Mosca, Russia, 24 ottobre 2014 – Il milanese Giacobbe Fragomeni ha fallito il tentativo di conquistare la vacante cintura EBU dei pesi massimi-leggeri, finendo sulla stuoia due volte prima di essere dichiarato out dall’arbitro inglese Ian John-Lewis. Suo vincitore il russo Rakhim Chakhkiev, alla prima prova continentale, che ha saputo inquadrare il veterano italiano e soggiogarlo fino alla sconfitta prima del limite.

Fragomeni ha occupato il centro del ring all’avvio del confronto forse per dimostrare la capacità di condurre il match; il mancino Chakhkiev gli ha girato intorno scagliando il destro lungo, poi ha abbozzato colpi al viso ed al tronco. L’italiano ha continuato ad avanzare con il diretto sinistro doppiandolo di tanto in tanto con il gancio destro. Il russo sapeva spostarsi rapidamente e colpire con serie a due mani. Fragomeni ha provato ad infilare il gancio destro mentre l’avversario non ha perso tempo con combinazioni al tronco ed al capo.

La seconda ripresa è iniziata con il lombardo posizionato al centro del quadrato; il pugile locale ha ripreso a muoversi in senso circolare con le braccia sempre in movimento. L’armonia tra gli spostamenti sulle gambe e la gestualità delle braccia rendevano vivace le azioni di Chakhkiev. L’italiano con la sua guardia chiusa ha cercato di accorciare la distanza avvalendosi del gancio destro e dell’uppercut sinistro. Il russo non si è fermato un attimo, continuando a colpire e spostarsi per evitare le repliche del milanese che, fermo sul tronco, si prestava ai colpi avversari.

Nel terzo tempo i ferri si sono mostrati abbastanza caldi e lo scontro è diventato cruento. Fragomeni ha continuato ad imporre la corta distanza ma, poco mobile sul tronco, non ha saputo accompagnare i colpi del russo. Gli scambi tra i due sono diventati più veloci e potenti. Ad un certo punto il destro del russo si è stampato sulla mascella del milanese che è crollato al tappeto. Dopo il conteggio Chakhkiev ha provato a forzare i tempi ma poi ha rallentato l’azione per riprendere il suo trend meno dispendiosi e più redditizio.

La tattica del russo si è riaffacciata nel corso della quarta frazione: attacchi veloci seguiti da spostamenti; poi ancora serie a due mani, sotto e sopra. Il russo è passato decisamente al comando del confronto ed un secco destro al volto ha obbligato il milanese a cadere. Fragomeni è rimasto inginocchiato dinanzi all’arbitro che ha capito subito l’inutilità del conteggio: con le braccia ha significato la fine del match. A 2 minuti della quarta ripresa si chiudeva la seconda avventura europea del “Gabibbo Italiano”. A 44 anni compiuti potrebbe dirsi finita anche l’esemplare carriera internazionale dell’ex campione WBC che in 13 anni di professionismo ha realizzato 39 combattimenti: 32 vittorie (13 prima del limite), 5 sconfitte e 2 risultati di parità.

“The Machine” Chakhkiev, 31 anni compiuti, ha registrato la vittoria numero 20 (14 anzitempo) contro l’unica sconfitta sofferta nel giugno 2013 dinanzi al polacco Wlodarczyk per la cintura WBC dei pesi cruiser.

 

POVETKIN ABBATTE TAKAM

 

Il russo Alexander Povetkin ha mostrato di avere ancora molte cartucce in canna quando ha annichilito Carlos Takam e gli ha tolto la cintura WBC Silver dei pesi massimi. Nel Luzhniki Concert Hall della capitale russa il match dell’ex campione WBA non è stato facile da gestire perché il camerunense ha saputo tenergli testa fino al crollo della decima ripresa. Il match è stato combattuto ed intenso in tutte le sue fasi. Arbitro lo statunitense Kenny Bayless.

Le schermaglie sono iniziate con i sinistri di approccio. Il russo ha preso il centro del ring per controllare meglio l’iniziativa dell’avversario che ha mostrato di sapersi muovere, coordinando braccia e gambe.

Nel secondo round Takam ha continuato ad essere accorto, azionando il sinistro lungo ed attaccando all’improvviso con il suo destro incisivo. Povetkin ha continuato a tenere la posizione centrale abbozzando attacchi mentre l’avversario si portava fuori misura con abilità. Il destro del russo è entrato con decisione nella guardia dell’africano.

