Il Palafijlkam riapre i battenti alla boxe e lo fa nel migliore dei modi, di fronte a un migliaio di persone, con una riunione mista organizzata dalla Champion Club di Marcello Paciucci. Una riunione che ha avuto il pieno sostegno oltre agli sponsor anche del XIII Municipio, quasi sempre partecipe alle manifestazioni che si svolgono nel territorio di Ostia, come viene dimostrato dalla presenza di Giancarlo Innocenzi, assessore allo sport, e l’on. Alessandro Onorato Capogruppo UDC al Comune di Roma. E’ una serata di bella boxe e festa con un parterre ricco dove  si vedono Antonio del Greco, Vicepresidente Vicario della FPI, Marcello Stella, Consigliere Federale e Roberto Aschi, Consigliere del Comitato Laziale. Non sfugge la presenza di Roberto Rea, responsabile IBF per l’Italia, e di Mauro Betti, responsabile WBC per l’Italia. Ci sono anche molti campioni intervenuti ad incitare i protagonisti della serata.

Intravediamo Domenico Spada, Vittorio Oi, Davide Dieli, Emanuele Della Rosa e probabilmente qualcuno ci sfugge. Tra il pubblico sono presenti anche Nando Onori e Pietro Rinaldi, figlio del grande Giulio, scomparso qualche mese fa.
Tre combattimenti hanno avuto per protagonisti i professionisti ed hanno calamitato grazie ad uno spettacolo di buona fattura l’interesse del pubblico. Il protagonista assoluto è stato Pasquale “El Puma” Di Silvio che ha superato dopo sei riprese scintillanti il pericoloso venezuelano Jhonny Antequera. Paciucci lo aveva detto alla conferenza che Di Silvio si sarebbe avventurato in un campo minato. Solo che il pubblico ha avuto il piacere di rivedere e salutare “El Puma” dei giorni migliori, quello che, per intenderci, fece faville con Simone Califano nel primo match  e Ivan Fiorletta. L’allievo di Agnuzzi e D’Elia era concentrato al massimo, non ha fatto un errore contro Antequera che ha cercato in tutti i modi di fargli accarezzare quella micidiale potenza che aveva costretto 9 degli 11 pugili da lui battuti alla sconfitta prima del limite. Pasquale ne ha stoppato sul nascere le intenzioni, lo ha anticipato e all’occorrenza ha anche accettato gli scambi. Il colpo d’occhio e la velocità dei colpi dell’allievo di Agnuzzi sono difficilmente riscontrabili nel nostro panorama pugilistico. Il pugile deve salire sul ring consapevole dei suoi mezzi non indifferenti, forse ad Ostia più che una rinascita abbiamo ritrovato un campione. Il merito di questa prestazione è anche di Antequera che ne ha raschiato il barile con tutte le potenzialità. Il venezuelano oltre alla sua potenza ha dimostrato  buona tecnica e alla fine anche per lui ci sono stati gli applausi del pubblico.
Josè Luis Graterol  rientrava dopo oltre cinque anni. Ma chi credeva di vedere salire sul ring un pugile sui generis doveva subito ricredersi. Spulciando poi il suo record precedente ti accorgi che il venezuelano teneva testa a gente di valore mondiale. Boxe essenziale, ma di una precisione chirurgica, accompagnata da una potenza non comune per la sua categoria hanno fatto capire ad Emiliano Salvini che anche per lui si preparava una serata molto dura. La notizia buona è che il romano si è presentato sul ring in buone condizioni di forma. Pochi sanno fare la boxe come Emiliano e ne è uscito fin dai primi secondi un match scintillante. L’allievo di Rossi ha tenuto testa all’avversario pericolosissimo per i suoi colpi dritti con la classica spinta di chi fa affidamento alla potenza. Il quinto round è stato durissimo per il romano che sembrava sul punto di crollare, ma ha stretto i denti e nell’ultimo round ha anche replicato al forte avversario. Una sconfitta di misura per il romano che sa di vittoria dal punto di vista caratteriale. Ben venga quindi il match tra Davide Dieli e Salvini per il titolo italiano dei piuma,  entrambi garantiscono lo spettacolo che fa della boxe uno sport sempre affascinante.
Patrizio Manzoli è consapevole di aver ricevuto un verdetto casalingo di fronte a Jorge Amado al suo secondo match da professionista. Lo spagnolo ha dimostrato subito di avere le carte in regola per non far bene figurare il pugile di casa, non dando un punto di riferimento, ma soprattutto consentendo poche volte lo scambio ravvicinato, che il lidense cercava con ostinata pervicacia. Manzoli fa spettacolo con pugili che abbiano le sue caratteristiche. Deve capire che in circolazione ci sono anche gli Amado; con questi soggetti deve imparare a ragionare e variare i suoi temi tattici. Il match è stato comunque di buona fattura con poche pause e molta sostanza.
Su questa riunione di Marcello Paciucci una considerazione viene facile da fare: l’assenza di televisioni che vanno per la maggiore. Ci sono stati nella serata di Ostia due match (Di Silvio-Antequera e Salvini-Graterol) che avrebbero potuto avere tranquillamente l’etichetta di un titolo, come va di moda oggi. Siamo sicuri che per la Rai e gli altri network  sia necessario questo ? E non  un match che garantisca spettacolo ed emozione? Come è avvenuto a Ostia, dove si sono visti due ottimi incontri sulle sei riprese invece di un mediocre incontro sulle 12 riprese con titolo in palio. Un briciolo di riflessione lo farei comunque e allargherei le maglie se non di “borsa” almeno di visione.

Di Alfredo

Un pensiero su “Per Di Silvio e Salvini un futuro con Titoli”

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