Brischetto e GrecoLa boxe professionista siciliana ha confermato nel 2009 la sua vivacità e si propone come traino di un movimento in continua crescita che è ormai definitivamente uscito dal limbo in cui ha stabilmente stazionato negli ultimi anni. Le manifestazioni  in cui erano impegnati pugili prof locali e organizzate soprattutto nel catanese hanno registrato un’affluenza di pubblico ed un entusiasmo impensabile fino a qualche tempo fa.

Il pugile professionista siciliano con maggiore attività nel 2009 è stato l’aviere etneo Giuseppe Brischetto, militante nella categoria di peso dei supermedi (76,203 kg) ed in forza alla OPI 2000 dei manager meneghini Salvatore e Christian Cherchi. Lo scorso anno Brischetto, allenato e gestito dal suo trainer Giovanni Greco, ha combattuto e vinto tre volte: il 20 marzo ha sconfitto ad  Acireale davanti a 2.500 spettatori  nel match valido per la semifinale della ProCup il salentino Giuseppe Loffredo mentre il 25 luglio al Parco Commerciale “Le Zagare” di  San Giovanni La Punta  ha superato l’esperto belga Mustafa Stini.
Ma è stato il 28 dicembre al PalaArcidiacono di Catania che il fighter di Scillichenti ha compiuto la sua impresa più bella della carriera a torso nudo davanti ad un palazzetto stracolmo.
Di fronte al solido e pericoloso ungherese Sandor Ramocsa, accreditato di un palmares da prof di 7 vittorie e 2 sconfitte e di oltre a 200 match da dilettante, l’allievo del maestro Giovanni Greco ha gestito il match in maniera esemplare controllando il magiaro nella prima parte del combattimento per poi dominare le ultime tre riprese, pesantissime per l’avversario costretto a subire un conteggio nel corso del quinto assalto.
Per Giuseppe Brischetto la vittoria su  Sandor Ramocsa apre scenari importanti sia a livello nazionale che internazionale. L’aviere di Scillichenti ha scalato il ranking assestandosi  su posizioni di vertice per cui è certa la disputa del titolo italiano o di un titolo internazionale entro il mese di giugno. Intanto la Boxe & Fitness di Scillichenti sta allestendo per il 27 marzo in provincia di Catania un incontro pretitolo in cui Giuseppe Brischetto sarà impegnato in un importante test contro  un avversario di spessore internazionale.
Altro elemento di valore per il pugilato etneo è il mediomassimo di Nesima Danilo Alfio D’Agata, in forza alla Cavallari Boxe Promotion di Reggio Emilia, che nel 2009 ha disputato due combattimenti. Dopo quasi un anno di inattività il pugile etneo ha conquistato la Procup battendo ai punti il 6 giugno al Palanitta di Catania  l’albanese Orial Kolaj per poi bissare la vittoria il 7 agosto nella rivincita con l’esperto piacentino Max Saiani. Per D’Agata, se saprà dare continuità alla sua attività agonistica, potrebbero aprirsi le porte per la disputa del titolo italiano di categoria attualmente nelle mani del calabrese Versaci.
E’ tornato all’attività anche il trentanovenne cruiser palermitano Paolo Ferrara che il 25 settembre  a Porto Torres ha impegnato il sardo Tore Erittu in un match valido per il titolo nazionale, rimasto nella mani dell’atleta locale. Rientri anche per il peso superleggero catanese Filippo Micale, vittorioso sull’ungherese Lajos Orsos il 1 settembre a San Giovanni La Punta e per il medio netino Vincenzo Zarbo abile a conquistare una bella vittoria contro il pachinese Santo Drago il 25 luglio nel sottoclou di Brischetto vs Stini al Parco Commerciale “Le Zagare” di San Giovanni La Punta.
Grande fine d’anno anche per il siculo americano di Palazzolo Acreide Paulie “The magic man” Malignaggi che il 12 dicembre a Chicago  ha sconfitto nettamente e con giudizio unanime da parte dei giudici il texano Juan “Baby Bull” Diaz , vendicando l’ingiusta sconfitta patita con lo stesso Diaz  con un verdetto scandaloso il 22 agosto ad Houston  in casa del pugile protetto dalla Golden Boy Promotion di Oscar De La Hoya. Per Malignaggi  la vittoria su Diaz è la vittoria del rilancio che riapre  scenari importanti per il pugile di Brooklyn ed infatti si parla di una sfida galattica contro il miglior pugile pound for pound del momento, quel Manny Pacquiao capace di distruggere gente del calibro di Barrera, Marquez, De la Hoya, Hatton e Cotto.

 

Di Alfredo

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