di Giuliano Orlando

La quarta edizione delle World Series si preannuncia tra le più equilibrate, come dimostrano i primi risultati. Ospitanti e ospiti combattono per vincere. Salvo poche eccezioni, i team che puntano ai quarti sono almeno un decina. La Germania non fa eccezione: arriva ad Assisi e punta a espugnare il ring. Sarebbe un bel colpo, nella città di S. Francesco patrono d’Italia, che amplia sempre più l’ambizione di diventare il centro operativo del pugilato nazionale, facendo leva su impianti che negli ultimi anni si sono ampliati e modernizzati. Fin dai giochi di Atene 2004 e poi a Pechino 2008 e Londra 2012, la nazionale azzurra ha costruito tutta la preparazione a S. Maria degli Angeli, che nel frattempo ha realizzato una struttura sempre più ampia, completandola con il Palazzetto che ospita eventi di vario tipo. Tutto questo è avvenuto per volontà di Franco Falcinelli, a lungo presidente federale, oggi vice charmain dell’AIBA e presidente europeo. Da perugino doc, ha realizzato il sogno della vita, portare nella sua città l’attenzione della disciplina di cui è stato a lungo presidente e precedentemente apprezzato tecnico. Nelle due vesti ha riportato successi notevoli, compresi gli ori di Oliva, Parisi, Stecca e Cammarelle. Ora Assisi ha accorpato anche la franchigia italiana che prende parte alle World Series, che in questa quarta edizione si preparerà nel Centro di Assisi, dove da tempo si allena la nazionale azzurra. Il gruppo operativo di Italia Thunder Dolce & Gabbana, il manager director Paolo Casserà, il generale manager Claudio Ballor, il team manager Gian Andrea D’Alberto e la sempre disponibile press office Guia Peres, pur mantenendo la sede operativa a Milano, si sposteranno per ogni evento, iniziando proprio da Assisi, tappa d’avvio del calendario delle qualificazioni, che seguirà questo itinerario. Il 18 gennaio 2014 a Porto Torres nel sassarese, sfida Italia-Argentina, il primo febbraio sarà Bergamo ad ospitare Italia-Algeria, mentre gli ucraini si troveranno a Gela (Cl) in  Sicilia, contro l’Italia Thunder il 22 febbraio. Infine a Caserta il primo marzo, arriveranno gli Stati Uniti per l’ultimo turno interno. In caso di prevedibile qualificazione, la fase interna dei quarti avrà quale sede Brescia che ha richiesto le due giornate tra la fine di marzo e il primi di aprile.                                                                                                                                                                            

