. L’anno seguente a Bucarest, in Romania, vinse la sua prima medaglia internazionale, quella di bronzo ai campionati europei: sconfisse in due tempi il belga Henri Thys ed ai punti l’ungherese Tibor Harcsa prima di perdere la semifinale contro il sovietico Valeri Frolov, vincitore anche della finale come aveva fatto due anni prima a Roma. Nel 1970 a Sassari indossò la fascia tricolore agli assoluti. Nel giugno 1971 si cimentò come peso leggero ai campionati europei di Madrid, Spagna, facendo spazio al connazionale Antonio Chiodoni nella sua naturale divisione di peso, ma venne eliminato al primo turno dal polacco Jan Szczepanski, che vinse la medaglia d’oro di quella edizione. In ottobre ritornò a militare nella sua categoria dei pesi superleggeri e si affermò ai giochi del Mediterraneo di Izmir, Turchia, dove in finale sorpassò il pugile locale Erarslan Doruk e si aggiudicò la medaglia d’oro. Nel giugno 1972 a Treviso ottenne la medaglia d’argento ai campionati mondiali militari, perdendo in finale dal thailandese Srisook Buntoe nei superleggeri. Pochi mesi dopo si presentò alle olimpiadi di Monaco di Baviera tra i pesi leggeri, lasciando ad Ernesto Bergamasco il posto dei kg 63.500: sconfitto nel secondo round il canadese Jose Martinez, perse nel turno successivo contro il magiaro Laszlo Orban, che guadagnò l’argento dopo la finale con il polacco Jan Szczepanski.

Con un lustro di pugilato dilettantistico ad altissimo livello alle spalle, Capretti decise il gran salto nel mondo dei professionisti, dove debuttò con successo a Milano nel luglio 1973. Fino al dicembre dell’anno seguente realizzò 16 affermazioni consecutive; rimase senza combattere nel 1975 e riprese la serie positiva nel 1976 con 3 buon esiti ancora. Iniziò male l’anno successivo, con una ferita che gli costò la prima sconfitta in febbraio contro Angelo Fanciulli. In marzo si trovò sul ring di Udine per contendere al locale Bruno Freschi, già titolare nazionale, la vacante cintura italiana dei pesi superleggeri, contro il quale finì la corsa nell’ottava ripresa e riportò il secondo insuccesso.

Tornò a calzare i guantoni nel 1978, anno in cui sommò due trionfi prima di impattare a Sarajevo, in Jugoslavia, con Jose Luis Ribeiro, brasiliano residente in Ancona. L’ultimo risultato portò Capretti alla decisione di lasciare la boxe dopo 24 confronti: 21-2-1.

Capretti è passato a miglior vita la mattina di lunedì scorso, 26 settembre, dopo una breve malattia.

 

 

Di Alfredo