di Giuliano Orlando 
Accompagnate dal responsabile delle nazionali femminili Emanuele Renzini, tre azzurre: Irma Testa (57), Assunta Canfora e Angela Carini (69) sono partite per la Spagna, dove prenderanno parte all’International Boxam Femenino, che si terrà nella città di Castellón de la Piana, di fronte alle isole Baleari, nella regione della Comunità Valenciana. Si tratta della prima edizione di un torneo che a detta degli organizzatori è destinato a salire di qualità nei prossimi anni. La Federazione pugilistica spagnola ha programmato un forte rilancio, grazie a robusti interventi finanziari, con particolare riguardo a quello femminile, che rappresenta il punto debole del settore. Per questo, gli organizzatori, nella presentazione dell’evento non hanno nascosto l’ambizione di farlo diventare a tempi brevi uno dei tornei più importanti d’Europa. La Spagna mette sul ring ben 30 atlete, a conferma della ferma intenzione di portare la boxe femminile spagnola ai vertici. Si inizia domani e le finali si disputano domenica 30 settembre. Il torneo ad inviti, si è assicurato la presenza di rappresentanti dell’Australia, Cina e Stati Uniti, oltre a molte nazioni europee, grazie all’intervento di sponsor generosi. Per la squadra azzurra la presenza di tre atlete è stata una scelta tecnica. Le tre, dopo il lungo stage in Ucraina, non hanno preso parte al Torneo Ahmet Comert di Istanbul in Turchia, dove l’Italia ha portato nove atlete, con un bilancio finale di un argento con Severin (+81) e due bronzi Nicoli (64) e Amato (69), eliminate prima del podio Bonatti (48), Mostarda (52), De Laurenti (54), Mesiano (57), Martusciello (60) e Paoletti (75), reduci da lavori piuttosto pesanti. Al momento la squadra è in allenamento ad Assisi, sotto la guida di Maurizio Stecca e Valeria Calabrese, che sta rifinendo la preparazione delle junior (15-16) in vista dei mondiali di settore che si terranno ad Anapa in Russia dall’8 al 17 ottobre. “Valeria porterà ai mondiali una decina di ragazze a conferma che stiamo lavorando in prospettiva. Non ci attendiamo miracoli, ma utile esperienza per farle crescere e diminuire il gap che in questa fase paghiamo nettamente. Noi portiamo ragazze ottimamente preparate ma con uno sviluppo fisico nettamente inferiore a nazioni come quasi tutte le asiatiche, dalla Cina al Kazakistan, per non parlare delle russe che iniziano a 10 anni e quando arrivano alle jr. hanno almeno 50 incontri, contro la metà delle nostre più attive”. Questa edizione convoglia per la prima volta maschi e femmine e il c.t, Giulio Coletta sta facendo altrettanto con i ragazzi”. In precedenza i mondiali di questa categoria, riconosciuta dal 2009, si erano disputati in sedi diverse. I maschi, dal 2001 al 2007 (sei edizioni) erano indicati come cadetti (16-17 anni), mentre dal 2009 a Yerevan (Armenia), sono diventati jr. (15-16 anni), tre riprese da 2’ ciascuna. Le successive edizioni maschili dopo il 2009, si sono svolte ad Astana (Kaz) 2011, Kiev (Ucr) 2013 e S. Pietroburgo (Russia) 2015. Il numero di nazioni e atleti sempre crescente dovrebbe indurre l’AIBA a creare selezioni. Nel 2015 presero parte 51 nazioni con 386 atleti. Numeri eccessivi per atleti di 15-16 anni, che in meno di dieci giorni possono disputare anche cinque incontri. Tornando al torneo di Castellon, il ct Renzini spiega la funzione specifica delle tre azzurre: “Irma Testa a 57 kg. è ormai una realtà capace di qualsiasi risultato. Ha ritrovato condizione e fiducia. In Ucraina ha fatto i guanti con le migliori, destando ottima impressione. Altrettanto si può dire di Assunta Canfora che nei 69 kg,, dopo il bronzo europeo, può confermare il valore anche ai mondiali. Per Angela Carini discorso diverso, dopo l’intervento al ginocchio. Al momento sta lavorando per arrivare gradualmente alla migliore condizione. Senza fretta, smaltendo il peso attualmente in eccesso, dovuto al riposo forzato. Il talento lo possiede, compie 20 anni il 6 ottobre, quindi ha tutto il tempo per ritrovare la condizione ideale nel 2019, quando potrà offrire il meglio”. Nel frattempo il resto della squadra lavora ad Assisi e si prepara per l’ultima trasferta in Russia a Mosca, verso la fine di ottobre, per rifinire la condizione. Chiedo al responsabile, prima di partire per la Spagna, se la squadra per i mondiali (15-24 novembre a New Dehli), è già definita: “Assolutamente no. Ci sono alcune categorie dove la titolare non ha concorrenti e quindi dovrebbero essere sicure del posto. Posso indicare la Mostarda nei 52 kg., la De Laurenti nei 54, la Paoletti nei 75 che farà utile esperienza, la Canfora nei 69 ormai una veterana dal grande temperamento e infine Flavia Severin nei +81, campionessa d’Europa. Le altre categoria (48, 57, 60, 64) sono tutte da vedere, essendoci per fortuna una notevole concorrenza. A questo punto saranno le condizioni delle atlete a determinare la scelta definitiva. Non faccio nomi perché ciascuna delle ragazze ha la possibilità di farcela”. Speranze di podi ai mondiali? “Vista la concorrenza e l’ambiente, se portiamo a casa una medaglia siamo davvero bravi, due sarebbe un trionfo. La squadra è abbastanza forte, ma certe nazioni hanno vantaggi enormi nei nostri confronti. Comunque vedremo sul ring. Adesso cerchiamo di preparaci al meglio, il resto lo affronteremo al momento delle gare”.
