img_largLa boxe in lutto…quante volte abbiamo letto questo titolo e quante volte lo abbiamo scritto, un elenco interminabile di grandi campioni, di pugili che tanto hanno dato a questo sport e che per certi versi vengono dimenticati troppo presto appena lasciano il ring. Ieri purtroppo è arrivata la notizia di Giovanni Zampieri, “Giannetto” o “Gianni” come veniva chiamato. Da tempo era malato e da tempo era ricoverato al San Giovanni. Aveva 71 anni, romano verace, lo capivi dalla parlantina a volte incisiva come i suoi colpi. E’ stato uno dei grandi del pugilato romano e nazionale. Una carriera dilettantistica di prim’ordine che aveva il suo culmine nel 1966 quando vinse gli Assoluti di Genova nella categoria dei superleggeri, ma soprattutto perchè lui appartenente alle Forze Armate spopolò nei mondiali militari che si disputarono a Trieste. Fisicamente era la copia di un altro Giovanni, parliamo di Benvenuti: alto, aitante, un bel sinistro e un’aggressività particolare che concedeva molto allo spettacolo, ma che per lui diventava un pericolo non avendo la mascella “a prova di bomba”. Il suo esordio al professionismo avvenne nel 1967 e la sua bravura non fu smentita mettendo in riga 12 avversari, tra cui c’era gente di una certa esperienza internazionale come Daniel Brunet e Oscar Amaya. Combatteva da peso welter e a Roma era diventato un cliente fisso del Palazzetto, dove combatteva anche un altro romano, Enzo Pulcrano. I due a un certo momento non rappresentavano più una città, ma ognuno rappresentava il proprio quartiere. Fu facile organizzare allora un match fra due imbattuti in una sorta di derby nel derby, un campanilismo molto sentito. In pratica sul ring c’erano il “Little Benvenuti” e il “pugile dei poveri”.

Zampieri commise l’imperdonabile errore di voler chiudere subito la partita. Pulcrano fu sballottato per due round ed era sull’orlo del ko. Zampieri non era un picchiatore e sprecò troppe energie, mentre se avesse boxato con la sua tecnica superiore avrebbe senz’altro vinto. Il crollo avvenne nel quarto round complice un montante scagliato con la forza della disperazione da Pulcrano che spense le luci al suo avversario. Quella sera tutta Centocelle indossò “il lutto”. Gianni smaltì la sconfitta e riprese il suo cammino con una bella serie di successi tra cui il kot inflitto a Fernando Proietti, che fu il fiore all’occhiello. A sorpresa fu sconfitto prima del limite dal solido nigeriano Ahumibe. Poco dopo nel 1970 fu chiamato a contendere il titolo nazionale dei welter al ligure Alberto Torri. Un Zampieri strepitoso vinse in due rounds e confermò la sua buona vena vincendo ancora una volta prima del limite su Proietti, sempre per il titolo. Un titolo che fu suo per un anno scarso fino a quando sul suo cammino apparve Marco Scano, un sardo ottimo tecnico e buon picchiatore, un mix che si rivelò deleterio per il romano che perse il titolo e rimediò due sconfitte prima del limite. Appese i guantoni al chiodo nel 1972 con 27 vittorie e 4 sconfitte.

Il suo fu un abbandono con un pizzico di nostalgia facendo da spettatore in varie riunioni con un gruppo di amici e campioni (Nando Onori, Aldo Bentini ed Enzo Petriglia). Ma da un po’ di tempo Gianni mancava all’appello e le notizie sulla sua salute non erano buone.

Di Alfredo

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