51QEIX9hUEL__AC_US160_L’inarrestabile corsa della pallacanestro nel segno dell’integrazione. I protagonisti della crescita di uno sport che ha interpretato l’evoluzione della società americana. Basketball R-Evolution – Flavio Tranquillo – Baldini e Castoldi editori – Pag. 294 – Euro 16.00.

Bob Douglas nasce nel 1882 nell’isoletta di Saint Kitts, Indie Occidentali, nero di buona famiglia e arriva negli Usa a 19 anni. Ha il senso degli affari e la curiosità dei giovani. Scopre il basket e se ne innamora. Ha idee rivoluzionarie e un pizzico di sana follia. Siamo nei primi anni del 1900 e nel Grande Paese, i neri non possono giocare con i bianchi! Bob inventa una squadra all-black, i Rens e gira da uno stato all’altro, affrontando squadre di visi pallidi. Vincendo spesso. Uomo dalle mille idee, allarga il campo d’azione fino all’Indiana dove il Ku Klux Klan impera. Indomito, allestisce serate con musica e balli, coinvolge sempre più gente e assottiglia sempre più le distanze tra bianchi e neri. Non è tutto facile, semmai il contrario, ma la tenacia e l’onestà a gioco lungo producono i frutti attesi. Nel 1950 il tasso di afroamericani nell’NBA è zero. Oggi supera il 70%. Il merito è di questo signore, scomparso a 96 anni nel 1979. Altra storia delle cinque narrate, riguarda Kenny Sailors, l’inventore del tiro in sospensione, “jump shot”, che fino al 1934 non esiste. Kenny ha l’idea per scavalcare il fratello Bud, il gigante di casa, alto 1,95, contro l’1,67 di Kenny, nell’ennesima sfida in famiglia. La cui storia è troppo complicata per raccontarla, lasciando ai lettori il piacere di conoscerla. leggendo il libro. Fino ad allora il tiro era esercizio bimane con i piedi ben piantati a terra. L’idea e la sua realizzazione ebbe un epigone in Angelo Luisetti. Papà Stefano nel 1907 parte da Varese e giunge a Stanford, con questo figlio nato per il basket, dalla velocità impressionante. Kenny da spettatore vede Luisetti effettuare il tiro da lontano con una sola mano e capìsce l’idea può fare proseliti. Gli esperti hanno specificato che Kenny tira in sospensione e Angelo in elevazione. Restano i pionieri, seguiti da molti altri. Jacob Louis Molina è alto e bello, origini ebree, dotato di intelligenza eccezionale, a tre anni legge correttamente e a quattro conosce anche lo spagnolo. Caratterialmente un bimbo difficile, che la severità del padre, non aiuta a venirne fuori. Dodicenne conosce il basket dimostrando doti eccezionali. In parallelo allo sport si affianca un amico, Joe Hacken, che a 18 anni ha truccato una partita così bene che il clan di Carbo, lo prende al suo servizio. Jacob, detto Jack, diventa giocatore e complice di Joe. Un tandem diabolico, finito tragicamente, come raccontatp con grande rigore storico. In successione Earl Strom, arbitro dalla lunghissima carriera, 33 anni di attività, bravo e coraggioso, molto interessante come l’iter di Pete Newell, definito la storia del basket, un manager duro e puro, che sapeva ottenere il massimo dai suoi ragazzi. Uno dei suoi allievi disse: “Ci faceva allenare così duramente che la partita diventava un sollievo”. Leggere per capire. Giuliano Orlando

 

Di Alfredo