1381008_715778528438262_522938870_ndi Valerio Esposito

Ci ha pensato Irma Testa a riportare l’Italia sul gradino più alto del podio nel torneo iridato seguendo le orme di un altro campione della Boxe Vesuviana, Pietro Aurino; gli unici 2 italiani a vincere il mondiale nelle categorie giovanili.

Mi sono recato a Torre Annunziata dove ad accogliermi nella sua palestra c’è il Maestro Lucio Zurlo della Boxe Vesuviana con l’ultimo dei suoi gioielli: Irma Testa, vincitrice dei campionati mondiali femminili juniores dei 52 Kg. Una ragazza molto semplice, sorridente, tranquilla e timida, ma allo stesso tempo una persona decisa e determinata che ha ben chiaro cosa vuole dal suo futuro.

 

Un grande successo, sei la numero uno al mondo..

Devo ancora realizzare, ma è un’ emozione grandissima e bellissima. Ho fatto tanti sacrifici per arrivare al mondiale quindi è una grande soddisfazione.

 

Raccontaci il mondiale

Ho disputato 4 incontri di cui due sono stati veramente duri per il valore delle mie avversarie. Tutto è andato per il verso giusto. L’esperienza che si acquisisce in un mondiale è veramente grande.

 

Qual è stato il momento più difficile?

Sicuramente la finale. La mia avversaria è stata molto brava.

 

Il momento più bello?

il verdetto! (basta vedere il salto di gioia che ha fatto interviene il Maestro Zurlo). E’ bello perché pensi a tutto quello che hai fatto per arrivare in finale e ti senti ricompensata.

 

Una finale-rivincita

Si, l’avevo già affrontata nella  finale dei campionati europei. In quella occasione ho dovuto combattere con una sola mano perché mi sono infortunata in semifinale, mentre questa volta ero molto concentrata e determinata a vincere.

 

1374432_715763348439780_780617106_nCredevi di poterla battere?

Prima di salire sul ring no! Ero convinta che non sarebbe andata bene. Dopo aver visto l‘andamento del primo round mi sono convinta del contrario.

 

Il giorno dopo, quando ti sei svegliata, qual è stato il tuo primo pensiero?

Ero rincoglionita, non riuscivo a crederci. Ho iniziato a realizzare il tutto solo quando sono ritornata qui.

 

Hai un pugile di riferimento a cui ti ispiri?

Pietro Aurino. Il maestro dice che un po’ glielo ricordo per l’estro pugilistico.

 

Parliamo del futuro: quali sono i tuoi obiettivi?

Le Olimpiadi giovanili ad agosto in Cina e le selezioni per entrare a far parte della squadra che parteciperà alle Olimpiadi di Rio de Janeiro2016  a cui spero fortemente di partecipare.

 

Come si arriva alla vittoria?

Bisogna dare tutto negli allenamenti, bisogna essere determinati e metterci il cuore.

 

Da atleta e da preparatore ho sempre avuto come motto “il talento è un dono, il successo è un lavoro”, qual è il tuo punto di vista?

Si, è verissimo. Il talento o c’è o manca. Ma il talento da solo non basta, ci sono stati tanti pugili bravi che alla fine non sono riusciti a vincere.

 

Quanto conta la boxe nella tua vita e cosa rappresenta?

Per me la boxe è tutto, e la metto al primo posto.

 

Come ti sei avvicinata al pugilato?

Grazie a mia sorella. Lei ha iniziato a frequentare la palestra, tornava a casa contenta dopo aver preso i pugni e questo mi incuriosì molto. La prima volta che entrai in palestra i maestri non mi volevano far allenare, non mi reputavano adatta per il pugilato. Ma sono stata insistente, mi presentavo sempre agli allenamenti e pian piano sono riuscita a convincerli.

 

Raccontaci una tua giornata oltre ai guantoni e al ring

Vado a scuola, frequento il secondo anno di Ragioneria e dopo il diploma vorrei iscrivermi alla facoltà di scienze motorie. Il più delle volte sto a casa con le amiche della palestra.

 

La vita del pugile è molto sacrificata, come fai ad abbinare la boxe con la vita privata?

E’ difficile rispondere a questa domanda. La maggior parte del tempo sto in ritiro con la nazionale e devo dire che lì mi sento bene. Quando torno a casa cerco di non uscire con gli amici perché so che se esco pecco con il cibo e questo mi creerebbe problemi per il peso gara, quindi me ne sto tranquilla a casa con le amiche. Forse questo è il sacrificio più grande.

 

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare per questo successo?

Sicuramente i maestri della mia palestra perché loro mi hanno portato al mondiale. I tecnici della nazionale Renzini e Tosti che mi hanno preparata in modo ottimo per affrontare il mondiale sia dal punto di vista fisico che mentale.

 

A chi vuoi dedicare questa vittoria?

Alle mie compagne di squadra della nazionale.

 

Scambiamo due chiacchiere con l’instancabile Maestro Lucio Zurlo che da 50 anni guida la Boxe Vesuviana, fabbrica di grandi talenti.

 

Maestro commenti questa vittoria

Irma ci ha fatto un grande regalo, oltre alla palestra anche a me personalmente perché tra un po’ ci apprestiamo a festeggiare i 50 anni di attività della Boxe Vesuviana è  farlo con un titolo mondiale è una cosa stupenda.

 

Un’ impresa unica della Boxe Vesuviana..

Gli unici 2 titoli mondiali juniores vinti dall’Italia provengono dalla mia palestra. Irma è stata preceduta da Pietro Aurino. Sono Doppiamente contento perché dopo tanto tempo ci ha pensato Irma a regalarmi questa gioia. Quando era alle prime armi la chiamavamo la farfalla impazzita perché “svolazzava” continuamente per il ring. Infatti sul suo primo pantaloncino da gara c’erano disegnate tante farfalle.

 

Sono un po’ polemico: dopo la vittoria del mondiale tutti salgono sul carro dei vincitori e tutti sono pronti a festeggiare..

E’ normale. Io sono sempre stato un tipo restio dal mettermi in mostra, cosa che fanno i miei collaboratori tra cui mio figlio Biagio e devo dire che le cose stanno un po’ cambiando, in meglio fortunatamente. Tu che hai fatto il pugile sai che  una volta c’erano dei contributi da parte della regione e dei comuni per l’attività sportiva… oggi dobbiamo ringraziare soltanto i soci Amatori che portano  avanti la palestra con le loro quote associative .

Irma ha ricevuto tanti riconoscimenti: è stata premiata dal sindaco di Torre Annunziata Starita e dal Presidente del Savoia Calcio Luce che le ha aperto le porte dello stadio Giraud dove Irma, in occasione del derby Savoia-Cavese, è stata osannata dalla curva con cori e striscioni.Tutti sappiamo bene che le targhe non bastano (anche perché il metallo più prezioso ce l’ha Irma appeso al collo) a sostenere e supportare chi da anni, con impegno e dedizione, sforna campioni che portano lustro alla propria città. E’ bello festeggiare ma ci auguriamo che l’entusiasmo non finisca al termine dei festeggiamenti e che chi di dovere si ricordi che i pugili, prima di arrivare a vincere un mondiale, hanno tanta strada da fare ed i Maestri non devono essere soli ad accompagnarli lungo questo percorso tutto in salita.

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Di Alfredo

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