Sabato 7 dicembre  l’Italia affronta il team tedesco, che arriva con i numeri uno delle cinque categorie previste (kg. 52, 60, 69, 81, +91), facendo intendere di volersela giocare per  la vittoria. Nulla di nuovo, potremmo dire. Lo scorso anno al Palaforum di Assago, l’Italia faticò parecchio e ci volle la vittoria di Clemente Russo per assicurare un 3-2 sofferto oltre le attese. Nell’occasione Picardi contro il moldavo Gojan e il quotato algerino Benchabla di fronte al mediomassimo Michel, kazako di nascita, dovettero sopportare la sconfitta. Nel complesso il quintetto ospite è ancora più omogeneo della volta scorsa. Ragion per cui i nostri rappresentanti dovranno dare il meglio per conquistare i tre punti. Iniziamo dai 52 kg. dove il campione tedesco in carica Touba, titolare agli ultimi due mondiali di Baku e Almaty, un lungagnone di origine marocchina, è cliente scomodo per la tattica sfuggente e gli improvvisi rientri, poco gradita a Picardi. Ostacolo decisamente difficile, in grado di giocarsela alla pari. Sperando che Vincenzo trovi la serata giusta. Non meno arduo l’ostacolo che spetta al leggero Valentino, bronzo mondiale in Kazakistan, ultimo gioiello di una serie iniziata nel 2005 e mai interrotta. Si tratta dell’irlandese David Oliver Joyce, campione nazionale 2009/10/11, presente ai mondiali a Baku, 26 anni, esperto delle WSB, passato da Istanbul alla Germania, oltre che bestia nera del casertano di Marcianise. Nelle due precedenti sfide, il segno più arrise a Joyce. In questa occasione Mirco ci tiene a interrompere la striscia negativa, per confermare lo stato di forma mostrato ai mondiali. Torna Mangiacapre nelle WSB, stavolta a 69 kg. categoria dove intende proseguire l’attività. In Kazakistan fu bravo e sfortunato, ad Assisi dovrà dimostrare che le attese per un ritorno ai vertici anche nei welter è una speranza concreta. Compito per niente facile. L’avversario è uno dei più forti elementi tedeschi. Si tratta di Arajik Marutjan, nato in Armenia, 21 anni, dal destro devastante, che in semifinale ha messo in difficoltà anche il kazako Yeleussinov, campione del mondo e premiato come il miglior pugile del 2013, proprio con quel colpo al tritolo. Vanta un bronzo e un argento europei e il terzo posto ai mondiali. Fisico da medio, battagliero e resistente è deciso a battere Mangiacapre come ha dichiarato alla partenza per Assisi.  Spetta al nostro smentire questa ipotesi. Nei mediomassimi ufficialmente l’avversario di Sergei Michel, quello che un anno addietro sconfisse Benchabla, risulta l’olandese Peter Muellenberg, già visto in Argentina con ottimo esito. Corre però voce che ci siano problemi per il tulipano, quindi occorre trovare il sostituto. Il fatto è che Sperandio è impegnato agli assoluti e Benchabla non è pronto. Ipotesi suggestiva anche se poco praticabile, opporgli il giovane milanese Daniele Scardina, che Michel l’ha già affrontato a settembre a Horgen in Svizzera e la sconfitta fu un furto con scasso. Erano tre round e salire a cinque è un rischio non da poco. Il tedesco non è un fenomeno, ma picchia duro come ha dimostrato più volte. Si tratta di una ipotesi, non altro. Lo scontro nei +91 vede il tedesco-russo Erik Pfeifer bronzo nelle ultime due edizioni mondiali, favorito contro l’inglese Joseph Joyce, dalla struttura impressionante ma dalla mascella fragile, come ha dimostrato ad Almaty contro l’algerino Beguerni, che l’ha spedito ko al primo round. L’inglese ha buone basi, ma l’esperienza di  Pfeifer si lascia preferire. Anche se tra  colossi le sorprese fanno parte della normalità. Sosta più lunga del previsto per l’Italia Thunder Dolce & Gabbana, alle World Series, dopo il positivo avvio in Argentina, a metà novembre,  dove il quintetto guidato da Francesco Damiani, sul ring di Mar del Plata, località turistica sull’Oceano Atlantico, distante oltre 400 km. da Buenos Aires, pur facendo parte della stessa provincia, ha battuto i padroni di casa. Tornati a casa con un ottimo 4-1, la franchigia era pronta per la trasferta in Algeria, quando è arrivato un primo rinvio e successivamente l’informativa che la sfida prevista a Blida, veniva annullata. Nel contempo anche la Germania chiedeva un rinvio contro l’Ucraina al 3 marzo 2014, praticamente dopo la fine delle qualificazioni, per cui la classifica del girone A non subiva variazioni, mantenendo Italia, Germania, Ucraina e USA in testa con 3 punti, mentre l’Argentina ne ha 1 e l’Algeria è a zero. Tra domani e sabato l’assetto cambierà, visti gli scontri diretti tra Italia e Germania e Ucraina-Argentina, oltre ad Algeria-Usa che dovrebbe svolgersi sabato all’Olympic  Park Wilaya di Bejaia, antica e storica città che affaccia sul Mediterraneo.                                                                                                                                                                                  

Sempre nel girone A, l’Ucraina a Brovary, a pochi km. da Kiev, ospita l’Argentina. L’Algeria a Bejaia contro gli USA. Nel girone B, il Kazakistan ad Almaty contro il Messico, a Pruszkov i polacchi sperano di non farsi travolgere  dagli azeri che partono favoriti, come il cubani al loro primo appuntamento casalingo contro una Russia che ha mandato molte seconde scelte.  La prossima settimana nel quarto turno, il primo vero scontro stellare. In Kazakistan nell’ex capitale, arrivano i cubani e visti i nomi dovrebbero espugnare il ring esterno. Tanto più che gli asiatici non mettono in gara nessuno dei medagliati mondiali. L’appuntamento di sabato sera nell’elegante struttura di Assisi, avrà la diretta su Sky Sport 2 dalle 20,50, con l’ormai collaudato tandem Mario Giambuzzi e Patrizio Oliva, che sono una garanzia.

Di Alfredo