Il guardia destra riminese Efrem Donati ebbe solo due occasioni di competere per il campionato italiano dei pesi superleggeri. La prima volta il 6 gennaio 1965 nella sua città di adozione, con la sfida al campione Piero Brandi, finita con il risultato di parità deciso al termine delle 12 riprese; la seconda nel febbraio di due anni dopo a Genova, dove dovette cedere sulla massima distanza all’incontenibile Bruno Arcari, mancino come lui che arrivò a conquistare la cintura europea e la corona mondiale WBC superleggeri. Donati, forlivese di San Mauro Pascoli, iniziò la carriera professionistica nel novembre 1961 e giunse al primo appuntamento tricolore con il record immacolato. La prima sconfitta arrivò nell’agosto 1965 a causa di una ferita capitatagli a Senigallia contro Massimo Consolati, con il quale impattò nel maggio dell’anno seguente. Il secondo insuccesso giunse due mesi dopo il primo, a Roma, dove una nuova ferita lo eliminò nel primo confronto con Arcari. Tra le due vittorie del 1966 perse a Forlì dal locale Pietro Vargellini, campione italiano dei dilettanti nel 1962, pareggiò a Rimini con il francese Roger Younsi, già sfidante nazionale dei pesi leggeri, quindi subì la squalifica contro Bruno De Pace a Pesaro. Anche nel 1967 Donati riportò due trionfi contro i rovesci dinanzi ad Ermanno Fasoli, futuro campione italiano superleggeri, a Michele Gullotti, già sfidante tricolore e continentale dei pesi leggeri, e agli spagnoli Juan Albornoz, campione nazionale in tre diverse categorie di peso e d’Europa tra i superleggeri, e Domingo Barrera Corpas, in seguito due volte challenger mondiale di Nicolino Locche e Bruno Arcari, prima di conquistare la cintura nazionale. Nel febbraio 1968, dopo aver perso prima dal futuro titolare italiano Romano Fanali e poi da Italo Duranti, lasciò la boxe con il palmares di 50 incontri: 36-11-3.
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