di Giuliano Orlando

BUDVA. L’Italia in rosa, torna a casa dagli europei di Budva in Montenegro, con un bottino positivo? Un oro, un argento e tre bronzi, soddisfano il responsabile della nazionale italiana Emanuele Renzini?                                                                                         

“Alla luce di come si è svolta la manifestazione posso dire che la squadra ha funzionato al meglio nel suo complesso, anche se si può fare sempre meglio. La mancanza della Russia, ha fatto salire la qualità generale del torneo e alla fine gli europei in Montenegro vanno indicati come quelli che hanno raggiunto il più alto tasso tecnico di tutte le edizioni. Che Irlanda e Ucraina abbiano raccolto il bottino migliore in assoluto, con tre ori a testa e altri podi rientra nelle previsioni. La Bulgaria ha messo sul ring una campionessa del mondo, e altre molto mature già titolari europee, vincendo alla fine un oro come noi. Che dire poi della Turchia, arrivata con un oro olimpico, tre campionesse del mondo in carica e due europee uscenti. Al dunque ha portato a casa un oro e due bronzi, meno dell’Italia. Il discorso dell’Irlanda è in linea con una nazione dove la boxe è lo sport più amato da tempo immemorabile, dove fare boxe è un onore e un orgoglio, quello femminile è seguitissimo, le palestre sono piene di giovani. E’ la patria di Katie Taylor la star assoluta, capace di riempire arene anche negli USA. Basterebbe questo per capire il valore della squadra. Ha tecnici che lavorano da tempo, ottimamente preparati che si avvalgono di atlete che salgono sul ring sempre determinate a vincere. A Budva, hanno difeso la bandiera del quadrifoglio con un oro olimpico, tre campionesse del mondo a altrettante europee. Una corazzata che ha distanziato il resto delle nazioni. Ammirevole l’Ucraina, vista la situazione interna, ma questa difficoltà le ha rese motivatissime, decise a dare il meglio e così hanno fatto. Mettendo sul ring anche nomi nuovi e giovani, che hanno centrato il bersaglio”.

Le delusioni?

“Detto della Turchia, l’altra grande delusione è stata l’Inghilterra, giunta con sei atlete, tra l’altro campionesse nazionali, finendo con un solo bronzo, il peggior bilancio in assoluto. Per la verità le inglesi alternano stagioni positive ad altre negative. Come movimento è sicuramente inferiore a quello irlandese, al contrario dei maschi. Poi ci sono nazioni che hanno trovato talenti e quindi ottengono podi e anche l’oro come hanno fatto la Lituania con la Stonkute che si presentava da iridata in carica, l’Armenia e ancor più la Germania, favorita da un sorteggio che nei 66 kg., ha portato la von Berge in finale con due match di allenamento. In finale il merito è più dei giudici che in tre l’hanno premiata contro la polacca Rygielska, la vera protagonista della categoria, che per arrivare in finale ha dovuto battere l’inglese Robinson, la gallese Eccles e compiere un miracolo contro la turca Surmeneli, oro olimpico, due mondiali in bacheca e strafavorita. Lo sforzo, ha lasciato nella polacca tossine di fatica, Ugualmente ha finito alla pari della tedesca abile e fortunata a sfruttare la situazione. Dispiace perché la Polonia con tre finaliste è rimasta all’asciutto. Mi chiedo cosa sarebbe successo se fosse accaduto all’Italia. Si sarebbe gridato al fallimento. Per fortuna abbiamo una campionessa come Irma e altre atlete toste”.

Parliamo appunto dell’Italia.

