di Giuliano Orlando

Quando la montagna diventa un simbolo divino, una imperdibile scalata culturale sulle cime del mondo.                                                            Reinhold Messner, Ralf-Peter Martin – Le montagne degli DeiViaggio sulle montagne sacre – Corbaccio Editore – Pag. 258 – Euro 25.00.

Non solo le grandi e indimenticabili scalate sulle cime più alte del mondo, ma la ricerca delle simbologie che questi immensi giganti di pietra, rappresentano per i popoli che ai piedi delle cattedrali naturali vivono. Reinhold Messner e Ralllf-Peter Martin, lo storico tedesco, scomparso nel 2016, hanno raccontato un viaggio particolare e non meno affascinante delle grandi salite, cercando di scoprire il senso spirituale e le storie infinite che hanno determinato la nascita di miti e leggende, in ogni continente, dalle vette africane a quelle himalayane, nelle pareti di ghiaccio nel misterioso Tibet, fino all’Australia. Messner si esalta in questi viaggi, dove l’ascesa è mentale ma non meno impegnativa, documentandosi con un furore cognitivo da lasciare il lettore stupefatto da tanto impegno. Ed ecco che si intersecano cristianesimo e islamismo, buddismo e il percorso di Mosè, trasformato da pastore di pecore a condottiero, su volere del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, che porta il popolo ebraico verso la terra promessa. Pagine di incredibile interesse, raccontate con abilità, riportando un passato remoto ad attualità palpabile. Non solo, scopri particolari solitamente dimenticati anche dai libri specifici. Scopri Egeria, una galiziana, autrice latina e infaticabile viaggiatrice, capace di partire dalla Spagna e arrivare fino a Costantinopoli, raggiungere il Sinai e approdare in Egitto. Una pellegrina ma anche una reporter di eccezionale intuito. Non meno affascinanti le pagine riguardanti l’Ol Doinyo Lengay, la montagna africana al Nord della Tanzania, ritenuta divina dal popolo Masai. I dettagli dell’esperienza degli autori, rappresentano lo specchio imperdibile di un passato senza tempo. Il cono di questa montagna, chiamato il Trono di Dio, è anche il motivo di conflitti spesso cruenti tra i Masai, l’etnia dominante e i Sonjo che parlano la lingua bantu. I primi sono guerrieri indomabili, i secondi agricoltori e di indole pacifica. Entrambi adorano, ognuno dal proprio versante “Mongongo yo Mugwe”, la stessa montagna, fonte di infinite diatribe. Il fascino del libro è contenuto nella ricerca del dettaglio, che racchiude quello che manca in generale. Sempre sul continente africano, lascio al lettore il piacere nel soddisfare la curiosità, sul capitolo riguardante il Kilimangiaro, il Mount Kenya e il Doengo Engai. Fonti di ricerca e anche di discussioni infinite tra studiosi e viaggiatori, in aperto conflitto con i missionari, criticati per puntare esclusivamente a portare la luce cristiana in soggetti pagani, tra questi i Masai, che mai vennero convertiti. Il percorso asiatico è quello più esteso e per certi versi rischioso. Le situazioni che lo permeano hanno il sapore di scalate assai più impegnative di quelle che portano alle vette più alte del mondo. Il riferimento è il Kailash, la montagna assoluta, per anni vietata dalle autorità cinesi, ma   visitata da tutti i popoli asiatici, che va percorsa nella sua ampiezza. Un girotondo lungo il quale è scritta una storia millenaria. Sulla sacralità del Kailash gli autori raccontano tutte le metamorfosi, comprese leggende da lasciare col fiato sospeso. Ci sono molti paralleli col cattolicesimo e i dettami di Maometto, i miracoli e le fantasie alle quali da secoli si sentono legati tutti gli abitanti. Un libro infinito, che spazia dalle cime russe come il Belucha, detto “Shambala” che porta al cielo, al confine tra la Siberia e il Kazakistanù, visitata da Messner e la moglie Sabine, attraversando la Valle Kucheria, all’isola di Bali, nell’Indonesia, dove l’Eka Dasa Rudra la festa religiosa più importante viene celebrata una volta ogni secolo. In uno stato islamico, Bali rappresenta l’eccezione con sacerdoti e bramini che rispettano un percorso autonomo. Il Giappone non è da meno, un popolo diverso e particolare, dove in passato tutte le montagne erano sacre, in quanto risiedevano sia i defunti che gli dei, molto discreti e benevoli. Oggi è il Fuji a raccogliere la magica e impegnativa eredità. Centro della sacralità giapponese. Il viaggio comprende l’Australia, gli Usa e in particolare la catena delle San Francisco Peaks le montagne sacre agli indiani Navajo e il Totem Pole in Arizona. Poi l’America del Sud, dal Costa Rica alla Terra del Fuoco sulle Ande cilene. Stavo per dimenticarmene, c’è anche l’Australia e l’Uluru la montagna nata dal nulla, un vero miracolo geologico, diventato il simbolo del continente. Ho letto il libro con sempre crescente interesse e fra non molto lo rileggerò per non perdere una sorgente magica di cui ignoravo gran parte di quanto è scritto.                                                                                                                                              

Di Alfredo

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