L’ultimo combattimento disputato nella sua città da Enrico Bertola, prima di viaggiare verso gli Stati Uniti d’America, si svolse il 29 novembre 1947. L’allora campione italiano dei pesi massimi si esibì per la terza volta a Carrara dove mise in palio la cintura tricolore contro il trevigiano Gerolamo Giusto, già sconfitto a Ferrara nel luglio dell’anno precedente. Mentre nel primo confronto la vittoria di Bertola arrivò dopo la squalifica del veneto nella quarta ripresa, nel secondo incontro il carrarese si avvalse della sua potenza per mettere fine alla disputa titolata nel secondo tempo. In precedenza Bertola, professionista dal febbraio 1944, si era presentato ai suoi concittadini due volte nel dicembre 1945, senza ottenere la vittoria: prima pareggiò, poi riportò il verdetto di no-contest con il lombardo Mentore Mazzali, che sconfisse prima del limite nel maggio 1947 a Roma. Il carrarese divenne campione italiano tra i dilettanti, al limite dei mediomassimi nel 1942 a Viareggio, dove superò in finale Gino Bonvino, sconfitto due volte ai punti anche tra i professionisti. Rivendicò il primato nazionale anche nell’attività a torso nudo e vinse le sfide per due vacanti campionati. Nel primo duello, combattuto a Livorno nel settembre 1946, si fregiò del titolo dei pesi mediomassimi quando il goriziano Luigi Musina abbandonò nella sesta frazione. Per la seconda competizione, disputata a Roma sulla rotta delle 12 riprese nel settembre dell’anno seguente, ottenne la cintura dei pesi massimi a spese del trevigiano Giovanni Martin, dal quale era stato sconfitto in precedenza ai punti. Bertola debuttò con successo a Chicago, Illinois, nel febbraio 1948 e disputò l’ultimo match a Buffalo, New York, dove trovò la morte nell’ottobre 1949, a seguito del confronto numero 42: 33-7-1-1 NC.

Fonte www.sportenote.com

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Di Alfredo

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