“Irma Testa è arrivata a Budva al 70%, dopo una preparazione iniziata con almeno un mese di ritardo. Dopo Istanbul, dove ha conquistato l’argento iridato, la nostra capitana si è presa una pausa di riposo andata per le lunghe. D’altronde Irma è richiestissima, a sua volta lei è molto disponibile e questo comporta anche il pericolo di arrivare agli appuntamenti non al top. Per lei ho dovuto svolgere allenamenti diversificati. Non è andata in Polonia con la squadra, perché era troppo presto e l’ho portata allo Strandja in Bulgaria, dove ha ripreso contatto col ring, andando molto bene, anche se i giudici in finale le hanno rubato la vittoria contro la beniamina locale Staneva, che ha ritrovato e battuto in Montenegro. Nonostante la condizione limitata ha vinto con pieno merito e giudici non certo generosi, semmai il contrario, come il polacco all’esordio contro l’inglese Glynn. Debbo dire che Irma è maturata moltissimo, adesso è una fuoriclasse anche nel carattere, nell’applicazione, un grande esempio per tutta la squadra e non solo. Sa parlare in pubblico, molto documentata è una figura importante per il nostro movimento. Un personaggio al quale molti giovani rispecchiano. A questi europei assegno il primo posto nel rendimento a Giordana Sorrentino. I motivi sono parecchi a cominciare dai miglioramenti continui. Dopo aver battuto la spagnola Fuerte, bronzo mondiale, ha dominato l’armena Grigorian, trovando in semifinale la turca Cakiroglu, titoli mondiali ed europei in bacheca, che considero la più completa in assoluto e l’ha impegnata per tutti e tre i round, più di tutte. Ormai è pronta per vincere un titolo internazionale. Altro elogio lo faccio a Melissa Gemini, che ha confermato sia il carattere da guerriera che la voglia di tornare protagonista come nelle giovanili. Bronzo nei 70 kg. impegnando in semifinale l’irlandese Desmond. Con questa prova si è assicurata la permanenza in squadra nei 66 kg. Bravissima anche Roberta Bonatti, salita dal bronzo del 2019 all’argento, battendo l’inglese Resztan, che aveva debuttato alla grande eliminando la bulgara Cagirir, mondiale in carica. Roberta si è presa la rivincita contro l’inglese, confermandosi in costante crescita tecnica e caratteriale. La bulgara Asenova, fino a che gli arbitri le consentiranno di legare come ha fatto, è imbattibile. Anche se mi resta il dubbio che i 40 anni li abbia superati da tempo. Bene anche Olena Savchuk, giunta in semifinale a spese dell’irlandese McNaul, una veterana che puntava al podio. La Kob era in condizione eccezionale e ha vinto di forza, ma l’azzurra si è difesa bene e può migliorare ancora. La Charaabi, dopo la vittoria europea U22, ha sofferto e non poco un mal di schiena che l’ha tenuta ferma mesi. A Budva era sotto il 50% della condizione e si è visto subito. Ma ha tempo per riprendersi. Alessia Mesiano ha trovato nell’inglese Whitwell, altissima e velocissima con l’allungo, l’avversaria meno adatta alla sua boxe, condizionata anche da un arbitro che sembrava avesse un conto aperto con lei. Assunta Canfora ha confermato la sua generosità, peccato che l’olandese Heijnen sia la sua bestia nera”.

Problema arbitri e giudici. Cosa ne pensi?

“Che la situazione è drammatica. Intanto ci sono orientamenti decisamente diversi da nazione a nazione, la qualità sta peggiorando ad ogni manifestazione e mancano soprattutto, questo il vero problema, corsi di formazione e aggiornamento.  Arrivano a queste rassegne impreparati e si vede. Ci sono stati verdetti dove tra un giudice e l’altro correvano sette punti! Pazzesco e pericolosissimo. Voglio escludere la malafede, ma di questo passo dove arriviamo?”

Nel 2024 ci saranno i Giochi a Parigi e l’Italia è decisa a farsi valere, cancellando la brutta pagina dell’assenza al maschile a Tokyo. Informazioni ufficiose, indicano la prima selezione pre olimpica a Cracovia in Polonia, nel prossimo giugno. Tutta la parte concernente la selezione per le olimpiadi è gestita dal CIO. Puoi confermarmi il tutto?

“Confesso di non essere al corrente di queste informazioni, d’altronde la stampa da tempo ci precede, quindi può essere quanto mi anticipi. Sicuramente ci prepareremo al meglio, e gli europei di maggio a Yerevan in Armenia lo hanno confermato, e lotteremo motivatissimi, per dimostrare che il valore azzurro è meritevole di essere presente a Parigi sia con gli uomini che con le donne”.

Di Alfredo

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