di Giuliano Orlando

La città di Lucca, il 26 dicembre al Palazzetto dello Sport Palatagliate, ospiterà il tricolore vacante dei pesi leggeri tra il pugile di casa Marvin Demollari (9-2) e il milanese Fateh Benkorichi (10-1-1), riportando nel capoluogo toscano una sfida nazionale che mancava da ben 69 anni. Avvenimento importante perché l’evento coincide con il secolo di vita della Pugilistica Lucchese, motivo di orgoglio per la società presieduta da Stefano Pasquinelli, segretario Cristian Garofano e dal direttore sportivo Maurizio Barsotti, che assolve tutti i compiti organizzativi con incredibile entusiasmo. Il comune ha dato il proprio supporto, consapevole che l’avvenimento riporta la città all’attenzione del territorio nazionale. Un confronto valido per il titolo italiano in guantoni, mancava dal primo maggio 1952, allorchè nel vecchio impianto si confrontarono i mediomassimi Ivano Fontana, teramano di nascita ma lucchese a pieno titolo e il mestrino di nascita, ma spezzino di residenza dove arrivò in età scolare, Gino Campagna, detto “calcio di mulo” per la potenza del destro. I due si erano già affrontati l’anno prima a La Spezia nei medi e il pugile di casa ebbe la meglio ai punti. L’anno successivo il primo maggio, stavolta a Lucca, si ritrovarono di fronte per una rivincita molto sentita e stavolta il ragazzo di casa costringe Gino Campagna alla resa alla nona ripresa, tra la gioia del pubblico lucchese. Fontana, negli anni successivi salì nei mediomassimi e conquistò la cintura tricolore a spese di Giambattista Alfonsetti. Lasciò il ring nel gennaio 1958 a 32 anni, con un record di 26+ 13- e 8 pareggi. Fontana fu anche ottimo dilettante, titolare ai Giochi di Londra 1948 dove conquista il bronzo, lo stesso piazzamento agli europei di Oslo nel 1949 e in entrambe lo occasioni a fermarlo fu l’ungherese Lazlo Papp, che vinse per tre volte i Giochi olimpici, considerato il più grande campione dei dilettanti. 

Il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, per l’organizzazione BTB Boxing Team del promoter romano Davide Buccioni, toccherà a Marvin Demollari, allievo del maestro Giulio Monselesan, tentare di imitare Fontana. Il giovanotto è nato in Albania nell’ottobre 1994 e approda in Italia due anni dopo. Frequenta le scuole a Lucca. Il primo approccio agonistico sui campi di calcio, poi la passione per il pugilato a 17 anni. Quasi 80 incontri, con l’argento al Guanto d’Oro nel 2917, superato in finale dall’abruzzese Di Tonto, dopo tre round molto equilibrati. Passa professionista il 3 marzo 2018 e inanella nove vittorie contro due sconfitte, peraltro di stretta misura, contro Nicola Henrichi e Charlemagne Metonyekpon. In questo 2021 è già salito sul ring tre volte, riportando altrettanti successi.  Adesso lo aspetta la sfida più importante. Il maestro di Marvin conosce il valore del cosfidante: “Sappiamo che Benkorichi è un ottimo pugile, molto tecnico e non lo sottovalutiamo. Per questo cercheremo di avere sparring adatti per questo difficile match”. Demollari ricorda di essere stato compagno di stanza in una trasferta della nazionale a Nova Gorica in  Slovenia nel 2015: “Un tipo abbastanza divertente, ciarliero, mentre io sono più riservato. Non ci siamo mai allenati assieme e tantomeno incontrati. Farò in modo che la prima volta sia positiva per me”.

L’avversario arriva da Milano, la stessa età del toscano, intesa attività nei dilettanti, col titolo italiano assoluto, conquistato nel 2014 a Gallipoli nei 60 kg. Allievo della Pugilistica APOT 1928 Ottavio Tazzi, operativa a San Donato nella zona sud Milano, dove operano i fratelli Pasqualetti che hanno voluto intestare la palestra nel ricordo del grande maestro. Fateh arriva al gym a 12 anni, accompagnato dal padre. “Mio figlio non fa che mangiare, spero che con la ginnastica perda qualche chilo”. In effetti il ragazzino ha grasso in abbondanza. Ricorda il peso quando iniziò a fare i primi esercizi: “Superavo gli 80 kg. e al primo campionato esordienti mi presentai a 75. Lo vinse e da quel momento ho iniziato a scendere fino agli attuali 60, anche se qualche volta sono arrivato a 58. Ho vestito la maglia azzurra e ho vinto anche il Guanto d’Oro oltre al titolo italiano dilettanti. Nel 2017 vado a lavorare a Londra e decido di passare pro. Debutto nella York Hall di Bethnal green alle porte di Londra, battendo Antonio Horvatic un collaudatore croato. Torno in Italia dove ho sempre vinto, salvo un pari a Ferrara contro Daniele Zagatti, che giocava in casa e avevo già battuto. La sconfitta a Riga in Lettonia contro Marcis Grydulis (10-1) nell’ottobre 2019, fu un furto colossale. Gli organizzatori vennero a scusarsi. Ma non mi sorprese il risultato, visto altri pugili subirono la stessa mia sorte”.

Come ti prepari per questo tricolore?

“Ho piena fiducia nei fratelli Pasqualetti che mi conoscono da quando sono entrato in palestra. Ho visto qualche filmato di Demollari e so come comportarmi per vincere. Certo, combatto in trasferta ma non siamo in Lettonia e se mi dimostrerò migliore i giudici sono certo che mi premieranno”.

Di Alfredo

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