La terza ripresa è iniziata con gli animi meno arrovellati: sono ritornate le fasi di studio per affinare le tattiche. Povetkin ha ripreso ad avanzare trovando la misura con il sinistro lungo mentre Takam arretrava colpendo di rimessa. Le ostilità si sono accese quando il russo ha accorciato la distanza; l’avversario ha saputo rispondere con poderosi ganci, sia sinistri che destri, anche se discontinui.

Takam ha saputo controllare il match nel quarto tempo, guadagnando il centro del ring e forzando la guardia del russo con combinazioni a due mani. Povetkin ha rimontato lo svantaggio iniziale con azioni a media distanza; è entrato nella guardia avversaria con serie interne ed ha chiuso con il montante destro al mento. La reazione di Takam è stata immediata e gli scambi si sono conclusi al suono della campana.

Il gancio destro di Takam è ritornato imperioso nella quinta frazione. Gli ha fatto rimando il montante sinistro e diretto destro del russo. Il franco-camerunense è rimasto piantato sulle gambe aspettando Povetkin per colpirlo di rimessa con adeguato movimento sul tronco. Il russo ha saputo infilare il sinistro ed il destro scatenando la replica dell’avversario. Il confronto si è snodato a corta distanza con scambi furiosi contrassegnati da montanti e ganci, dati e presi.

Takam ha preso la posizione centrale nel sesto round lanciando molti colpi, alcuni a vuoto, diretti al russo che ha preso a muoversi sulle gambe. Povetkin si è fatto preferire con l’uno-due ed il montante sinistro. Al sinistro al tronco di Takam ha fatto riscontro il sinistro al viso del russo che ha chiuso, dopo diversi scambi ravvicinati, con l’uno-due ed il montante destro.

All’avviso della settima ripresa ha fatto capolino l’uso delle teste pericolose, prontamente rilevato dall’arbitro. Ganci sinistri incrocianti hanno continuato a volare tra i due. Takam ha saputo usare il mestiere per defaticare le azioni di scambi poderosi; quando ha potuto ha usato il cento del ring per controllare le azioni del russo che ha continuato ad alimentare il confronto. Il franco-camerunense si è fatto apprezzare con il sinistro al tronco.

Takam è ritornato mobile sulle gambe nell’ottava frazione ed ha ripreso ad attaccare il pugile locale che, di contro, ha saputo organizzare le contromisure per rintuzzarlo. Gli scambi furibondi hanno preso il posto delle azioni controllate. Il confronto è diventato cattivo e smaliziato in alcuni frangenti.

Il centro del ring è tornato ad essere l’area preferita di Takam nel nono round; da quella posizione riusciva a lanciare il sinistro lungo per frenare il russo che aveva trovato il tempo e la misura per attaccare ed arretrare. Il franco-camerunense, ben piantato sulle gambe, ha saputo azione l’uno-due e l’uppercut destro. Povetkin ha insistito con le serie a due mani ed ha centrato l’avversario con un efficace destro che scaraventato l’avversario fuori dalle corde all’altezza della cintola. Dopo il conteggio la campana ha imposto il riposto concedendo a Takam la possibilità di riprendersi.

La decima frazione ha visto il russo portarsi con decisione a ridosso dello scosso avversario. Takam ha reagito con fermezza, coraggio e tanto cuore, scambiando inopportunamente con l’avversario. Povetkin ha calibrato la serie dell’uno-due al volto chiusa da un devastante gancio destro che ha letteralmente fulminato l’avversario.

Povetkin, 28-1-0 (20), è ritornato ai vertici internazionali, dimostrando caparbietà e valore per pretendere ancora confronti mondiali.

L’audace Takam, 30-2-1 (23), ha dimostrato di avere grandi qualità nonostante il risultato inglorioso.

 

Gli altri risultati:

Il peso massimo libanese Manuel Charr, 27-2-0 (16), è tornato alla vittoria contro l’americano Michael Grant, 48-6-0 (36), che ha abbandonato il match dopo cinque riprese. Charr rientrava dopo la sconfitta inflittagli da Povetkin lo scorso maggio.

Nel confronto valevole per la cintura WBA International dei pesi leggeri l’invitto russo Eduard Troyanovsky, 19-0-0 (16), ha colto un importante successo contro l’ex campione mondiale Jose Alfaro, 27-9-1 (23). Il russo ha chiuso il contro nella quinta ripresa dopo un precedente atterramento sofferto dal nicaraguense nel terzo round.

Per le cinture WBO Youth e WBO Asia Pacific dei pesi medi l’imbattuto Arif Magomedov, 13-0-0  (8), si è imposto a Michael Zerafa, 15-1-0 (7), sulla distanza delle 10 riprese.

Di Alfredo